La dokimasia

La dokimasia era un esame davanti al Consiglio cui dovevano sottoporsi tutti i magistrati, sorteggiati o eletti, prima di entrare ufficialmente in carica.
Il fatto che essi non dovessero farlo già prima dell’elezione- come forse ci aspetteremmo – può derivare dal gran numero di coloro che dovevano essere esaminati. La pratica era sicuramente di quelle che richiedevano molto tempo, se si pensa che si trattava di più di mille persone. La decisione del Consiglio poteva essere impugnata davanti al tribunale. Contrariamente alle moderne aspettative, l’esame non riguardava le qualifiche professionali ufficio per ufficio, ma i requisiti generici di cittadino ateniese (questo almeno è quanto riferisce Aristotele). Le informazioni richieste dovevano essere confermate da dichiarazioni di testimoni. Poi chiunque avesse qualcosa da obiettare al candidato poteva sporgere accusa. Questa veniva trattata in modo analogo a una normale procedura giudiziaria, forse però con tempi più veloci. Anche in assenza di accusatori la dokimasìa terminava con una votazione segreta dei giudici e il candidato poteva essere respinto anche senza un’accusa formale.

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