La democrazia nel pubblico e nel privato



Pubblico e privato emergono come categorie determinanti nella democrazia così come Pericle la definisce e attorno ad esse si organizzano tutte le qualità della democrazia. Le qualità attinenti ai rapporti pubblici si possono definire primarie e riguardano i rapporti tra istituzioni e individui in quanto cittadini; le caratteristiche, invece, attinenti alle attività, agli atteggiamenti e alle attese del singolo individuo sono classificabili come secondarie.

Esattezza, quantificazione e possibilità di controllo sono caratteristiche di qualunque società: è necessario esaminarle in modo relativo, attraverso il confronto di contesti socio-politici diversi. Questi atteggiamenti si manifestano con particolare evidenza in tre aspetti: 1) l'uso della scrittura a carattere pubblico (leggi e rendicontazione); 2) il trattamento del bisogno, dell'indigenza; 3) l'espressione della decisione pubblica attraverso il voto (quantificazione, maggioranza, calcolo dei voti, rotazione delle cariche, ostracismo).

Pericle arrivò al potere nel 461a.C., dopo che fu ostracizzato Cimone e vi rimase fino al 429, anno della sua morte a causa della pestilenza che si era abbattuta su Atene. Con lui si può parlare di attivismo ed ottimismo, in una prospettiva edonistica: l'età periclea rappresenta un'eccezione nella storia greca, poichè la cultura greca è fondamentalmente pessimistica. Il divario esistente tra il livello dei principi promossi da Pericle e la situazione storica si rende manifesto nel terzo discorso da lui pronunciato nello scritto di Tucidide, autore che, nell'Epitafio, ci fornisce importanti informazioni anche riguardo all'efebia.

La democrazia nel pubblico
La democrazia nel privato

[M. Brambilla]