Scacchista per gioco

Erika, tredici anni, è già una campionessa


Iglesias «Ciao, campionessa». Per tutti è una stella che brilla. Lei, Erika Pili, appena 13 anni (da quattro si sostiene a "pane e scacchi") non dà peso e sta allo scherzo. «Esagerano». Invece è tutto vero: la ragazzina iglesiente è davvero una campionessa all'attenzione dei vertici della Federazione nazionale scacchi. Le sue performance stanno entusiasmando e tutti ora attendono l'avvio dei tornei della primavera del 2000, per vederla nuovamente all'opera.

Visino da adolescente, arrossisce, non riesce ancora a capacitarsi di quanto le sta capitando. «Mi sembra un sogno». Fragile come può essere una bambina della sua età, si trasforma quando si siede davanti alla scacchiera. «Mi concentro per non perdere neppure una mossa dell'avversario. Basta un attimo di disattenzione per perdere la partita. Io vado sempre all'attacco per non lasciare spazi che poi potrebbero compromettere la gara».

Erika ha cominciato per caso. «Con mio padre giocavamo spesso a dama». Poi sono arrivati gli scacchi. «Abbiamo cominciato per gioco». Prima in casa, poi tre anni fa l'emozione del torneo. «Io e mio padre ci siamo iscritti al circolo dell'Avis e da lì abbiamo cominciato». Ma mentre la scacchista iglesiente ha dimostrato subito le sue grandi capacità naturali, il babbo ha dovuto sollevare bandiera bianca. «Ormai mi batte sempre», dice Giuseppe Pili con orgoglio per i risultati che sta raggiungendo la figlia. «Nel '97 ho vinto il cavallo pazzo», dice Erika, premio messo in palio nel torneo organizzato nella sala compressori di Monteponi. Ma poi la campionessa ( è detentrice del titolo regionale della sua categoria) ha compiuto il salto di qualità: torneo regionale a Tertenia (prima nei pulcini), nuovo primato ad Oristano nel '98, prima anche nel '99 a Olbia. «Ho partecipato anche ai campionati nazionali e mi sono classificata seconda». Avrebbe potuto partecipare alle selezioni europee. «Ma soltanto il primo classificato ha tutte le spese pagate - dice il babbo -, il secondo deve pagarsi viaggio e albergo. E noi, purtroppo, non avevamo la possibilità».

L'Europa è rimasta un'occasione mancata per dimostrare, ancora una volta, le proprie capacità. «Spero di rifarmi l'anno venturo». E, intanto, Erika si allena. «Ora combatto contro il computer che è veramente bravo».

Nel frattempo divora libri sugli scacchi: «Ogni mossa di un pedone, di un alfiere di una torre è un libro». Quante volte ha dato scacco matto? «Moltissime, ma ho anche perso. Non sempre si può vincere». Erika è stata l'unica donna (nei tornei regionali e nazionali è quasi sempre sola) a tener testa allo scacchista Igor Efimov. «È vero, ma la sua era un'esibizione: forse è stato lui a volere così». Quasi non crede di essere riuscita a non capitolare di fronte al fortissimo avversario. Il suo sogno è incontrare Kasparov in una gara ufficiale. Chissà che non capiti molto presto.

ANTONIO MARTINELLI


Erika Pili, la giovanissima scacchista di Iglesias che ha tenuto testa al gran maestro internazionale Igor Efimov. < filo_sport_v>

(Foto Adriano Mauri)
(Si ringrazia l'U. S. per l'autorizzazione alla diffusione dell'articolo sul nostro sito)
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