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Da qualche tempo stiamo frequentando un corso all'interno del nostro orario scolastico per imparare a costruire e a suonare "su sulittu" ovvero un flauto . Il corso fa parte di un progetto di integrazione e di ripristino delle tradizioni sarde.

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Il nostro insegnante si chiama "Ziu Efisiu", un uomo molto abile nel suonare questo strumento e nel recitare poesie in lingua sarda create da lui nello stesso momento in cui le declama. Qualche volta ziu Efisiu ci racconta, un po' in lingua sarda un po' in italiano, delle divertenti storielle.
Ha molta pazienza e spiega chiaramente.

 

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Ziu Efisiu mentre prova un "sulittu"

"Su sulittu de canna" (flauto in canna) era usato dai pastori che accompagnavano le pecore e il bestiame ad abbeverarsi, suonando canzoni che li spronavano a bere.

"Su sulittu" si costruisce prendendo un pezzo di canna dura e compatta con un nodo al centro.

Le fasi di costruzione sono le seguenti:

si prende la canna e si fanno due tagli verso le estremità a 15 cm dal nodo centrale . Uno dei tagli deve essere in obliquo.

Da un cm e mezzo circa dall'alto si fa "su entu" un buco non proprio tondo ma quasi quadrato.

Dal nodo si misurano 2 cm verso il basso e si fa un piccolo segno che servirà per fare un buco con un ferro arroventato; poi si misurano altri 2,5 cm e si fa un altro taglio, poi se ne misurano altri 2,5 cm e se ne fa un ultimo. Naturalmente i buchi si faranno con il ferro arroventato. Nella parte posteriore della canna si fa un altro taglio sopra il nodo e sarà un ultimo buco.

Nel buco dell'imboccatura si mette un pezzo di oleandro tagliato a forma di cilindro.

Infine    "su sulittu" si decora con dei semplici segni fatti con un ferro arroventato.

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