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Gli aiuti ai criminali di guerra in carcere

Landsberg è una cittadina della Baviera. Nella sua fortezza fu imprigionato, nel 1924, Hitler e qui egli scrisse la prima parte del Mein Kampf.

Al termine del secondo conflitto mondiale gli americani destinarono proprio il carcere di Landsberg alla detenzione e all’esecuzione dei criminali di guerra.

A Landsberg regna la «psicosi dell’innocenza»: Hess è uno dei pochi, tra i circa 700 detenuti, a parlare di colpevoli. La maggioranza si sente innocente e si lamenta del fatto che gli americani non riescano a comprendere come loro non siano dei criminali.

Chi si pone dalla parte dei prigionieri è August Eckardt, un pastore protestante al quale è stato affidato l’incarico di assistere i carcerati. Tuttavia il 31 marzo del 1949 Eckardt è sollevato dall’incarico accusato di aver istigato l’opinione pubblica contro i processi ai criminali di guerra. Seppur per un breve periodo, 8 mesi, Eckardt si adoprò con tutte le sue forze in favore dei detenuti. A lui si rivolge il detenuto Muhlbauer sostenendo di essere stato maltrattato da una sentinella: secondo gli esponenti ecclesiastici questo episodio basterebbe per destituire il direttore del carcere.

A Landsberg le condizioni di vita dei detenuti sono migliori rispetto ad altri carceri: anche la visita di Wurm, avvenuta il 5 maggio 1949, non sortisce parole di aperta accusa da parte del vescovo ai responsabili del carcere. Ma ai rappresentanti ecclesiastici non interessano le condizioni di detenzione: essi contestano il fatto che a Norimberga e a Dachau siano stati condannati dei criminali di guerra.

L’intercessione delle Chiese promette la grazia e la scarcerazione: nasce così nel 1949 un programma di soccorso. Per attuarlo le Chiese chiedono aiuto al dottor Rudolf Aschenauer, difensore dell’SS Ohlendorf, responsabile dell’uccisione di 90 000 persone, in gran parte ebrei. Egli sostiene «che nella maggior parte dei casi la condanna a morte sia stata eseguita in base a motivi indubbiamente infondati». Aschenauer è intenzionato a aprire un ufficio per discutere i casi di Landsberg: i locali vengono messi a disposizione dalla Caritas e il sostegno finanziario dalla EKD. L’attività dell’ufficio, con a capo il dottor Heinrich Malz, raccomandato dal pastore Wittmann, il quale non fa mistero delle sue simpatie naziste, ha inizio nel maggio 1949.

Attività di riciclo delle offerte alla Chiesa in favore dei criminali di guerra viene svolta nella comunità di St. Jobst di Norimberga: lì si è conservata una cartella denominata «Lavori storici» alla quale corrispondeva un conto bancario segreto sul quale venivano versate le offerte ai criminali nazisti per poi consegnarle ai loro complici. A Malz un giorno arrivano 1050 marchi, a Aschenauer 1500.

Il 26 novembre 1949 viene istituito un «comitato per l’aiuto ecclesiastico ai detenuti» con l’obiettivo di incrementare l’attenzione nei confronti dei processi da parte della stampa e di garantire l’assistenza giuridica ai detenuti più bisognosi, in particolare a quelli di Landsberg. Ulteriore obiettivo che si riscontra tra le righe in una lettera firmata da Daumiller e Neuhäusler, esponenti delle alte gerarchie ecclesiastiche, è la necessità di tracciare per il popolo tedesco una strada verso il futuro che sia «libero da complessi di colpa imposti dall’esterno».

Aiuti ai criminali di guerra e concorrenza tra le due Chiese

Le due Chiese sono tra le istituzioni più attive nel prestare aiuto ai criminali di guerra: esse non si limitano solamente a prestare aiuto ai carcerati bensì si fanno reciproca concorrenza. Ne è un esempio Heinrich Höfler, presidente della sottocommissione parlamentare per i prigionieri di guerra e reduci, che in una lettera al Papa chiede finanziamenti per sostenere il pagamento agli avvocati francesi, cifra che invece la Chiesa protestante ha già messo a disposizione.

La rete di aiuti agli internati ha inizio nel 1948.

Il 12 novembre la granduchessa Elizabeth von Oldenburg invia a Wurm alcune copie delle lettere di un «uomo di elevata spiritualità» che avrebbe potuto fare ancora del bene se non fosse stato giustiziato dagli americani.

Il 10 ottobre 1949 la principessa zu Schaumburg-Lippe, figlia della granduchessa von Oldenburg, scrive anch’essa a Wurm allegando una lettera scritta dal comandante di reparto Blume detenuto a Landsberg dove ella spera di recarsi per far visita suo cognato il principe di Waldeck e per contattare il pastore Ermann: da qui la principessa auspica che possano emergere «ulteriori possibilità di collaborazione».

Attiva da questo punto di vista è anche la principessa von Isenburg che lavora per la «rete di soccorso delle mani amiche» che aiuta donne e bambini i cui mariti e padri sono stati internati. La principessa si avvicina sempre di più agli internati di Landsberg, tanto da essere definita la «madre dei detenuti di Landsberg».

Il 16 luglio 1951 ella scrive una lettera a Wurm chiedendo al vescovo di poter annoverare il suo nome tra i membri della direzione dell’associazione legalmente registrata "Tacito soccorso". In settembre la principessa invia un a bozza di statuto nella quale si legge che: «In caso di scioglimento dell’associazione, l’intero suo patrimonio va suddiviso in parti uguali tra la Caritas tedesca e l’organizzazione di soccorso evangelica». Secondo lo statuto l’associazione del "Tacito soccorso" che ha a capo la principessa e come vicepresidente il vescovo Wurm, intende «fornire un aiuto tacito e fattivo a tutti coloro che sono stati privati della libertà in seguito a cattura e internamento e che sono affidati alla particolare assistenza e all’aiuto di persone oneste nel pensiero e nell’azione».

Nel marzo del 1953 si tengono delle elezioni per rinnovare il consiglio direttivo dell’associazione: Neuhäusler, membro della direzione, si dimette mentre Wurm, deceduto, viene sostituito dal presidente della Chiesa del Palatinato, il dottor Hans Stempel. Il 30 marzo 1954 lo statuto viene modificato: il "Tacito soccorso" intende prestare sostegno a coloro «che a causa della situazione prodottasi negli anni della guerra e del dopoguerra hanno perduto la propria libertà in seguito a cattura, internamento o circostanze analoghe, indipendenti dalla loro volontà».

Tra il 1949 e il 1959 la principessa von Isenburg tenne una stretta corrispondenza con il dottor Ernst Gerke, ex capo della Gestapo di Praga. Si pensa che egli, divenuto consulente legale e direttore amministrativo dell’istituto evangelico tedesco per l’assistenza sociale intitolato a von Bodelschwingh nella città di Bethel, abbia sottratto dalle offerte per gli ammalati quintali di indumenti per il "tacito soccorso". Nel 1959 egli elogiò la principessa per la sua opera di aiuto ai nazisti e nel 1962 in qualità di rappresentante della Chiesa evangelica si adoperò energicamente contro la proposta di risarcimento di coloro che erano stati sterilizzati a forza nel Terzo Reich.

Il "Tacito soccorso" si attiva in particolar modo nell’aiuto alle mogli dei giustiziati così da ottenere per loro la pensione dovuta alle vedove di guerra.

Elena Roda