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La memoria nei documenti

Riflessioni

Dai documenti esaminati emerge che anche in Sardegna, come nel resto d’Italia, ci fu un’ applicazione scrupolosa ed immediata delle norme persecutorie emanate dal governo fascista. Si attivarono tutte le autorità: Podestà, Carabinieri, Prefetture; tra loro vi fu un continuo scambio di informazioni, che poi venivano inviate alla "Demorazza".

Risale al febbraio 1938 il primo documento che abbiamo trovato nell’archivio di Sinnai, vi si chiedono informazioni sull’appartenenza razziale di un militare, nato appunto nel nostro comune. Vengono in questo modo applicate le disposizioni appena emanate da Mussolini che prevedevano l’allontanamento dalle forze armate degli ufficiali appartenenti alla "razza ebraica".

Non abbiamo trovato documentazione sulla persecuzione razziale nella scuola, questo è dovuto al fatto che dai censimenti effettuati non risultavano a Sinnai residenti ebrei.

Sono invece presenti documenti sugli accertamenti continui nei confronti delle categorie professionali, in particolare quella dei notai. Abbiamo constatato che, nei confronti di alcuni notai***, i quali esercitavano la professione nella zona di Sinnai, si fecero indagini per verificare che fossero di buona condotta morale e che non avessero in alcun modo origini "ebree", successivamente vi furono frequenti carteggi in cui si chiedeva di verificare che i detti notai "ariani" non stipulassero atti notarili per contraenti di "razza ebrea"., in applicazione di tutti quei provvedimenti che toglievano agli ebrei non solo la possibilità di lavorare, ma anche quella di possedere delle proprietà

A Cagliari e provincia i pochi ebrei presenti furono rigorosamente perseguitati, i primi ad essere allontanati dal lavoro furono i docenti universitari.

Abbiamo preso visione di vari documenti presenti nell’Archivio Storico di Cagliari, relativi agli accertamenti fatti nell’Università della città ed all’allontanamento di alcuni docenti universitari.

Durante quel periodo di grande sofferenza per gli ebrei perseguitati, vi furono persone che facevano i delatori: alcune lo fecero in modo palese per incassare i compensi, altri ricorrevano a lettere anonime. Ma vi furono anche molte eroiche persone che, a rischio della propria vita, offrirono la propria solidarietà e un aiuto concreto.

Uno di questi fu Vittorio Tredici, unico sardo insignito dallo stato di Israele, col titolo di "Giusto tra le nazioni".

Scuola Media Statale "L. Amat" © 1998 Sinnai (CA)
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