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La chiesa di Santa Maria è situata nell’immediata periferia campestre ad
est del centro di Uta, in una antica zona cimiteriale, ed è il risultato
della collaborazione di maestranze arabe e toscane provenienti dal
cantiere di Santa Giusta. Il monumento, eretto tra il 1135 e il 1145, è
costruito in conci di media pezzatura di pietra calcarea venata
(proveniente da Teulada) e arenaria, con inserti in trachite e marmi vari
ben squadrati e tenuti insieme da poca malta. Questa chiesa ha dimensioni
piuttosto modeste e non perfettamente simmetriche, ma l’insieme è
ugualmente molto armonioso.
La facciata, volta ad occidente, è divisa in due piani da una raffinata
cornice di gusto arabo. Nella parte inferiore il telaio strutturale, dato
da zoccolo a scarpa e larghe paraste d’angolo, è suddiviso in tre specchi
da semplici lesene unite da una serie di archetti a triplice ghiera,
quattro a destra e cinque a sinistra del portale centrale.
Nell’abside, nei fianchi e nelle testate orientali delle navatelle, gli
archetti hanno doppia ghiera, invece tripla in quelli nella facciata, nel
frontone orientale e nei fianchi della navata mediana. Nei peducci è
dispiegata una grande varietà di ornati geometrici, fito-zoo-antropomorfi
o a sezione di modanatura.
Il portale architravato ha stipiti monolitici, è sormontato da un arco di
scarico a cunei alterni di trachite scura e calcare bianco, ed è abbellito
da una cornice il cui motivo è ripreso in alcune mensole degli archetti.
Una rosetta intarsiata decora la lunetta e l’architrave poggia su due
capitelli a caulicoli e foglie rovesciate.
Nel frontone timpanato è una bifora in asse con il grande campanile a vela
con luce a ghiera ogivale.
In o gni
fianco si aprono monofore a doppio strombo e una porta architravata con
lunetta; quella a settentrione funzionava da “Porta Santa”. Alcune
monofore hanno centina decorata da tarsie trachitiche.
Il campanile a vela è del periodo gotico.
L’interno, a tre navate diseguali e abside semicircolare, è partito da
setti ad arcate su colonne di spoglio. I capitelli, eseguiti ad hoc,
imitano i tipi classici corinzi a foglie d’acanto o d’acqua. L’ultima
coppia di sostegni è data da corti fusti scanalati, su tozzi pilastri.
Sotto la mensa sono collocati due leoni, che in origine si trovavano ai
lati del frontone della facciata, e due capitelli romanici da stipite. I
tetti lignei sono a capriate nella navata mediana, a falde nelle
navatelle, dove il progetto iniziale prevedeva forse una copertura in
pietra. |