|
|
Chiesa e Nazismo alla fine della guerraHenry Gerecke, il cappellano militare evangelico del tribunale militare alleato, il 4 novembre del 1946, riferì che dei 21 criminali di guerra presenti a Norimberga 6 erano cattolici e 15 evangelici. Parlando di Göring afferma che egli «ha negato il disegno divino della redenzione, ha rifiutato la croce» ma nonostante questo prima della sentenza era riunito in preghiera insieme agli altri protestanti. Di Joachim von Ribbentrop, ministro degli esteri di Hitler, Gerecke dice: «Cercava con grande applicazione nella Bibbia parole riguardanti il perdono». Di Keitel, capo del comando supremo della Wehrmacht: «Diceva ogni giorno la sua preghiera personale. Egli ha assimilato la totale certezza della redenzione attraverso il sangue di Gesù». Gerecke era sopraffatto dalla commozione durante la confessione di Keitel il quale «non si è vergognato neppure di confessarmi i suoi peccati». Frick, ministro degli interni del Reich, che prima dellesecuzione aveva detto al cappellano militare che credeva che il sangue di Gesù «avesse lavato i suoi peccati», afferma come ultima dichiarazione di fede: «Viva la Germania eterna!». Per Gerecke « era confortante vedere come lo Spirito Santo agiva su alcuni di questi uomini». Elena Roda |