L'età di Solone dal 594 a.C.

Per prima cosa egli tentò di ridimensionare il potere degli Eupatridi anche se lasciò loro il quasi totale possesso dei loro beni come risultato del suo metodo rivoluzionario non violento. Egli procedette alla classificazione della popolazione in base al censo in 5 categorie dando così un ordine ed un senso anche alla cavalleria e alla fanteria che già esistevano, ma senza una precisa collocazione in ambito sociale. Basandosi sul censo Solone diede a chiunque la facoltà di migliorare il proprio livello di vita e fornì l'autocoscienza necessaria per sfruttarla. Solone inoltre stipulò delle norme che regolavano l'accesso alle cariche pubbliche:

Per quanto riguarda il demos Solone sciolse i debiti e migliorò le condizioni di milioni di hektemoroi che diventarono :

Anche se l'attività politica-sociale era ancora riservata agli aristocratici e la coscienza politica giunse tardi alle fascie più basse della popolazione l' assemblea assunse un carattere proprio facendosi scudo di una nuova responsabilità richiesta ad ogni singolo membro nella votazione per alzata di mano; il ruolo positivo del popolo rispetto alla vita politica si accentuò nel momento in cui Solone creò un tribunale non aeropagita.
Egli fu un costituzionalista e cercò con le sue opere di trasmettere quest'ordine di idee anche agli Ateniesi; voleva che ciascuno agisse in conformità alla legge e che per gli Ateniesi la costituzione istituita da lui fosse il codice: infatti è il magistrato che deve essere servo della legge, non il padrone e il popolo doveva controllare il suo operato.

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L' età di Pisistrato dal 561 a.C.

In generale le tirannidi furono per la Grecia un periodo di progresso anche perchè gli stessi tiranni erano dei riformatori; Pisistrato apparteneva al partito delle Colline cioè la parte radicale dei tre partiti ateniesi (esistevano anche quello della Costa cioè i moderati e quello della Pianura cioè dei conservatori). La maggioranza dei suoi seguaci era composta da thetes o contadini poveri riscossi dai fallimenti economici della riforma di Solone ed egli contava molto sul fatto che tra gli stessi soloniani erano presenti dissapori.

All'epoca di Pisistrato i cittadini ateniesi non fecero nulla per bloccare la loro coscienza politica, ma al contrario si sentirono partecipi e lo stesso sviluppo della città presentò delle problematiche non evidenziate o non considerate da Solone. L'organizzazione statale non fu di fatto ritoccata, anzi la centralizzazione di governo favorì la crescita di importanza delle istituzioni e fornì al demos un' ulteriore consapevolezza di sè nonostante gli affari rimanessero nelle mani degli aristocratici;Pisistrato contro il fenomeno di controllo della fratria aveva isituito dei giudici vaganti e agì in modo da creare nel popolo l'interesse nazionale piuttosto che quello direttamente aristocratico.

L'idea di appartenenza ad un popolo fu ulteriormente rafforzata dalla coniazione di monete i cui beneficiari furono le dee Atena e Demetra o il dio Dioniso e dalla loro identità nazionale e dall' idea di cittadinanza.

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L' età di Clistene dal 508 a.C.

Clistene proveniva dal partito aristocratico creatosi dopo l' espulsione di Ippia da Atene ed era di stampo democratico e dalla testimonianza di Erodoto : "...aggiunse il demos alla sua fazione...." sappiamo che si guadagnò l' appoggio del popolo.

Clistene è ricordato per il nuovo sistema tribale e per l'ostracismo.
L'unità amministrativa divenne il deme secondo cui si divise l'Attica e i settanta demes vennero poi combinati in trenta blocchi di territori o trittyes che furono assegnati per sorteggio alle nuove dieci tribù. Nel VI sec a.C. il consiglio fu composto da 500 membri ( 50 per ciascuna tribù) e l'assemblea non era più di dominio aristocratico, ma ogni anno veniva scelto in ogni tribù il proprio sindaco o demarchos, un consiglio e i funzionari. Alla base del deme era presente il concetto democratico proprio nel fatto che tutti i suoi membri fossero considerati uguali sotto tutti i punti di vista e in particolare perchè tutti si potevano riconoscere come membri di uno stato.

L' importanza di una nuova struttura tribale e di nuovi scopi politici potrebbe avere due ipotesi:

Ma nonostante questo la riforma di Clistene viene etichettata con le parole isonomia e isergoria, ma non demokratia!

La riforma costituzionale di Clistene aprì le porte al demos che progressivamente prese coscienza di sè e in seguito alla vittoria sui Persiani a Maratona nel 490 e a Salamina nel 480a.C.si instaurarono in Atene due fazioni politiche : i moderati di Aristide e i progressisti di Temistocle (vincitore di Salamina) e quest' ultimo salì al potere, ma dopo l'ostracismo subito nel 470 a.C. fu sostituito da Pericle che condusse la città, maggiormente fiduciosa in se stessa, alla costituzione della lega delio-attica per contrastare ogni possibile ritorno persiano.

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L'età di Efialte

Nel 462 a.C. il partito conservatore, filospartano ed antipersiano, guidato da Cimone, venne sostituito nel governo di Atene da quello democratico e antispartano che faceva capo ad Efialte. Costui provvide a ridurre immediatamente le competenze dell’Areopago ai soli reati di sangue così da ridurre il potere degli aristocratici che rispetto al 508a.C., venivano ritenuti servi del demos il quale era ormai profondamente convinto della sua forza e della sua importanza.Da questa consapevolezza nacque una nuova definizione alla politica: oltre a isegoria e a isonomia si può parlare di demokratia!
L’anno successivo Efialte venne assassinato, e la guida del partito passò in mano a Pericle.

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L'età di Pericle

Pericle proseguì nel piano di riforme democratiche ottenendo, per prima cosa, che i giudici popolari fossero indennizzati per le loro funzioni: questo segnò una svolta nella vita politica, ampliando la sfera dei cittadini coinvolta direttamente nella vita politica.
Momento fondamentale del suo governo fu il trasferimento sull'Acropoli del tesoro della Lega, gestito direttamente dall’assemblea ateniese e sfruttato poi per l’abbellimento della città. Il progetto, apertamente demagogico, implicò l’impiego nella flotta, come rematori, di grandi masse di cittadini fino ad allora disoccupate e garantì a tutti gli inabili e ai disagiati un sussidio in denaro.

Il positivo periodo dei quasi cinquant’anni che intercorsero fra Salamina e il 432 a.C. (indicato con il nome di Pentacontaetia), durante i quali la civiltà attica conobbe il massimo splendore, si concluse bruscamente e per sempre al momento dello scoppio del conflitto peloponnesiaco. L’urto con Sparta fu voluto da Pericle. La guerra, che venne generata da un netto contrasto politico e si fondò su una complessa rete di alleanze, determinò l’insorgere di sospetti, diffidenze e discordie fra i cittadini. La politica ateniese iniziò quindi un lungo periodo di instabilità associato a un processo di progressivo deterioramento soprattutto morale, che vide sempre più frequentemente sostituiti agli interessi della collettività quelli di un partito politico o, peggio, quelli personali; in ciò il movimento culturale della sofistica ebbe una responsabilità notevole.

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La grande guerra

Il conflitto peloponnesiaco, si sviluppò in tre fasi: dal 432 al 421 a.C., dal 415 al 413, e dal 409 al 404.

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L'età dei Trenta Tiranni

La guerra si concluse nel 404 a.C. con la resa di Atene: la costituzione democratica fu abolita e sostituita da un'altra ispirata alla Patrios politeia, l'antico Stato degli opliti, timocratico e senza progetti di imperialismo. L'ecclesia fu obbligata ad eleggere una commissione di trenta membri col compito di individuare i tremila cittadini cui sarebbe spettato il diritto di portare armi. Ma il regime così instaurato era solo una dispotica oligarchia, e non di rado l’opposizione ad essa divenne facile scusa per perpetrare abusi, per cui dopo pochi mesi un ennesimo intervento armato dei democratici, guidati da Trasibulo, riportò ancora una volta in Atene una costituzione di tipo pericleo (403 a.C.).

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