SCHEDE SUI PERSONAGGI PRINCIPALI DEL RISORGIMENTO
ITALIANO
FILIPPO BUONARROTI
Filippo Buonarroti (1761-1837), di Pisa, uomo politico rivoluzionario.
Esule in Corsica (1790), perché fautore delle idee rivoluzionarie
francesi, divenne cittadino francese ('93) ed ebbe incarichi dal Governo
rivoluzionario in Corsica e in Italia. Uno dei capi, insieme al Babeuf,
della cospirazione degli Eguali ('96). Condannato alladeportazione fu liberato
grazie all'interessamento di Napoleone e si stabilì a Ginevra. Fedele
agli ideali egualitari-comunisti, organizzò società segrete
( Adelfi, Sublimi Maestri Perfetti e Mondo),
che operarono un po' dovunque in Europa e in Italia ove furono spesso in
contrasto col movimento mazziniano.
CAMILLO BENSO conte di CAVOUR
Camillo Benso, conte di Cavour (1816-1861), di Torino, uomo
politico e statista.
Dopo aver soggiornato a Ginevra, Parigi e Londra e aver compiuto seri studi
di economia e politica, si dedicò in un primo tempo alla conduzione
della proprietà terriera paterna. Deputato al parlamento subalpino,
fu ministro dell'Agricoltura e Commercio (1850), poi delle Finanze e presidente
del Consiglio dei Ministri nel '52. Intuendone l'importanza diplomatica
partecipò alla guerra in Crimea, a fianco dei franco-inglesi e portò
per primo a una conferenza europea (Congresso di Parigi, 1856) il problema
dell'unità d'Italia. Nel convegno a Plombières nel '58 si
assicurò l'appoggio di Napoleone III°
nell'imminente guerra con l'Austria ('59). Dimissosi dopo l'armistizio
di Villafranca (8 luglio '59) ritornò al potere nel '60. Contrastando
di fatto il passo a Garibaldi , lo costrinse,
minacciando una guerra civile, a cedere Napoli e la Sicilia al futuro Re
d'Italia. Con i plebisciti delle Due Sicilie e dei territori pontifici
Cavour poté nel 1861 trasformare il regno sabaudo di Sardegna in
regno d'Italia (14 marzo '61) e far proclamare Vittorio Emanuele II°
Re d'Italia il 17 marzo dello stesso anno.
MASSIMO D'AZEGLIO
Massimo Taparelli (1798-1866), marchese d'Azeglio. Patriota,
uomo politico, pittore e scrittore piemontese. Aiutante di campo del generale
Durando (1848). Capogabinetto nei difficili anni tra il '48 e il '52. Preparò
l'opera del Cavour. Un intento didattico
è alla base dei Ricordi, in cui d'Azeglio mira a compiere un rinnovamento
dei costumi trasmettendo poche e semplici idee. Dilettante geniale e versatile
è autore di opuscoli politici, di romanzi storici, di tentativi
teatrali abbandonati per "l'ottima ragione che in Italia non essendovi
né lingua, né attori, né pubblico, è inutile
pensare e scrivere commedie".
GIUSEPPE MAZZINI
Giuseppe
Mazzini (1805-72), di Genova, patriota, uomo politico e scrittore. Entrato
giovanissimo nella Carboneria fu denunciato
nel 1830 e costretto all'esilio. A Marsiglia fondò allora la
Giovine
Italia il cui ideale era di rendere l'Italia "una, libera,
indipendente,
repubblicana". Nel '34, fallito un tentativo insurrezionale in
Savoia,
dovette riparare in Svizzera, dove fondò la
Giovine
Europa . Allo scoppio dei moti del'48 si recò a Milano e a Roma,
dove fu eletto triumviro della Repubblica, ma con la caduta di questa dovette
di nuovo rifugiarsi all'estero. Nel contempo riprese la sua attività
rivoluzionaria : nel '53 fallì un tentativo di insurrezione
a Milano, come miseramente fallirono analoghi tentativi in Lunigiana, Valtellina
e quello condotto da Pisacane a Sapri ('57). Contrario
alla monarchia, tentò nel '70 di sbarcare a Palermo per marciare
su Roma, ma fu arrestato e imprigionato. Trascorse l'ultimo periodo della
sua vita a Pisa sotto il falso nome di Brown.
CARLO PISACANE
Carlo Pisacane (1818-57), di Napoli, patriota e scrittore.
Lasciato l'esercito borbonico, fuggì da Napoli (1847) e l'anno dopo
prese parte alla Prima Guerra d'Indipendenza.
Protagonista di primo piano della Repubblica romana ('49) con la carica
di capo di SM, si allontanò successivamente dal Mazzini
sostenendo un programma rivoluzionario socialisteggiante
legato alle masse contadine. Verso il '55 si riaccostò al Mazzini
con il quale però aveva ormai in comune solo l'idea della strategia
rivoluzionaria in senso repubblicano, e con lui preparò quella spedizione
nel Meridione che doveva tragicamente concludersi nell'impresa di Sapri.
GIUSEPPE GARIBALDI
Giuseppe
Garibaldi (1807-82), generale e patriota italiano nato a Nizza. Nel '33
aderì alla Giovine Italia . Partecipò
con insuccesso ai moti di Genova e dovette sfuggire alla polizia che gli
aveva decretata la pena di morte. In Brasile, dove si era recato combatté
con gli insorti del Rio Grande. Ivi conobbe Anita, che lo seguì
in Uruguay, dove Garibaldi riportò una strepitosa vittoria contro
il dittatore Rosas. Tornato in Italia, partecipò alla prima guerra
d'Indipendenza. L'anno successivo, nel '49, era a Roma a combattere per
la Repubblica Romana. A seguito della fuga da Roma, durante la quale Anita
morì, tornò in esilio : New York, Perù, Cina.
Scoppiata la seconda guerra d'Indipendenza nel '59 in
Italia, comandò i Cacciatori delle Alpi conseguendo splendide vittorie.
Nel '60 organizza l'epica spedizione dei Mille e conquista all'Italia il
Mezzogiorno. Nel 1862 tenta la conquista di Roma. Durante la terza guerra
d'Indipendenza nel '66 conduce vittoriosamente le sue truppe a Monte Suello
e a Bezzecca. Nel '70 è a fianco dei francesi a Digione contro i
Prussiani. Fu un grande condottiero di uomini, un tattico insuperabile,
ma ebbe scarsa comprensione per i problemi strategici. Morì a Caprera
nell' '82, dove si era ritirato negli ultimi anni.
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Napoleone III°
Eletto nel dicembre del 1848 presidente della Sconda Repubblica
con l'appoggio dei liberali moderati, con il motto "ordine, pace,
giustizia", in aperto contrasto con i socilaisti e i repubblicani,
Carlo Luigi Napoleone Bonaparte aveva dapprima dato al suo governo un indirizzo
conservatore per acquistarsi l'appoggio della borghesia, e nello stesso
tempo aperta alle istanze clericali (fatto che lo aveva portato a proclamarsi
strenuo difensore del potere temporale del Papa - questione romana del
1849 -) col proposito dichiarato di legare a sé i cattolici, particolarmente
influenti dal punto di vista politico nella Francia del tempo.
Particolarmente stretto fu il rapporto tra il suo governo e gli interessi del nascente capitalismo finanziario francese: il suo secondo Impero (dal 1850 al 1870) si caratterizzò infatti per i grandiosi progetti di opere pubbliche che miravano insieme ad affermare la grandezza della Francia, a favorire gli investimenti e ad assicurare lavoro salariato.
Il rapporto con il Cavour era uno dei mezzi per affermare
la egemonia politica e militare francese sul vecchio continente.
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