LA
FORESTA DISTRUTTA
Un tempo, in un'isola, esisteva un mostro chiamato Più Veloce.
Il suo aspetto era cattivo: era alto due metri e mezzo, aveva i denti canini
molto più aguzzi del normale e, sulla fronte, aveva un occhio chiarissimo;quando
si arrabbiava gli veniva una faccia scura e pelosa che lo feceva assomigliare
ad uno scimpanzè. L'isola si chiamava Mortoio, la città dei
morti. La leggenda diceva che il mostro, una volta, era una persona umana,
però il professor Flirt con una invenzione lo aveva trasformato
in un mostro perchè aveva tagliato tutti gli alberi della foresta.
Più Veloce non sapeva cosa fare per ritornare un umano. Un giorno,
scoprì che sarebbe potuto ritornare un (umano) uomo se avesse ripiantato
tutti gli alberi ma per avere i semi doveva attraversare il mar Festa,
un mar pieno di correnti e perciò sempre in tempesta. Con i pochi
resti di un albero, Più Veloce si costruì una barca,poi prese
un telo molto grosso di quando era un umano e confezionò una vela.
Terminata la barca la portò sulla spiaggia; aspettò l'alba
e poi la spinse in mare e partì per l' isola di Zonzo. Dopo tre
giorni di viaggio si scatenò una violenta tempesta. Le onde, molto
alte, si scagliavano contro la barca, il vento soffiava forte,i lampi e
i tuoni comparivano e scomparivano. Più Veloce temeva di non farcela
di arrivare all'isola .Per fortuna, dopo qualche ora, la tempesta si calmò
sempre di più, uscì il sole seguito dall'arcobaleno. Il mostro
stremato dalla fatica, si addormentò, e senza accorgesene arrivò
all'isola. Quando si svegliò corse subito a cercare i semi: giunse
in un giardino, rubò dei semi, li mise in un sacchetto e tornò
alla barca pronto per partire. Per fortuna il viaggio di ritorno non presentò
molta difficoltà. Dopo quattro giorni e mezzo arrivò all'isola
Mortoio, andò alla vecchia foresta e piantò i semi. Aspettò,
i giorni, gli sembravano interminabili, lunghissima l'attesa. Una mattina,
Più Veloce si svegliò si guardò allo specchio e vide
che era diventato un umano in poco tempo e i vecchi abitanti dell'isola
tornarono a vivere lì.
Vanessa - Davide
LA
FORESTA DEGLI GNOMI
C'era una volta una foresta che si trovava sul monte Gnomo, dove abitavano
animali e gnomi. Questi piccoli esseri abitavano nei tronchi degli alberi,
avevano case a due piani, tranne quella del re gnomo, che di piani ne aveva
dieci. Il re si chiamava Gastone. Era uno gnomo abbastanza paffutello,
aveva i capelli arancioni e riccioli, il naso a patata, gli occhi azzurri
e molto grandi; indossava una corona d'oro massiccio, la camicia blu, i
calzoni neri ed il mantello rosso come il fuoco. Egli comandava in modo
corretto, però, nel paese viveva anche uno gnomo mago che si chiamava
Cornelius. Il mago voleva distruggere tutto il paese e prendere il possesso
del trono, però non fu il mago a distruggere la foresta. Infatti
successe che una società "umana" del legname decise di tagliare
e sradicare la foresta con le seghe elettriche. Iniziarono subito i lavori
e, poco alla volta, quasi tutta la foresta fu tagliata. Il paesaggio sembrava
un cimitero e il re, spaventato più che mai, iniziò a supplicare
il mago di far tornare tutto normale, ma il mago Cornelius si rifiutò.
Allora il re decise di chiamare la fata Magò. La fata era bionda,
molto bella e molto buona, era alta e possedeva dei poteri fantastici.
Indossava un vestito rosa-lilla, con un cappello a forma di cono, giallo;
la sua bacchetta era d'oro con una stella in cima e brillava più
che mai. La fata, saputo il pericolo che stavano correndo i suoi amici
gnomi, accorse subito e, con una mossa di bacchetta....., tutto tornò
normale. Gli uomini, al posto delle seghe, si ritrovarono in mano dei serpenti
e scapparono a gambe levate. Il re, per ringraziare la fata, le donò
un diamante che sarebbe servito per tornare nel paese. Il mago, che era
invidioso, scappò, ma morì alcuni giorni dopo nelle sabbie
mobili. Da quel giorno tutti gli abitanti della foresta vissero felici
e contenti. La morale di questa favola è: chi distrugge la natura
verrà punito dalla natura stessa.
Nicolò - Enrica
IL
TESORO DELLA FORESTA PIETRIFICATA
Un giorno, un signore di nome Giovanni, che abitava in una casa vicino
a una foresta, scoprì che lì poteva esserci nascosto un tesoro.
Quel giorno, infatti, mentre stava camminando, trovò una mappa;
la prese, la srotolò e trovò il punto dov'era nascosto il
tesoro. La portò a casa, poi decise di andare a cercarlo. Partì,
ma trovò degli alberi che lo ostacolavano. E cominciò a tagliarli.
In sole quattro settimane tagliò tutti gli alberi, ma non trovò
nulla, così tornò a casa. Giovanni, arrivato a casa non si
sentì bene, perciò mandò una lettera ai suoi tre figli:
Gek, Sabrina e Irene, che erano a New York, con la mamma, per studiare.
Quando arrivarono portarono al padre dei regali, purtroppo lo trovarono
in un brutto stato; per fortuna avevano portato anche delle medicine. Quando
il padre fu guarito spiegò perchè la foresta era stata inutilmente
tagliata. I suoi figli presero la mappa e ci trovarono dietro dei geroglifici.
Fortunatamente Gek, che studiava la scrittura egizia, riuscì a decifrarli
e scoprì che cosa c'era scritto: -Il vero tesoro del mondo sono
le foreste e i boschi -. Allora Giovanni si pentì, padre e figli
presero moltissime piantine e le rimisero nella foresta, quel gesto portò
del bene al mondo. Con questa storia vogliamo far sapere che uno dei tesori
più preziosi della terra sono le foreste e i boschi.
Youssef - Silvia
LA
FATINA DEL BOSCO
Ai confini di un paesino, c'era un grande bosco abitato da animali
di tutte le specie, funghi, fiori e una fatina. I bambini del paesino andavano
sempre a giocare e, in autunno, andavano a raccogliere funghi. La fatina
abitava nel tronco di una quercia e portava un lungo vestito celeste con
un cappello a punta stellato. Si chiamava Madre Natura e amava gli animali
del bosco, ma ahimè, un brutto giorno, arrivarono dei boscaioli
che iniziarono a tagliare parte degli alberi del grande bosco e in questo
modo proseguirono ogni giorno finchè non disboscarono il luogo.
Il bosco non era più bello come prima: gli alberi assumevano la
forma di croce e tutta la foresta, ormai morta, sembrava un cimitero, perchè
non erano neanche rimasti gli animali. Il cielo era scuro per l'inquinamento
e la terra era arida. La fatina triste e senza casa decise di preparare
un incantesimo per far tornare tutto come una volta: far scomparire fabbriche,
palazzi, strade e mezzi di trasporto che inquinavano. Infatti la città
sembrava di cemento e gli uomini non si accorgevano che se tagliavano alberi
mancava ossigeno, le fabbriche stavano vicino al fiume vi buttavano la
sporcizia senza pensare che sarebbero morti tutti i pesci e quindi non
si poteva più mangiarne. La fatina pronunciò delle parole
magiche: "Magia, magia, che tutto torni come prima". All'improvviso tutto
cambiò: i boschi si animarono di alberi e di animali, le fabbriche
scomparvero e i fiumi diventarono limpidi e comparvero di nuovo i pesci,
il cielo diventò di un bell' azzurro, colore che sostituì
il viola, il nero, il grigio che tutti erano abituati a vedere. I primi
ad accorgersi delle meraviglie furono i bambini che andarono subito a riferirlo
ai genitori. Essi non erano d' accordo perché avrebbero impiegato
un sacco di tempo a fare tutti i lavori. Allora Madre Natura creò
delle macchine speciali che non inquinavano perchè andavano ad acqua.
I genitori non erano ancora d'accordo e allora la fata decise di insegnare
agli adulti a vivere in modo naturale, a non uccidere animali e a non tagliare
alberi. Quando tutti furono d'accordo festeggiarono la fata per il dono
che aveva fatto all'umanità.
Isabella- Cristina
L'UOMO
E IL BOSCO
Una volta c'era un grandissimo e ricchissimo bosco. Purtroppo, però,
l'uomo aveva sempre più bisogno di carta e di legno quindi, poco
alla volta, lo distrusse. In questo bosco c'erano animali rari, ma distruggendo
il bosco gli uomini avevano portato all'estinzione questi animali. Gli
animali erano pregiati per la loro pelliccia, quindi i boscaioli li avevano
catturati e venduti. Vicino al bosco abitavano un mago e una strega che,
per fortuna erano buoni. Dopo mesi e mesi di lavoro i boscaioli erano andati
via e la strega e il mago, insieme, si erano messi a preparare una pozione
magica per far ricrescere gli alberi, ridare vita agli animali e uccidere
quelli che sprecavano carta e legname. Il mago e la strega riuscirono ad
ottenere questa pozione magica, la usarono per far ricrescere gli alberi
e far ritornare gli animali, poi insegnarono anche agli uomini ad adoperarla.
Luca - Omar
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