La democrazia della polis greca


Questa sezione, dedicata alla democrazia nell'antichità, tratta dell'affermarsi del sistema democratico a partire dalla Grecia classica. Esso trovò la sua più piena e completa realizzazione nelle istituzioni della polis ateniese e non mancarono - sul modello di quest'ultima - altri esempi, seppur meno perfezionati e di dimensioni minori.

Il processo che porta all'instaurazione di un regime democratico in Atene e alla creazione di organi di governo ad esso consoni non è repentino e nemmeno lineare. Già le riforme di Solone nel VI sec. a. C. vanno in una direzione che si potrebbe definire democratica e così anche le riforme dei legislatori a lui successivi, come quelle di Clistene.

Ma la più compiuta espressione del sistema democratico ateniese si ha nel V sec. a. C. con Pericle, il cui ideale politico e civile è esposto nel celebre discorso che lo storico Tucidide gli attribuisce nelle Storie. Secondo lo statista, fondamenti della democrazia ateniese sono la libertà e l'uguaglianza. L'uguaglianza tra tutti i cittadini ateniesi risiedeva soprattutto nella possibilità che ciascuno aveva di prendere la parola in assemblea, anche riguardo a decisioni importanti per la vita della polis, e nel fatto che la maggior parte delle cariche pubbliche erano rivestite da cittadini estratti a sorte; la libertà si esprimeva soprattutto nella libertà di parola.

Nel IV sec. a. C. le istituzioni democratiche, che già avevano subito in passato duri colpi ad opera delle correnti oligarchiche presenti nella città stessa e in seguito alla sconfitta nella guerra del Peloponneso, videro la loro degenerazione. La demagogia, rischio insito nel sistema democratico stesso, prese infatti il sopravvento e gli ideali periclei di uguaglianza e libertà furono intesi dai più come possibilità della massa di agire senza essere ostacolata nelle sue decisioni.