L'unità d'Italia


1850

(9 Aprile) In Piemonte, il minstro Siccardi introduce una legge che restringe notevolmente i poteri della Chiesa cattolica, abolisce i tribunali ecclesiastici ed il diritto di asilo. Viene così comfermata la volontà del governo D'Azeglio di riprendere la strada delle riforme.

(12 Aprile) Il papa Pio IX fa ritorno a Roma sotto la protezione delle truppe francesi. Viene abbandonata la costituzione del 1848 e si adotta una politica decisamente reazionaria, ispirata dal cardinale Antonelli.

In novembre il conte Camillo Benso di Cavour , leader della destra moderata, entra nel gabinetto D'Azeglio occupando i dicasteri dell'agricoltura, del commercio estero e della marina.

1851

Il governo piemontese, influenzato dalle idee liberali-scambiste del Cavour, che ha assunto il ministero delle finanze, conclude una serie di trattati commerciali con la Francia e con l'Inghilterra. Viene poi approvata una riforma delle tariffe doganali per molti prodotti e li elimina per altri (cotone, lana, concimi, etc.).

1852

(2 Febbraio) Cavour annuncia al governo piemontese la costituzione di una nuova maggioranza uscita dalla alleanza fra centro-destra e centro-sinistra, nota in seguito col nome di "connubio", che preclude ad una nuova fase, più moderna e dinamica, nella vita politica del Regno di Sardegna.

(4 Novembre) Dopo le dimissioni del gabinetto D'Azeglio in seguito ad un contrasto col re per un progetto di legge che introduce il matrimonio civile, il conte di Cavour assume la carica di capo del governo.

1853

In Piemonte Urbano Rattazzi, leader del gruppo di centro-sinistra, entra a far parte del ministero Cavour in qualità di ministro di Grazia e Giustizia. Sotto la spinta riformatrice del Cavour, il governo piemontese riorganizza le proprie finanaze, approva una nuova legislazione sulle banche, le società cooperative ed il credito agrario, e promuove lo sviluppo industriale della regione e la costruzione di ferrovie.

1854

(26 Marzo) Viene assassinato il duca di Parma Carlo III Ferdinando di Borbone, cui succede il figlio minorenne Roberto, sotto la reggenza della madre Maria Luisa.

1855

In Piemonte, la presentazione del progetto di legge Rattazzi per la soppressione delle corporazioni religiose che non svolgano funzioni assistenziali o di insegnamento provoca la reazione dei vescovi ed un conflitto politico tra il re Vittorio Emanuele II ed il governo, intransigente nel difendere il progetto. Dopo le temporanee dimissioni di Cavour, che ottiene una nuova investitura, il progetto viene approvato.

In gennaio il Piemonte aderisce all'alleanza anglofrancese contro la Russia ed li 26 gennaio stipula un accordo militare con gli alleati che prevede la partecipazione di truppe piemontesi alla guerra di Crimea. L'intervento è voluto da parte di Cavour, nonostante l'opposizione di una parte del Parlamento, con lo scopo di permettere al Piemonte di partecipare ad un futuro Congresso di pace al fianco delle maggiori potenze europee e di servirsi dell'appoggio anglo-francese in funzione anti-austriaca.

1856

In Sicilia, scoppia un moto insurrezionale, prontamente represso, contro il regime borbonico. Francia ed Inghilterra rompono le relazioni diplomatiche con il Regno delle Due Sicilie.

(21 Febbraio) Il governo piemontese manda un memorandum a Napoleone III° in cui si propone che la "questione italiana" figuri all'ordine del giorno del Congresso di Parigi che sta per riunirsi.

(25 Febbraio) Si apre il Congresso di Parigi tra le potenze partecipanti alla guerra di Crimea, con l'intervento anche della Prussia. Il Piemonte, rappresentato da Cavour, protesta per la presenza di truppe straniere(austriache) sul territorio dello Stato Pontificio e riscuote molte simpatie presso gli alleati inglesi e francesi.

1857

Un gruppo di patrioti italiani, fra cui molti ex-mazziniani, decide di fondare un'associazione tendente ad indurre il governo piemontese a patrocinare la causa dell'unità d'Italia. A capo della nuova Società nazionale vi sono Daniele Manin, Giuseppe la Farina e Giorgio Guido Pallavicino Trivulzio.

In giugno scoppia un nuovo tentativo insurrezionale dei mazzianiani a Genova, prontamente represso. Di fronte a questi continui fallimenti, alcuni elementi repubblicani, fra cui Garibaldi, si avvicinano alla Società nazionale di Manin, la cui linea politica appare più realistica.

In giugno un gruppo di patrioti italiani guidati da Carlo Pisacane si impadronisce di un piroscafo, sbarca a Ponza, dove libera trecento ergastolani, e si dirige alla volta di Sapri dove viene affrontato dalle truppe borboniche.

1858

(14 Gennaio)Un repubblicano italiano, Felice Orsini, attenta alla vita dell'imperatore Napoleone III. Cavour ne approfitta per ricordare all'imperatore i pericoli di un movimento rivoluzionario in Italia e lo induce ad affrettare i tempi dell'alleanza militare franco-piemontese.

(20 Luglio) Napoleone III e Cavour si incontrano a Plombières; l'imperatore acconsente a partecipare a fianco del Piemonte alla futura guerra contro l'Austria a condizione che il conflitto sembrasse causato da quest'ultima. Il 10 dicembre Francia e Piemonte stringono un formale trattato di alleanza.

1859

(23 Aprile) L'Austria invia un ultimatum al Piemonte e ne intima il disarmo entro tre giorni. E' l'occasione pazientemente aspettata da Cavour per provocare la Seconda Guerra d'Indipendenza. Sei giorni più tardi gli austriaci al comando del generale Gyulai iniziano l'invasione del Piemonte, ma la loro lenta avanzata consente alle truppe francesi di affluire in massa a rinforzo dei piemontesi.

(30 Maggio) Dopo aver sconfitto gli austriaci a Palestro, le truppe franco-piemontesi varcano il Ticino ed entrano in Lombardia. Il 4 giugno, dopo una confusa battaglia contro i francesi, gli austriaci si ritirano da Magenta; quattro giorni più tardi Vittorio Emanuele II e Napoleone III entrano in Milano.

(8 Giugno)Napoleone III preoccupato per i costi e la cresciente impopolarità della guerra in Francia, e temendo una troppo rapida espansione del Piemonte, conclude con l'Austria l'armistizio di Villafranca. Tre giorni più tardi Napoleone III si incontra a Villafranca con l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, con il quale conclude un accordo in base al quale l'Austria cede la Lombardia, tranne Mantova, alla Francia, e questa a sua volta consegna la regione al Piemonte. L'Austria conserva il Veneto ed ed i principi italiani debbono venir reintegrati nei rispettivi possessi. Cavour che mirava a ben altro, si dimette in favore di La Marmora.

In agosto e settembre assemblee costituenti riunitesi a Parma, Modena, in Toscana ed in Romagna, decretano la caduta dei vecchi sovrani e reclamano l'annessione al Piemonte. Vittorio Emanuele II prende tempo temendo di andare incontro all'opposizione del governo francese.

1860

(4 Aprile) Fallisce a Palermo un moto insurrezionale contro i Borboni; la rivolta prosegue nelle campagne siciliane e nei centri minori.

(5 Maggio) Dopo aver raccolto un migliaio di volontari, Garibaldi si imbarca da Quarto alla volta della Sicilia per sostenere la rivoluzione anti-borbonica. Garibaldi e i suoi sbarcano a Marsala l'undici e iniziano la marcia verso l'interno raccogliendo l'appoggio delle popolazioni locali.

(6 Giugno) Dopo aver sconfitto i Borbonici a Calatifimi, i garibaldini occupano Palermo e vi instaurano un governo provvisorio diretto da Francesco Crispi. Il 20 luglio le truppe borboniche sconfitte presso Milazzo sono costrette ad abbandonare la Sicilia. (7 Settembre) Garibaldi entra a Napoli accolto trionfalmente dalla popolazione. Il 18 i piemontesi, al comando dei generali Fanti e Cialdini, sbaragliano le truppe pontificie presso Castelfidardo.

(26 Ottobre) Garibaldi e Vittorio Emanuele II si incontrano a Teano e si accordano su un pacifico trapasso dei poteri.

1861

(18 Febbraio) A Torino si svolge la prima riunione del nuovo Parlmento Italiano, che ratifica l'avvenuta unificazione del paese.



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