L'INSEGNAMENTO DEGLI SCACCHI NELLA SCUOLA MEDIA
Pratica motoria e sportiva, aspetti metodologici e didattici

Relatore prof. Paolo Ligas

PRESENTAZIONE
pag 1
pag 2

LE RELAZIONI
Prof.ssa M.T.Mearini:
Considerazioni di carattere pedagogico

Prof.ssa L.Serra: Scacchi in aula

Prof. P.Ligas:
L'insegnamento degli scacchi nella scuola media. Pratica motoria e sportiva ...

Prof. M.Perrone:
Linee programmatiche dell’azione della F.S.I. nel settore scuola.

Prof. P.Passerotti:
Aspetti psicologici della pratica scacchistica scolastica

HANNO SCRITTO DI NOI
GiornAmat 12/99
da L'Unione Sarda:

Simultanea con 25 giocatori
Prima di cominciare a giocare ha chiesto una bottiglia di Cannonau e due portacenere
Due sfidanti non capitolano
Ragazzina tiene testa al russo
Scacchista per gioco

LE PARTITE IN SIMULTANEA DI IGOR EFIMOV
Claudio Trincas
Lorenzo Clementini
Fabio Saccheri
Enrico Santilli
Danilo Corona
Piero Pilia
Marcello Sanna
Federico Sanna
Franco Loi
Antonio Zuccarello
Pietro Serra

La pratica motoria e sportiva svolgono un ruolo fondamentale nell'ambito del processo educativo del bambino e del ragazzo con notevole incidenza anche sull'apprendimento scolastico.
Infatti, gli apprendimenti scolastici hanno generalmente inizio in quella particolare fase evolutiva che è la seconda infanzia, ossia fra i 5 e i 7 anni. In tale fase, il bambino realizza un passaggio qualitativo da un approccio al mondo di tipo globale a una capacità di differenziazione e di analisi dei dati dell'esperienza; ora come nella prima infanzia, tutti gli aspetti della personalità del bambino sono legati allo sviluppo psicomotorio. Dai 10 anni, invece, inizia ad essere matura la capacità logica e l'astrazione perciò anche un gioco complesso come gli scacchi potrà essere posto come soddisfacimento dei bisogni di stima e di autorealizzazione.
Il movimento finalizzato non solo soddisfa le esigenze di mantenimento e sviluppo fisico, ma alimenta e potenzia le altre aree della personalità.
Praticare un'attività motoria finalizzata significa perciò utilizzare un linguaggio specifico, che, come gli altri linguaggi, consente di esprimere l'interiorità individuale, di realizzare i proprio intenti comunicativi e di interagire con gli altri. Il movimento del corpo è elemento strutturale di ogni sistema relazionale.
Nel movimento finalizzato rientra quindi l'attività sportiva, che almeno per quanto riguarda la scuola elementare non può essere concepito come specializzazione precoce, ma deve essere vista come una possibilità gioiosa di misurare l'efficienza della propria corporeità e come un elemento importante nella formazione dell'individuo. L'attività sportiva è considerata inoltre come un potente mezzo per l'integrazione del singolo, compresi i portatori di handicap, nel gruppo in un rapporto di reciproca collaborazione.
A queste motivazioni si aggiungono inoltre esigenze proprie dei giorni nostri, come quella di salvaguardare, anche mediante l'impegno fisico e sportivo, la salute del corpo e contribuire a risolvere il dannoso problema della dispersione scolastica.
Da queste considerazioni nasce la necessità di soddisfare una forte domanda di educazione motoria e sportiva per tutti i soggetti di ogni ceto sociale, e in particolare per quelli meno fortunati; di qui la necessità di un grande impegno della scuola per rispondere in modo sempre più soddisfacente alla domanda della società.
Vediamo ora quali sono le finalità generali proprie dall'attività motoria che si identificano in:
  • Favorire la conoscenza e la coscienza di sé
  • Migliorare la funzionalità
  • Favorire l'acquisizione del controllo di sé
  • Favorire l'acquisizione di una cultura motoria e sportiva
  • Fare emergere le attitudini personali

Possiamo constatare che queste investono tutte le aree della personalità - da quella cognitiva a quella morfologica-funzionale a quella affettiva e sociale - e, quindi, presuppongono un soggetto in "formazione unitario" e al tempo stesso completo per una formazione globale dell'individuo.
La finalità generale dell'educazione è quella di aiutare ogni alunno a realizzare lo sviluppo integrato e ottimale della sua personalità. Infatti, lo sviluppo è considerato integrale quando passa attraverso un'educazione che promuove tutti gli aspetti della personalità; si considera ottimale quando l'educazione realizza il massimo delle potenzialità in rapporto alla condizione fisico-psichica dell'allievo..... 

SCUSATE

TRASCRIZIONE DELLA PARTE FINALE ANCORA IN CORSO

 

 

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