Home Processo distruzione Fascismo e shoah Dopo la Shoah Documenti Testimonianze Interpretazioni

Dichiarazione
Ebrei stranieri
Scienziati
Scuola fascista
Integrazione
Difesa
Disciplina

 

Le leggi razziali in Italia

Leggi razziali.jpg (65154 byte)

Praticamente tutti i testimoni oculari - studiosi, giornalisti, diplomatici, le stesse vittime - concordano che le misure anti-ebraiche furono in Italia quasi unanimamente impopolari. Per esempio, un eminente liberale britannico, sir Andrew McFadyean, il 25 gennaio 1939, dopo una visita in Italia, scriveva: "Il caso dell'Italia presenta una sua peculiarità in quanto, nonostante la politica e le leggi antisemite, l'antisemitismo è inesistente al di fuori di un ristretto circolo governativo. [...] Corre voce che le misure antiebraiche abbiano incontrato forte opposizione nello stesso governo". (Su quest'ultimo punto, McFadyean si sbagliava. L'opposizione era nel Gran Consiglio del Fascismo e nessuno degli oppositori - Balbo, Federzoni, De Bono, Acerbo e De Stefani - era a quel tempo membro del governo).

Causa della reazione negativa fu la quasi universale impopolarità dell'asse Roma-Berlino, che aveva già avuto una conseguenza disastrosa, la perdita del cuscinetto austriaco, e stava per averne un'altra, la liquidazione della Cecoslovacchia. Quasi nessuno dubitò che la sciagurata alleanza con Hitler fosse la causa del voltafaccia e questo era sufficiente a giustificare la reazione negativa. Quando il famigerato "manifesto della razza" venne pubblicato nel luglio 1938, fu subito soprannominarono spregiativamente "I dieci comandamenti dell'Asse". Nel gennaio 1939 il  gerarca fascista antisemita Giuseppe Bottai annotava nel suo diario:"Un'amara frase corre per le strade d'Italia: "Si stava meglio quando Mussolini comandava in Italia"".

Gli antifascisti italiani all'estero gridarono ai quattro venti che si trattava di una "scandalosa ingerenza tedesca". Insomma il voltafaccia altro non era che la più vergognosa manifestazione di quell'"asservimento" di Mussolini all'epigono tedesco, che doveva portare l'Italia alla rovina.