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Proposte di percorso

Antisemitismo pagano

L'opera classica sull'argomento è L. Poliakov, Storia dell'antisemitismo, 5 voll., La Nuova Italia, Firenze, 1974-1996, che però nel I volume (da Cristo agli ebrei di corte) all'antichità pagana e cristiana dedica ben poche pagine (pp.11-33), con una proporzione che stride fortemente con la prolissità dell'opera.

Peter Schäfer, Giudeofobia. L’antisemitismo nel mondo antico, Carocci, 1999, ha il merito di aver rivisitato e divulgato le testimonianze raccolte nei tre voll. di M. Stern, Greek and Latin Authors on Jews and Judaism, Jerusalem 1974-1984 offrendo una panoramica aggiornata dell'antigiudaismo antico, che viene così a integrare le carenze del lavoro classico di Poliakov, il cui primo volume nella stesura originale risale al 1955.

Un’agile ma problematica ricognizione storica è svolta nel saggio di G. Firpo, I Giudei, in Storia di Roma, II 2, Einaudi, Torino, 1991, pp. 527-552.

Antigiudaismo cristiano

Sui rapporti tra ebraismo e cristianesimo si può vedere C. Thoma, Teologia cristiana dell’ebraismo, Marietti, Casale Monferrato, 1983, in particolare le pp. 162-187. In particolare sul ruolo di Paolo nella definizione di tali rapporti cfr. W. Schneemelcher, Il cristianesimo delle origini, Il Mulino, Bologna, 1987, pp. 167-204.

Tracce dell’antigiudaismo nella storia d’Europa

Si consiglia la lettura integrale di due agili opere (poco più di cento pagine ciascuna) di destinazione scolastica che coniugano il rigore documentario con un’esposizione discorsiva e non accademica: di esse si è tenuto molto conto durante la presente esposizione. Si tratta di F. Cardini, Gli ebrei, popolo eletto e perseguitato, Bulgarini, Firenze, 19962 e di M. Messeri, Dal ghetto alla corte. Gli ebrei dal Medioevo all’età moderna, La Nuova Italia, Firenze, 1999.

Il libro di A. Foa, Ebrei in Europa. Dalla peste nera all'emancipazione, Laterza, Roma-Bari1992 presenta una ricca panoramica dell'antigiudaismo europeo: in particolare sui ghetti si vedano le pp. 183-204.

Shoah

Il testo di riferimento è R. Hilberg, Lo sterminio degli ebrei d’Europa, 2 voll.. trad. it. Einaudi, 1999, che offre una mappa e una ricognizione completa del genocidio, fondata su rigorosa documentazione. Una lettura da non perdere è sicuramente il libro "Bei tempi". Lo sterminio degli ebrei raccontato da chi l’ha eseguito e da chi stava a guardare, a cura di E. Klee, W. Dressen, V. Riess, trad. it., Giuntina, Firenze, 19962: un contributo eccezionale che, con un supporto fotografico raccapricciante, raccoglie testimonianze dirette, brani di diari, rapporti ufficiali, verbali di interrogatori di criminali intenti al lavoro in un ingranaggio di morte che hanno contribuito a far funzionare.

Sulla situazione degli ebrei in Italia si veda ora M. Sarfatti, Gli ebrei nell’Italia fascista, Einaudi, Torino, 2000, che riprende e amplia quanto l’autore aveva già pubblicato nello studio Gli ebrei negli anni del fascismo, in Storia d’Italia. Annali 11, Gli ebrei in Italia, vol. II, Einaudi, Torino, 1997, pp. 1623-1764.

L’articolo di M. Pezzetti, Dei campi di concentramento e dei lager della morte, si trova negli atti del convegno di Rimini "I nemici sono gli "altri"", a c. di L. Fontana e G. Giovagnoli, Giuntina, Firenze, 1999, pp. 133-144.

In particolare su Auschwitz-Birkenau, che in ogni caso si deve visitare e non solo per prendere visione delle enormi dimensioni dello sterminio (dagli ebrei è considerata un cimitero e un luogo della memoria: e per i cristiani che cos’è Auschwitz?), si veda, tra le numerosissime pubblicazioni disponibili, H. Langbein, Uomini ad Auschwitz, trad. it., Mursia, Milano, 1984. Purtroppo le pubblicazioni del Museo Statale diu Auschwitz-Birkenau sono in lingua polacca; tra queste in francese c’è Auschwitz vu par les SS. Rudolf Höss, Pery Broad, Johann Paul Kremer (19944) che contiene gli impressionanti diari rispettivamente del comandante del campo, di un membro delle SS e di un medico. Il diario del comandante è tradotto anche in italiano: R. Höss, Comandante ad Auschwitz, Einaudi, Torino, 19973.

Testimonianze d’eccezione, che congiungono la lucidità dell’analisi con il vigore narrativo, sono offerte dai libri di Primo Levi (Se questo è un uomo; La tregua; I sommersi e i salvati: pubblicati da Einaudi, rispettivamente Torino, 1963, 1965 e 1987) e da E. Wiesel, La notte, Giuntina, Firenze 1980, e L’ebreo errante, Giuntina, Firenze, 1983.

Il processo di Norimberga ai responsabili diretti dello sterminio

Verbali degli interrogatori e atti del processo sono pubblicati da G. Mayda, I dossier segreti di Norimberga, Mursia, Milano, 1997.

Le responsabilità attive

Un’importante riflessione sul problema delle responsabilità attiva è maturato dopo oltre un decennio di incubazione con il processo ad Eichmann e soprattutto in concomitanza con la pubblicazione del libro La banalità del male (Feltrinelli, Milano, 1999, ma comparso in prima edizione nel 1964), opera della studiosa ebreo-tedesca del totalitarismo Hannah Arendt, che aveva seguito il processo come inviata del New Yorker.

Le responsabilità passive: il silenzio degli alleati

Oltre alle pp. 189-259 dedicate agli "spettatori" nel libro di R. Hilberg, Carnefici, vittime, spettatori, Mondadori, Milano, 1994, il libro di W. Laqueur, Il terribile segreto, Giuntina, Firenze, 1983, segue capillarmente la diffusione delle notizie, i canali attraverso i quali furono trasmesse e la reazione di chi le ricevette, dimostrando che l’inerzia di tutti non fu dovuta a disinformazione ma a cattiva volontà. Ancora più specificamente R. Breitman, Il silenzio degli alleati, Mondadori, Milano,1999, delinea la responsabilità morale di inglesi e americani, che attribuisce, tra le altre cause, a un diffuso sentimento antisemita.

I silenzi di Pio XII

La questione dei silenzi della Chiesa è avvertita oggi come una delle più spinose in quanto, da una parte, investe la coscienza dei credenti e dall’altra è soggetta alle più svariate reticenze e strumentalizzioni di parte. Si ha l’idea che molto tempo dovrà ancora passare prima che l’accesssibilità degli archivi e la decantazione del tempo consentano un giudizio storiografico sereno. Da questo punto di vista non soddisfa né il libro del portavoce ufficiale del Vaticano P. Blet, Pio XII e la seconda guerra mondiale negli archivi vaticani, trad. it., Ed. Paoline, Alba, 1999, né, da parte opposta, il libro di Ernest Klee, Chiesa e nazismo, Editori Riuniti, Roma, 1996. Più ampia e articolata la ricostruzione di A. Aruffo, La Chiesa e gli ebrei. Da Costantino alla Shoah, Datanews, Roma, 1998, mentre il recentissimo G. Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Rizzoli, Milano, 2000, aggiunge elementi interessanti ma si mantiene volutamente lontano dal chiudere la questione. Dello stesso si segnala l’ampio studio Santa sede, questione ebraica e antisemitismo fra Otto e Novecento, in Storia d’Italia cit., pp. 1367-1574.

La resistenza al genocidio e il soccorso agli ebrei

Sulla resistenza al nazismo e in generale per l’accuratezza delle notizie e della documentazione fotografica merita una segnalazione Topografia del terrore, a c. di R. Rürup, Verlag Willmuth Arenhövel, Berlino, 1994: si tratta del catalogo della mostra tenuta nel 1994 nel Palazzo della Ragione di Milano e offre una completa informazione, fondata su documenti originali, circa gli uomini, le istituzioni e i processi dello sterminio. In particolare sulla resistenza si vedano le pp. 174-193.

La resistenza nei Lager

Proprio nel cuore dello sterminio porta la lettura del libro La voce dei sommersi, trad. it., Marsilio, Venezia, 1999, pubblicazione di manoscritti dei membri del Sonderkommando di Auschwitz, da loro nascosti in recipienti improvissati tornati alla luce durante scavi nel terreno presso i crematori. Gli appunti e i resoconti lasciati da questi disgraziati, costretti a farsi collaboratori del crimine (sgomberare le camere a gas, far funzionare i forni, strappare i denti d’oro ai cadaveri ecc.) e destinati a essere a loro volta eliminati, sono una testimonianza sconvolgente, la voce di Caino costretto a uccidere il proprio fratello.

I "giusti delle nazioni" e i beneneriti della Shoah

Sulla vicenda quasi romanzesca di Giorgio Perlasca si legga E. Deaglio, La banalità del bene, Feltrinelli, Milano 19943; su Dimitar Pecev G. Nissim, L’uomo che fermò Hitler, Mondadori, Milano, 1998.

Il noto film Schindler’s List di S. Spielberg presenta una vicenda affine, anche se notevolmente edulcorata: secondo quanto si legge in Luzzatto Voghera, L’antisemitismo. Domande e risposte cit., p. 136, un sopravvissuto alla prima del film avrebbe esclamato: "Fosse stata come io me la ritrovo qui nel film la mia vita sarebbe stata uno spasso".

Il ruolo dell’antisemitismo e le recenti interpretazioni della Shoah

I testi essenziali sono D. J. Goldhagen, I volonterosi carnefici di Hitler, trad. it., Mondadori, Milano, 1998; C. R. Browning, Verso il genocidio, trad. it., Il Saggiatore, Milano, 1998; Z. Bauman, Modernità e Olocausto, trad. it., Il Mulino, Bologna, 1992; G. Luzzatto Voghera, Antisemitismo, Editrice bibliografica, Milano, 1997; dello stesso autore  L’antisemitismo. Domande e risposte, Feltrinelli, Milano, 1994, che contiene in appendice anche una discussione del film Schindler’s List e una rassegna ragionata di film e documentari di riferimento.