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L’antisemitismo

e
la scuola sarda

 

Le leggi razziali nella scuola sarda

 

 

Non esisteva in Sardegna nel corso degli anni Trenta una comunitÓ ebraica. Come segnalano le statistiche ufficiali gli ebrei presenti nell’isola erano pochissimi. In maggioranza si trattava di persone arrivate in Sardegna per motivi di lavoro. E tra loro spiccava un piccolo gruppo di docenti universitari. Fu proprio su di loro che le leggi antiebraiche del 1938 esercitarono i loro effetti sull’isola, determinando l’allontanamento dall’insegnamento di quattro professori universitari, tre a Cagliari e uno a Sassari. Si trattava, nel caso di Cagliari, di due figure di prestigio, Teodoro Levi e Alberto Pincherle e di uno studioso meno noto Camillo Viterbo, professore di Diritto commerciale nella FacoltÓ di Giurisprudenza.

Dalla FacoltÓ di Veterinaria dell’ UniversitÓ di Sassari venne allontanato il professor Michelangelo Ottolenghi.

 

Questi insigni professori, che in precedenza avevano ricevuto molti riconoscimenti per i loro studi, nel momento in cui furono allontanati dal servizio non ricevettero alcun attestato di solidarietÓ e di saluto da parte dei rettori delle due universitÓ, al contrario di quanto invece successe in altre universitÓ della penisola.

In quello stesso mese di ottobre del 1938, nell’universitÓ di Sassari altri due insegnanti furono allontanati dal loro posto di lavoro ma per motivi politici: si trattava del professor Luigi Pinelli e del professor Vittorio Saba, appartenente ad una nota famiglia di repubblicani antifascisti sassaresi. In questo modo le due UniversitÓ perdevano le menti pi¨ brillanti.

Meno noto, ma non meno importante, il caso della professoressa Zaira Coen Righi espulsa per la sua appartenenza alla "razza ebraica" dal Liceo Azuni di Sassari.

 

Alberto Pincherle

 

Nell’anno 1937-1938 nel discorso di inaugurazione dell’anno accademico il Rettore dell’ UniversitÓ di Cagliari salutava l’ arrivo del professor Pincherle con grande soddisfazione definendolo "un valoroso cultore di storia delle religioni". Quell’ anno nella stessa universitÓ ebbe l’incarico di docente di Letteratura Latina.

Il professor Pincherle, inoltre, collaborava con articoli e recensioni a prestigiose riviste specialistiche come "Studi e

 

materiali di storia delle religioni", " Ricerche religiose" e "Rivista storica italiana".

Come tanti altri intellettuali italiani collaborava anche alla Grande opera del regime "L’ Enciclopedia italiana", diretta da Gentile. Era stato lui a compilare la parte della voce Agostino nonchÚ quelle sulla Riforma e sul Cristianesimo. Le tesi che vi aveva sostenuto avevano portato la "CiviltÓ cattolica" a indicarlo di "sensi non cattolici".

Questo illustre professore, apprezzato per la sua cultura anche dal Regime, non appena furono emanate le leggi razziali del settembre 1938, venne allontanato dall’insegnamento.

 

Teodoro Levi

Nacque nel 1898 a Trieste, dove studi˛ fino al conseguimento della maturitÓ liceale. Si laure˛ presso l’Istituto di Studi Superiori di Firenze e nel capoluogo toscano ricoprý i primi incarichi presso la Sovrintendenza alle antichitÓ d’ Etruria, prima come ispettore (1926) e poi come direttore(1935). Sempre a Firenze fu libero docente di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana. Si trasferý in Sardegna nel 1935 dove ebbe l’incarico di professore ordinario della stessa disciplina presso l’UniversitÓ di Cagliari, ricoprendo contemporaneamente la carica di Soprintendente ad interim alle opere d’AntichitÓ e d’Arte della Sardegna.

Nel 1938 fu allontanato dall’insegnamento per effetto dell’applicazione delle disposizioni contenute nelle leggi razziali.

Dal 1938 al 1945 fu membro del Institute for Advanced Studies di Princetomn.

Gli anni sardi del professor Teodoro Levi furono anni importanti sia per lui, sia per l’archeologia isolana, oltre al restauro dell’anfiteatro romano di Cagliari si devono a Levi importanti scavi, tra cui quello della necropoli preistorica Anghelu Ruju, quelli della necropoli punica di Olbia e infine quello del villaggio nuragico di Serra Orrio. Nella scuola di archeologia avviata dal prof. Levi in quegli anni si form˛ il giovanissimo Giovanni Lilliu.

Teodoro Levi sarebbe ritornato in Sardegna nel 1991 e in quella occasione avrebbe ricordato un episodio dei suoi anni sardi, quando riuscý ad impedire che la famosa collana di pasta vitrea ritrovata nella necropoli di Funtana Noa presso Olbia lasciasse la Sardegna per essere donata a Goering, allora in visita in Italia. Dal 1947 al 1977 diresse la Scuola archeologica italiana di Atene.

( ╚ morto a Roma nel 1991).

Testo curato da Michela Carta, Marta, Arianna

 

Storia di Zaira Coen Righi

 

 

N.B. Il documento Ŕ stato gentilmente messo a nostra disposizione dal prof. Francesco Bua, responsabile dell’archivio storico del Liceo Azuni di Sassari.

 

Zaira Coen

era nata a Mantova il 4-10-1879, figlia di Ernesto e di Rimini Erminia, coniugata con Righi.

La professoressa Zaira Coen Righi era docente di Scienze nel Liceo "Azuni" di Sassari. Nel 1938 in base alle leggi razziali fu espulsa dall’ insegnamento. Rimasta senza lavoro e nello stesso anno, rimasta vedova del medico sassarese Italo Giuseppe Righi, aveva deciso di lasciare Sassari. Non ascolt˛ i consigli dei cognati e se ne torn˛ a Firenze per stare con una sorella che abitava da sola. Ma la situazione precipit˛ sempre di pi¨ e, dopo la notizia della cattura a Genova nel novembre del 1943 della sorella pi¨ giovane Norina, cerc˛ di restare nascosta; fu denunciata dal portiere di casa che, oltre ad intascare il premio stabilito dal governo della Repubblica sociale per i delatori, si impadroný dell’argenteria.

Fu detenuta nel carcere di Firenze prima e a Fossoli Campo dopo, da qui venne portata alla stazione di Firenze con destinazione Auschwitz. Da questo momento la professoressa Coen Zaira scompare. Sulla sua fine esistono due versioni; secondo una prima versione, che Ŕ contenuta ne "Il Libro della memoria", di Liliana Picciotto Fargion, la Coen deportata da Fossoli il 16.05.1944, venne uccisa all’arrivo ad Auschwitz il 23.05.1944.

Secondo un’altra versione lei morý nella stazione di Firenze perchÚ fu bombardata subito dopo che i deportati erano stati caricati sui vagoni, le guardie scapparono e tornarono solo dopo alcuni giorni per trovare il vagone pieno di gente morta di asfissia.

La Coen Righi era sempre stata una fervente nazionalista, attiva nel movimento interventista sassarese nella prima guerra mondiale, aveva aderito senza riserve al Fascismo e nelle note personali stese dal professor Francesco Pilo Spada che, come responsabile provinciale del sindacato fascista, inviava al Partito, in quel fatidico 1938, era scritto: "Inscritta al P.N.F. (1 febbraio 1933) ed all’A.F.S. ricopre delicati incarichi nelle Organizzazioni femminili. E’ di buona condotta morale e politica". Tuttavia di fronte alle leggi razziali a nulla valsero i suoi meriti professionali e civili. Per il suo allontanamento si ricorse ad un espediente burocratico, come si evince dalla lettera, la si accus˛ di non avere i titoli per l’insegnamento delle Scienze nei Licei.

Quello che Ŕ successo a partire dal 1938 e che dur˛ per circa 7 anni fu una cosa che sconvolse tutta l’ umanitÓ.

Tutte le ingiustizie fatte alla povera gente non sono mai state dimenticate e questo, di Zaira Coen Righi, Ŕ uno tra i tanti esempi di quello che succedeva in quegli anni terribili.

(Testo curato da Michela C e Susanna F. )

Scuola Media Statale "L. Amat" ę 1998 Sinnai (CA)
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