SUL
PIANETA SATURNO
Una volta sul pianeta Saturno c'era una piccola città:era formata
da casette piccole,graziose, di tutti i colori!! In una di queste viveva
un signore robusto, sempre elegante e molto buono,di nome Giuseppe.Egli
portava alle persone anziane fiori e pasticcini e a quelle malate faceva
la spesa e portava loro le medicine quando occorreva. La domenica, invece
di far festa e di riposarsi, puliva tutte le vie del paesino in modo tale
da renderlo brillante e pulito come uno specchio!! Una sera in quel paesino,
così lindo, atterrò un'astronave:aveva la forma di un anello
con un rubino al centro, era spaziosa ed aveva più di mille posti
a sedere. Dall'astronave uscirono uomini, provenienti dalla Terra, con
un'aria minacciosa che faceva paura! Essi, con il loro comportamento, sporcarono
tutto il paesino. Nelle vie c'erano rifiuti di ogni genere!! Giuseppe e
gli abitanti di Saturno si spaventarono molto e cercarono di far capire
agli uomini quale fosse il comportamento corretto verso l'ambiente circostante.
Dopo molti giorni di esempi e di parole di convincimento......finalmente
gli uomini capirono che ogni ambiente deve essere rispettato e mai e poi
mai inquinato !!! Tornarono sulla Terra con il proposito di non inquinare
!!!!!
Roberto -Paolo - Martina
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LA CITTA' SOMMERSA
C'era una volta una città sommersa che si chiamava Atlantide;
i suoi abitanti,dei cavallucci marini, vivevano tranquilli, sereni e pacifici.
Un giorno l'uomo buttò rifiuti chimici,organici e tante altre cose
tossiche. Gli abitanti di Atlantide erano disperati perchè la loro
città era divenuta una discarica di rifiuti degli uomini. Un mattino
arrivò in città uno strano oggetto: era di ferro, con grossi
chiodi fatto a forma di uomo e sulla testa aveva una grossa palla di vetro.
Questo strano oggetto iniziò a fare disastri cioè a buttare
cartacce, lattine, oggetti di ferro, plastica......... Gli abitanti di
Atlantide si riunirono in tutta fretta nella sala del trono dove, alla
presenza del re Galoppino I°,dovevano decidere cosa fare. Il primo
a parlare fu Baracumba che era il primo ministro del regno e disse:"Maestà
dobbiamo mandare le nostre truppe a combattere questo mostro, insieme alla
nostra mascotte Acquipiro lo squalo." Il re Galoppino I° rispose :"Hai
proprio ragione, dobbiamo combattere immediatamente,la nostra città
è in pericolo!!!! Al suono dei corni reali le truppe partirono in
groppa alla loro manta per la battaglia. Lo squalo andò all'attacco
facendo fuggire quello strano invasore. Dopo un po' di giorni di tranquillità
lo strano uomo ritornò con altri contenitori di rifiuti tossici.
Allora il re Galoppino I° decise di andare a parlare con quello strano
oggetto. Si avvicinò piano piano in groppa alla grossa manta reale
e disse:"Strano oggetto,noi stiamo morendo con tutti questi rifiuti tossici,per
favore ripulisci il fondo del mare e fai in modo che non succeda mai più.
Lo strano oggetto rispose che era dispiaciuto di aver causato tutti quei
danni e risalendo in superficie avrebbe detto agli altri uomini di non
gettare più rifiuti nel mare perchè è abitato da tante
creature.
Valentina
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NEL VECCHIO
CASTELLO ADAMS
Nell'antico castello Adams abitava una signora molto vecchia e le persone
la insultavano sempre,soprattutto i bambini: - Sarà una strega!!!-
- Sarà una befana !!- - Sarà una zingara!- - Sarà
la signora Ilda!- -Si,credo che sia proprio lei !!- - No! No! Impossibile!!-
- Si è proprio lei!!- Il castello era pulito,largo,con tante torri
ed un cimitero in fondo al sentiero,ombroso e tenebroso. La signora Ilda
lavorava nel solaio della torre più alta del castello;lei era bassa,
magra, occhi azzurri da cucciolo, capelli bianchi quasi come il cotone;portava
sempre un completo blu a fiori e calzava calde pantofole;era buona e gentile
verso gli altri,ma gli altri non lo erano con lei. Riciclava i rifiuti
del castello:con i rifiuti organici faceva l'humus e lo dava ai contadini,i
vestiti li rattoppava,li rammendava e li dava alle persone bisognose del
castello. Con una macchina sofisticata puliva e saldava: suppellettili,
arredi,oggetti di rame e di ferro e li dava ai poveri. Lei faceva tutte
queste cose,però nessuno le era riconoscente. Un giorno una persona
più vecchia,raccontò ai bambini che quando lei era piccola,faceva
spaventare i bambini fingendo di essere un fantasma;lo aveva fatto talmente
tante volte che alla fine nessuno volle più parlare con lei. Per
questo motivo è cresciuta da sola nel solaio della torre più
alta di Adams.
MAURO
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STORIA
DI UN CASSONETTO PARLANTE
In un paese del Friuli Venezia Giulia alcuni anni fa, esisteva già
la raccolta differenziata, ma la maggior parte della popolazione non buttava
i rifiuti negli appositi contenitori. Un giorno la famiglia Destefanis
decise di fare una gita a Venezia. Andarono a cercare il miglior albergo,
dove poter alloggiare per una settimana. La signora Destefanis si abituò
alla comodità dell'appartamento. Chiamò la cameriera che
accorse subito a togliere le borse di rifiuti dall'appartamento. Quando
la cameriera arrivò dinanzi al cassonetto e fece per buttare le
borse il contenitore disse:"No fermati!!! Quella borsa non la devi buttare
qui. Sentita quella voce, alla cameriera si alzò il grembiule, la
gonna si mise a volare , le si drizzarono i capelli; lei si mise a correre
a gambe levate, facendo partire verso l'alto le borse; e il vicolo si sparse
di rifiuti. I signori e le signore che passavano di lì svenivano
e i bambini che ci passavano la chiamavano via dei cadaveri. Uno spazzino
andava a buttare il vetro nell'apposito contenitore. Il cassonetto disse:"
Sono molto felice che butti il vetro nell'apposito contenitore !!" Lo spazzino
rispose :" Grazie !" E se ne andò; arrivato a metà vicolo
si girò di colpo e Ah ! Ah! Ah !E buttandosi nella carriola e facendo
girare velocemente le ruote scappò via più veloce della luce.
E da quel giorno tutti gli uomini presero la raccolta differenziata sul
serio.
Irene e Mauro
LA TAZZINA
PARLANTE
C' era una volta una casa vecchia, vecchia dove abitava una signora
anch' essa vecchia che si chiamava Virginia. Questa signora aveva i capelli
spettinati e bianchi come la neve, gli occhi strabici, il naso aquilino,
la faccia piena di brufoli, le orecchie a sventola e lunghe come quelle
delle pecore. Portava una gonna lunga e marrone, un golf viola e uno scialle
nero. Nel salotto assieme a tanti mobili antichi aveva una grossa vetrinetta
in cui la signora teneva molti servizi di piatti e tazzine,tra queste c'era
una tazzina parlante con braccia, gambe, occhi, naso e bocca. Un triste
giorno la vecchia signora morì. I servizi di tazzine vennero date
alle figlie che scelsero i più belli e buttarono i più brutti,
tra questi c' era anche la tazzina parlante. Purtroppo però li buttavano
nel contenitore sbagliato, così le tazzine con a capo quella parlante
si riunirono in assemblea per fare capire alla gente l'importanza della
raccolta differenziata.
Cristina
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