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CONCLUSIONE

Il percorso che abbiamo intrapreso quest’anno in classe è stato fondamentale per conoscere, scoprire e imparare quanto siano stati "banali" i meccanismi che hanno portato alla Shoah. Lo studio delle leggi razziali del 1938 ci ha aiutato a capire che esse furono, in realtà, l’inevitabile e logica conclusione di un lungo processo iniziato anni prima.

Abbiamo fatto "parlare le fonti", documenti e testimonianze di varia natura, per conoscere direttamente "ciò che è stato anche da noi", nella nostra regione, nella nostra provincia, nel nostro comune, nelle nostre scuole, nei luoghi cioè in cui maggiormente ha infierito il regime fascista, espellendo alunni e docenti ebrei e mettendo al bando libri di testo fondamentali per l’insegnamento.

Abbiamo inoltre compreso che, l’amore per lo studio e per la scrittura, da noi spesso trascurato, erano in realtà garanzia di vita per gli studenti ebrei: questo ci ha permesso di capire con quanta passione i deportati si siano dedicati allo studio clandestino.

Vorremmo concludere con una citazione tratta dal discorso tenuto da Lucrezia Stellacci nel gennaio del 2003, in occasione del Giorno della memoria.

Tra il 1945 e il 1980, nel terreno attorno ai resti dei forni crematori di Auschwitz- Birkenau, furono trovati, ben nascosti, una serie di manoscritti. Salmen Gradowski aveva chiuso le sue carte in una borraccia di metallo ed aveva annotato in quattro lingue – polacco, russo, francese e tedesco – un’avvertenza:

"Interessatevi a questo documento poiché contiene un materiale molto importante per la storia…Desidero lasciare questo scritto, come pure numerose altre annotazioni, a memoria del futuro mondo pacificato affinché si sappia cos’è accaduto. L’ho sepolto sotto le ceneri, ritenendo che si trattasse del luogo più sicuro, dove certamente un giorno si sarebbe scavato per trovare le tracce di milioni di uomini uccisi…Vi è sepolta anche una grande quantità di denti. Noi, i lavoratori del Kommando, li abbiamo sparsi apposta nel terreno perché il mondo potesse trovare le tracce concrete di milioni di uomini ammazzati…Esprima il futuro il suo giudizio su di noi in base alle mie annotazioni e che possa il mondo dare uno sguardo almeno su una goccia, su un frammento del mondo tragico in cui abbiamo vissuto.

6 settembre 1944".

 

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