FORME ARCHITETTONICHE
 

Le prime costruzioni delle chiese romaniche nella nostra isola sono di poco posteriori al mille e rispecchiano la fase artistica da cui nacquero: sono chiese tetre e modeste del primo romanico, prive di ornamenti o con scarsi elementi decorativi. Nelle fiancate e nell’abside, esternamente, ricorre con monotona uniformità il tipo di fregio ad archetti pensili, mentre le facciate si adornano di forme architettoniche più varie, i portali hanno per lo più architravi e stipiti lisci. A volte qualche bifora ingentilisce il prospetto, i frontoni sono decorati da un fregio ad archetti che segue la pendenza della falda del tetto.
La nota dominante delle chiese medievali è la severità delle linee e una sobrietà spesso cupa: gli interni risultano spogli e bui, non sono ravvivati da affreschi, salvo qualche rara eccezione come l’abside di Santa Trinità di Saccargia, né da mosaici o marmi policromi; sono fatti generalmente in conci come gli esterni, nelle oscure navate la luce penetra da strette monofore a feritoia.
Anche nel periodo del massimo risveglio architettonico, gli interni spogli e modesti, per motivi economici, contrastano con le parti esterne decorate: le cave locali di pietra forniscono belle pietre da taglio di varie qualità, le rovine delle città romane offrono colonne già pronte e dalle foreste viene il legname delle coperture.
I giudici e le confraternite dei monasteri, con questi materiali e con i servi della gleba a disposizione, sono in grado di costruire gli edifici religiosi senza dover mettere mano alla borsa, poiché non avevano la possibilità economica per poter pagare artisti per affrescare gli interni o mosaicisti. I maestri e gli artigiani continentali, sappiamo, venivano pagati con cibo, doni e ospitalità.
A causa delle condizioni economiche e della scarsa popolazione, in Sardegna non esistono chiese medievali a cinque navate, mancano le cupole agli incroci delle navate sul transetto, mancano le costruzioni rotonde o poligonali ad uso di battistero. Nelle chiesette minori ed in quelle di campagna, l’interno è di solito ad una navata.