Giacobinismo e democrazia



Contenuti:

Il rapporto tra la situazione istituzionale nel periodo del cosiddetto Terrore e le premesse della democrazia è piuttosto complesso; si presta ad essere meglio esaminato a partire dalle definizioni che il regime democratico (vero o presunto) di quest'epoca ha ricevuto.

Democrazia sostanziale

E' così chiamato l'ideale di democrazia che vede la propria caratteristica sostanziale non nelle procedure democratiche, ma nel principio di eguaglianza tra i cittadini. Per questo motivo la democrazia sostanziale si oppone a quella formale, che valorizza in particolar modo le procedure decisionali ed elettorali; da un altro punto di vista, inoltre, la democrazia formale punta all'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, intesa in senso fortemente impersonale, mentre quella sostanziale rivendica l'eguaglianza effettiva (ad esempio, a livello economico) come unico strumento attraverso il quale è possibile che tutti godano realmente del proprio diritto di cittadinanza.

La Convenzione giacobina, e soprattutto il Comitato di Salute pubblica, sembrano mirare in particolare alla democrazia sostanziale, come si può arguire a partire da due elementi:

Torna all'inizio

Democrazia totalitaria

La denominazione democrazia totalitaria è stata introdotta dallo storico Talmon per identificare quei regimi in cui il potere dispotico di un singolo o di un gruppo si costituisce e trova la sua giustificazione a partire dall'entusiasmo delle masse. Si tratta di una forma di totalitarismo particolarmente subdola, in quanto utilizza slogans e simboli della tradizione democratica; nel caso del periodo da noi preso in esame, il gruppo politico al potere mantiene le stesse strutture democratiche (ad esempio la Convenzione) ma le esclude dalla reale gestione del potere in tre modi:

L'esistenza, più o meno evidente a seconda degli autori, di elementi totalitari nel periodo di potere giacobino nella Rivoluzione Francese è stata spiegata in tre modi:

Torna all'inizio

Democrazia carismatica

Il totalitarismo può sorgere da istituzioni democratiche e può permettersi di mantenerle, anche se completamente svuotate di senso, nella misura in cui il gruppo promotore di tale iniziativa goda di tanto e tale consenso da ottenere l'approvazione delle fasce più influenti dello Stato; ciò non significa che sia appoggiato dalla maggioranza della popolazione, ma che i suoi sostenitori gridino più forte degli altri.

Naturalmente questa operazione è possibile nella misura in cui quel gruppo o quella persona possiedano un particolare carisma. Nel caso da noi esaminato, il carisma si crea soprattutto a partire dalla complessa situazione di ostilità verso la Rivoluzione sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali. Il gruppo dirigente, rappresentato da Robespierre e dal Comitato, è carismatico e può pilotare migliaia di persone anche perché, nel pericolo, è naturale che il popolo si affidi a chi appare più forte, magari ricorrendo a strumenti non proprio ortodossi come il terrorismo e la soppressione delle libertà individuali.

Torna all'inizio
Democrazia diretta

Un ultimo problema interpretativo è dato dalla democrazia diretta che nella Rivoluzione trova uno dei suoi momenti di più coerente realizzazione dell'età moderna. Il rischio implicito nell'associazione, nell'immaginario collettivo europeo dalla Restaurazione in poi, di democrazia, giacobinismo e Terrore si sviluppa così a partire da due premesse:

Per uno strano slittamento, segue che, almeno a livello psicologico, i vizi della democrazia diretta nella sua degenerazione giacobina sono trasferiti a qualsiasi democrazia, che viene pertanto associata, indipendentemente dal suo carattere particolare, agli episodi meno edificanti dell'ultima fase della Rivoluzione.

Torna all'inizio