Home Mondo antico Medioevo Mondo moderno Novecento

Mein Kampf

 

Razza e popolo

Il capitolo XI del Mein Kampf di Adolf Hitler

Gli influssi darwiniani

La legge della selezione naturale è una di quelle verità semplici di cui spesso non ci si accorge in quanto troppo ovvie: stanno ai lati di una strada percorsa da folle di fretta che non degnano loro di uno sguardo.

Le specie sono sole, la Natura non "vuole" commistione di esse, favorisce i più forti nell’ottica della prosecuzione di una specie impedendo ai deboli e agli ibridi di generare specie che possano con il loro proliferare infrangere tale legge, che per altro viene violata solo in casi eccezionali come la cattività.

La peculiarità di ogni specie non è solo fisica e esteriore, ma anche comportamentale: gli individui all’interno di essa hanno vari gradi di qualità medesime, forza, aggressività, efficienza... le volpi rimangono volpi, le oche rimangono oche, mai andranno d’accordo nella lotta alla sopravvivenza che favorisce la specie con le doti migliori.

"Se la natura non vuole che gli individui più deboli generino con i più forti, tanto meno auspica che una razza superiore si mischi con una inferiore; poiché in tal caso tutti i suoi sforzi, attraverso centinaia di migliaia di anni, di stabilire una superiorità di specie nell’evoluzione, sarebbero resi pressoché inutili".

Nello specifico del genere umano, la razza dimostratasi superiore, è quella ariana; quella invece che follemente contravviene la Legge della natura è quella ebraica, portatrice geneticamente di menzogna.

La presenza di più razze umane sul nostro pianeta, senza averne una effettivamente predominante, significa, in questi termini, che la corruzione interna sta conducendo all’autodistruzione della specie.

Gli incroci hanno dunque annientato le "grandi razze".

Si direbbe che il progresso, sulla faccia della Terra, sia stata portato da pochi popoli, per lo più di ceppo ariano, che estinti estingueranno il progresso stesso.

Le qualità superiori si valutano in relazione alle circostanze in cui il popolo si è incrementato: se la mancanza di suolo porta alla denutrizione o alla stimolazione di ricerca di soluzione.

La cultura dipende dagli uomini, e non viceversa, salvare una razza significa salvarne la cultura.

"Chi vuole vivere deve lottare. Chi non si vuole lottare a questo mondo, dove la lotta è legge di vita, non ha il diritto di esistere".

Prima del processo di corruzione, la razza ariana fu senz’altro la razza dominante, fondatrice di cultura poiché in grado di progredire nella vita individuale, nella società.

Da essa si discostano le razze portatrici, di cultura, che assorbono la cultura da altri costruita spacciandola per propria; è il caso del Giappone occidentalizzato.

Le razze distruttrici di cultura sono poi l’infima classe del genere umano. Agli ebrei tocca questo titolo.

Olga Romagnoni