SCUOLA MEDIA STATALE "LUIGI AMAT" SINNAI

Anno Scolastico 1999/2000

 

 Progetto per l’integrazione degli alunni in situazione di handicap:
"Laboratorio di cestineria"

  

Tutti i docenti della Scuola Media Luigi Amat di Sinnai sono impegnati, già da diversi anni, nel portare avanti interventi educativi e didattici volti all’integrazione degli alunni in situazione di handicap nella Scuola e nel sociale, con l’intento di prevenire disagi e insuccessi che ancora, purtroppo, si verificano lungo la carriera scolastica.

La loro integrazione pensiamo debba essere favorita rispondendo ai loro specifici bisogni relazionali, cognitivi e operativi con proposte ed interventi che sviluppino e rafforzino le loro capacità individuali mediante situazioni di insegnamento-apprendimento che favoriscano il potenziamento dei contesti di comunicazione ampliando le opportunità relazionali.

Per evitare di perseguire solo parvenze di interventi che risulterebbero precari se ristretti esclusivamente al periodo scolastico senza pensare alla vita futura degli alunni dopo la Scuola dell’obbligo, la nostra Scuola ha predisposto dei progetti che, se attuati con professionalità daranno competenze permanenti.

Allo scopo abbiamo studiato l’allestimento di un laboratorio per la preparazione de "su stresciu de fenu" che, oltre al lavoro in se, ha come finalità più ampia quella del ripristino e della valorizzazione delle tradizioni tipiche sinnaesi.

Quattro sono le motivazioni principali che ci hanno portato a preparare l’itinerario didattico.

  1. ripristinare e valorizzare le tradizioni tipiche sinnaesi;
  2. portare avanti con continuità esperienze già fatte da alcuni allievi nella Scuola elementare e che altri faranno dopo la Scuola Media, frequentando corsi professionali regionali o le scuole dell’A..N.F.F.A.S.;
  3. portare gli alunni a un lavoro individuale ma collaborativo, attuando momenti di integrazione efficace, favorendo un clima di reale rispetto delle diversità delle persone, nell’accettazione delle potenzialità e dei limiti di ciascuno;
  4. dare un senso sociale agli interventi educativi e didattici che ricada sugli allievi preparandoli ad una vita futura equilibrata e decorosa.

Per la comunità di Sinnai, la lavorazione del giunco e del fieno per la produzione di cestini (detto più comunemente "su stresciu de fenu" cioè, is pallineddas, sa crobi, sa crobedda, su ciulliru, su coffinu) è stato un punto di forza delle attività delle donne, che ora purtroppo rischia di scomparire.

Poche sono le donne del paese che si dedicano con autentica passione e professionalità a tale attività e, ancor meno, le giovani che sentono il bisogno di proseguire, per non farla morire, tale tradizione.

La Scuola ha anche il compito di far sentire agli allievi il senso di appartenenza alla propria comunità facendo loro capire, attraverso la ricerca e lo studio della storia del proprio territorio, la validità di antiche culture, arti e mestieri del passato.

Infatti il sapere, abbinato al saper fare, porta l’alunno ad una consapevolezza e ad una sicurezza che lo porterà ad essere un buon cittadino.

 

Strutturazione del progetto

Innanzitutto la Scuola ha bisogno di appoggiarsi ad altre risorse territoriali che dovrebbero collaborare con essa: prima fra tutte il Comune di Sinnai al quale si chiede il finanziamento del progetto e, in secondo luogo, ad una insegnante esterna, la Signora Rina Ligas, esperta professionista sinnaese che tiene corsi di formazione professionale regionali e insegna l’arte della produzione dei cestini in diverse Scuole statali, elementari e medie, adottando una didattica appropriata e diversificata a seconda dell’età e delle capacità degli allievi.

Il progetto è rivolto in particolare agli allievi della 2a M, classe a tempo prolungato dove è inserita e frequenta con profitto una alunna down.

Si è scelta una classe di appoggio a tempo prolungato perché permette, con ore di compresenza fra più insegnanti, maggiore flessibilità nella strutturazione degli orari. Alla Classe si uniranno gli allievi in situazione di handicap (tre della succursale ed undici della sede centrale) e si formerà un gruppo allargato di trentacinque alunni con i docenti di sostegno della Scuola.

Le lezioni dovrebbero svolgersi nel laboratorio di ceramica, ambiente spazioso, luminoso e arieggiato rispetto alle normali aule e, di conseguenza, più sicuro in quanto permette di avere distanze ragionevolmente di sicurezza nelle fasi operative. Il laboratorio è provvisto anche di un lavandino con acqua corrente.

L’insegnante esperto fornirà, dopo la spiegazione verbale della procedura, l’esempio pratico e guiderà gli allievi aiutato dai docenti presenti, ad eseguire il compito proposto ed opererà al fine di mantenere il coinvolgimento attivo degli allievi, favorirne l’apprendimento e seguire puntualmente il lavoro. E’ questo un insegnamento diretto che consentirà di apprendere in maniera attiva, di conseguire buoni risultati, di procedere acquisendo abilità sempre più complesse fino alla realizzazione del lavoro programmato. Si lavorerà affinché ciascuno si senta importante e gratificato favorendo l’interazione senza escludere nessuno, promuovendo sia l’accettazione e la collaborazione fra compagni ma anche l’educazione per i normo dotati a lavorare "con" i loro compagni in difficoltà e non "per loro".

Per la realizzazione del progetto pensiamo siano sufficienti, per questo anno scolastico, 30 ore di lezione da farsi ogni 15 giorni, per 2 ore al giorno, quasi sicuramente il giovedì dalle 10,30 alle 12,30.

 

Preventivo di spesa:

omissis

Sinnai, 21.09.1999

Gli Insegnanti