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Fino al XIV secolo
I ghetti
Emancipazione
Chiesa e Nazismo
Dopo il conflitto

 

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Con la recente pubblicazione del documento "Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah" (16 marzo 1998) da parte della Commissione Vaticana per i rapporti religiosi con l’Ebraismo, si è riaperto il dibattito sul ruolo della Chiesa nel periodo delle persecuzioni naziste. Il problema, però, ha radici più profonde, e se già sarà difficile giungere a una soluzione, questo non sarà di certo possibile fermando l’analisi agli anni ‘30-’40. Infatti, fin dalle origini del Cristianesimo, si è registrato da parte della nuova religione un atteggiamento di ostilità nei confronti dell’Ebraismo. L’ostilità, nata probabilmente intorno alle responsabilità sull’uccisione di Cristo, si è poi sclerotizzata in una serie di pregiudizi antiebraici, che hanno a loro volta fornito a Hitler i presupposti per la propria ideologia.

Con il nostro lavoro, ci proponiamo di analizzare lo sviluppo dell’acredine fra ebrei e cristiani, nella quale si intrecciano elementi di antigiudaismo (ostilità verso la religione ebrea) e antisemitismo (ostilità verso l’ebreo in quanto "razza impura"); inoltre, tratteremo dei controversi silenzi e posizioni del Vaticano e dei membri dell’episcopato, soprattutto tedesco, nell’epoca hitleriana.

Daniela Negro