Immagine 1^ storia L'APPRENDISTA STREGONE
1^ storia

Tanto tempo fa, nel castello di Canale, viveva uno stregone. Questo stregone si occupava di magia verde E questa magia serviva per la natura. Lo stregone non era solo nel castello; con lui viveva il suo apprendista. Questi era molto intraprendente, ma un po' pasticcione; indossava un mantello rosso e delle babbucce gialle. Un giorno, approfittando del fatto che lo stregone era a dormire, si impossessò del cappello magico, uscì per fare delle magie e, per sbaglio, fece seccare tutta l'erba, tutti gli alberi e prosciugò tutti i corsi d'acqua. Lo stregone, quando si svegliò e vide ciò che aveva combinato, lo sgridò, poi rimise tutto a posto facendo tornare l'erba verde, gli alberi rigogliosi e i corsi d'acqua ricchi d'acqua.
Nicolò-Manuele-Marco


2^ storiaimmagine 2^ storia
In un paese lontano viveva, in un castello, uno stregone che si chiamava Merlino; con lui viveva il suo nipote che si chiamava Semola e Merlino gli insegnava a usare la magia. Lo stregone, un giorno, dovette partire per andare da un suo amico per portargli la pozione che gli aveva preparato per far cambiare idea alla gente. Il mattino, prima di partire, si arrabbiò a tal punto con Semola che si scordò di portare con sè la pozione. Dopo la sua partenza, Semola andò a fare la spesa e, mentre tornava a casa, vide un camion carico di animali chiusi in gabbia; c'erano leoni, tigri, leopardi,..... Semola decise di fermarli. Vide che l'automezzo si fermò al bar e gli venne la brillante idea dimettere la pozione magica nel loro caffè. Corse a casa in bicicletta, rovistò da tutte le parti fino a quando la trovò. Tornò velocemente al bar, si nascose dietro al bancone e mise dentro il caffè un po' della pozione. I due uomini pagarono e uscirono dal locale, buttarono nell'erba del praticello di fronte il caffè che aveva un cattivo sapore e l'erba seccò in un momento. Così Semola, invece di compiere una buona azione per l'ambiente, lo aveva rovinato. Quando Merlino tornò per prendere la pozione, non la trovò, ma capì subito che l'aveva presa Semola. Si arrabbiò tantissimo, tanto che Semola dovette confessare l'accaduto. In un'ora Merlino fece tornare l'erba verde, modificò la sua pozione dandole un sapore piacevole, raggiunse i due uomini che trasportavano animali esotici e ne mise un po' nella loro bottiglia d'acqua. Questa volta la bevvero senza accorgersi di nulla e, improvvisamente capirono che quegli animali dovevano ritornare nel loro ambiente naturale e cambiarono direzione. Merlino fu soddisfatto perchè la sua pozione aveva funzionato.
Annalisa - Claudia


Immagine 3^ storia 3^ storia
Era una notte buia: entrai in un castello tenebroso, pieno di ragnatele, ma era l'unica costruzione nei dintorni ed io mi era persa e la pioggia cadeva a dirotto. - Ho paura!....Che cosa mi accadrà? - Ero insieme a Claudio e Renzo; entrammo dentro un salone e ci trovammo un mago molto cordiale. Ci chiese di diventare suoi apprendisti e noi accettammo. Ci ordinò di ripulire la città usando una formula magica. Noi obbedimmo e pronunciammo la formula magica con la quale le scope si sarebbero messe al lavoro. Purtroppo sbagliammo qualche parola e le scope, invece di pulire, impazzirono e sparpagliarono tutto ciò che trovavano. La città divenne tutta sporca, piena di rifiuti, allora il mago ci sgridò, ma poi ci aiutò con la formula esatta a ripulire la città. Noi fummo felici e da allora abbiamo imparato molte cose.
Elisa - Silvia


4^ storiaImmagine 4^ storia
In una caverna viveva uno stregone con suo nipote che era anche il suo apprendista. Un giorno questi prese la bacchetta dello stregone perchè in città c'era una marea di rifiuti. Disse delle parole magiche, ma peggiorò le cose: i rifiuti aumentarono, spuntarono loro le gambe, gli occhi, le braccia e la bocca. Le case con la gente dentro erano circondate; l'apprendista cercò un'altra formula, ma peggiorò le cose e formò il capo dei rifiuti costruì il castello dei rifiuti. L'apprendista stregone andò nel castello, ma lo presero e il capo gli disse: - Ti sei inoltrato nel castello per distruggermi, ma non ci sei riuscito e ora andrai nelle celle sotterranee e sarai rinchiuso! -. Lo stregone, quando tornò, sistupì perchè fuori c'era una marea di rifiuti; non avendo la bacchetta, usò le mani per liberarsene e andò in città. Con parole magiche liberò le case dai rifiuti che cercarono di incatenarlo, poi andò al castello e lo trasformò nella sua dimora; i rifiuti diventarono utensili; il mago liberò il nipote e lo punì facendogli raccogliere i rifiuti con la paletta anzichè con la bacchetta magica.
Giuseppe Mirailton


Immagine 5^ storia5^ storia
Un giorno dell'anno 3003, un bambino appena nato venne abbandonato dentro un cestino e venne trovato da uno stregone che lo allevò e gli insegnò tutte le magie che conosceva. Un giorno però l'apprendista vide nella sfera che la gente voleva andare più forte in auto, allora decise di allargare le strade affinchè le auto potessero raggiungere i trecento all'ora. Il ragazzo guardò sul libro della magia, trovò la formula, la pronunciò ed il suo desiserio si avverò. Purtroppo però l'inquinamento era salito alle stelle e la gente soffocava. Lo stregone se ne accorse e decise di far risolvere il problema dal suo apprendista, ma questi non ci riuscì. Il magò rimproverò il ragazzo che aveva agito senza il suo consenso, poi fece tornare le cose come prima. L'apprendista, per farsi perdonare, dopo qualche anno, quando aveva imparato tutte le magie, scoprì la formula per rendere le auto non inquinanti. Così uscì dalle fognature e raccontò la sua storia e che cosa aveva fatto per il bene degli uomini.
Diego-lorenzo


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