Il mito di Teseo e la democrazia



Quando Teseo succedette al padre Egeo sul trono di Atene, rafforzò il proprio potere mettendo a morte tutti i suoi rivali. Egli si rivelò un sovrano illuminato e iniziò la politica della federazione che fu l’origine dello splendore di Atene.
Fino a quei tempi l’Attica era stata divisa in dodici comunità e ciascuna si amministrava senza ricorrere al re di Atene, se non in casi di emergenza. Per indurre queste comunità a rinunciare alla loro indipendenza, Teseo dovette affrontare tutti i capi delle tribù e dei gruppi familiari. Trovò servi e piccoli proprietari disposti ad obbedirlo e si conquistò la simpatia di molti grandi proprietari quando promise di abolire la monarchia sostituendola con la democrazia, pur riservando per sé i titoli di comandante in capo e di giudice supremo. E in fine usò la forza contro coloro che ancora si opponevano al suo progetto.

Così Teseo fu il primo re che fondò una comunità sociale ben organizzata e per questo Omero indica gli Ateniesi come il solo popolo sovrano; la sua costituzione rimase in vigore finché i tiranni si impadronirono del potere. Inoltre egli riaffermò la sovranità di Atene su Megara.

Taluni tuttavia negano la veridicità di questa versione, sostenendo che Teseo continuò a regnare come prima.

[Gli elementi mitici della storia di Teseo sono stati qui sommersi da altri episodi che si presentano come autentici nella storia della costituzione ateniese; ma la federazione dell'Attica si sarebbe verificata così con cento anni di anticipo e le forme attribuite a Teseo sono un elemento di propaganda, probabilmente inventato da Clistene nel V sec.]

Torna all' inizio