Alcuni racconti
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Il sig. Bruno Orrù, vigile urbano, appassionato cultore delle tradizioni del suo paese, interrogato da noi ragazzi, ricorda i racconti degli anziani:

LA RACCOLTA DEL FIENO

"Tempo fa, quando i mietitori erano scelti tra i più poveri del paese e presi come braccianti, ognuno di loro aveva il diritto di portare con se una "spigolatrice". La spigolatrice era una donna che raccoglieva il grano che cadeva al suolo durante la fase della falciatura.

Oltre a questo compito le spigolatrici avevano il compito di tagliare le spighe che rimanevano dopo la falciatura e da esse traevano alcuni chicchi di grano (che diventavano proprietà della spigolatrice) e soprattutto il fusto, il cosiddetto fieno, che serviva per la lavorazione dei cestini. Molte volte alcuni braccianti lasciavano di proposito alcune spighe o altrimenti lasciavano cadere al suolo (sempre di proposito) dei chicchi di grano in modo che le spigolatrici, loro "accompagnatrici" potessero prenderle senza essere accusate di aver rubato.

Poiché Sinnai è tanto rinomata come patria dei mandorleti, anche un tempo abbondava di mandorle ma non aveva sufficienti scorte di grano per sfamare il suo popolo. Allora i braccianti di Sinnai con le loro spigolatrici andavano in "Trexenta" (una zona della pianura del Campidano che un tempo era considerato il granaio di Roma).

Qui, i mietitori venivano per fare "sa giorronnara" (=la giornata lavorativa), cioè un giorno di lavoro che era pagato e, come nel territorio sinnaese, avevano il diritto di portare con loro una spigolatrice.

Poiché le donne di Sinnai erano belle, non solo fisicamente, ma erano anche aggraziate nei loro movimenti e nel loro modo di fare e non era strano che qualche proprietario terriero del Trexenta si innamorasse di una spigolatrice e ne chiedesse la sua mano.

Una volta sposate, questa donne non erano più costrette a lavorare come spigolatrici ma facevano una vita diversa, passavano dall’essere contadine all’essere borghesi, e questo, a loro, non dispiaceva per niente."

 

CURIOSITA’

I cestini, anticamente, erano anche una fonte di guadagno per le cestinaie di Sinnai, poiché molta gente di altri paesi vicini (e non !), veniva ad acquistarli.

Cestini come quelli di Sinnai sono stati rinvenuti anche nelle piramidi egiziane, parte del corredo funebre dei faraoni.

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