Proprio mentre si concludeva la rivoluzione napoletana scoppiava
un altro moto liberale organizzato dai carbonari piemontesi, capeggiati
dall'ufficiale Santorre di Santarosa induce il re di
Sardegna, Vittorio Emanuele I, ad abdicare in favore del fratello
Carlo Felice, assente da Torino. Il principe Carlo
Alberto di Savoia-Carignano, nominato reggente, concede lo
Statuto. Dieci giorni dopo
il nuovo re Carlo Felice
sconfessa l'operato di Carlo Alberto, gli ingiunge di lasciare
Torino e fa appello all'Austria affinché lo aiuti a reprimere il
moto liberale.
(8 Aprile)
L'esercito rivoluzionario piemontese viene battuto presso Novara da forze austriache e realiste. Carlo Felice rientra a Torino e restaura il regime assolutista.
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