LE FINESTRE

 

Le finestre delle chiese sarde sono monofore, bifore e raramente trifore, e queste ultime solo quando servono a ravvivare la facciata come elemento decorativo predominante. In qualche raro caso anche la torre campanaria viene alleggerita da trifore, come quella di Santa Trinità di Saccargia. Nelle fiancate e nelle absidi, di solito, le finestre si riducono a strette monofore a feritoia, con strombatura semplice o doppia, gradonate o lisce, che contribuiscono a dare agli interni un senso di raccoglimento per la scarsa luminosità delle navate.
 

I PORTALI

 

Mentre in generale nelle chiese romaniche continentali il portale svolge una funzione architettonico-ornamentale, nelle chiese sarde esso ha solo funzione pratica: un architrave monolitico poggia su solidi stipiti ed è alleggerito da un arco di scarico; la lunetta tra arco ed architrave è di solito liscia e costruita nella stessa pietra da taglio dalla facciata. Gli stipiti sono semplici e lisci, sebbene si trovino alcune chiese, come San Pietro di Sorres e Santa Maria di Tergu, con stipiti e capitelli scolpiti. In Santa Maria di Uta una cornice curva, finemente scolpita, circoscrive l’arco di scarico e poggia su due mensole scolpite. Pochi i portici davanti ai portali, come a Sant’Antioco di Bisarcio ed a Saccargia.
Raramente troviamo le classiche figure di animali mitici: leoni appaiono a Sant’Antioco di Bisarcio come basamenti di colonne, a Dolianova, e nella chiesa di Santa Giusta ad Oristano dove troviamo due leoni che volgono le terga all’ingresso.