SCUOLA SECONDARIA STATALE DI PRIMO GRADO
"Card. L. AMAT"
SINNAI (CA)

 

REGOLAMENTO
D'ISTITUTO
Rev. anno scol. 2011-12

 

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

VISTO l’art. 10, comma 3, lettera a del T.U. 16.04.94, n. 297;

VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 08.03.99, n. 275;

VISTO il D.I. 01.02.2001, n. 44;

TENUTO CONTO che l’Istituto denominato Scuola Secondaria Statale di primo grado "Card. Luigi Amat" di Sinnai è situato in due sedi, la sede centrale sita in Via Trento e la sede succursale sita in Via Caravaggio;

VALUTATA l’opportunità di revisionare il regolamento d’istituto attualmente in vigore per adattarlo ai nuovi dettati legislativi e renderlo maggiormente coerente con i principi che connotano l’autonomia di cui sono dotate le istituzioni scolastiche;

 

ADOTTA IL SEGUENTE 
REGOLAMENTO

CAPO I
ORGANI COLLEGIALI

Art. 1
Convocazione

L'iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale, nel caso del C.d.I, è esercitata dal Presidente dell'Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché dalla Giunta Esecutiva.

L'atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido.

La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l'ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all'albo.

Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni.

Art. 2
Validità sedute

La seduta si apre all'ora indicata nell'avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.

Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.

Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento della votazione.

Art. 3
Discussione ordine del giorno

Il Presidente individua tra i membri dell'Organo Collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge.

E' compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all'OdG nella successione in cui compaiono nell'avviso di convocazione.

Gli argomenti indicati nell’OdG sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti.

Costituiscono eccezione al comma precedente le deliberazioni del C.d.I. che devono essere adottate su proposta della Giunta Esecutiva.

L'ordine di trattazione degli argomenti può essere modificato su proposta di un componente l’Organo Collegiale, previa approvazione a maggioranza. In caso di aggiornamento della seduta dovrà essere mantenuto lo stesso OdG.

Art. 4
Mozione d'ordine

Prima della discussione di un argomento all'OdG, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta discussione ("questione pregiudiziale") oppure perché la discussione dell'argomento stesso sia rinviata ("questione sospensiva"). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione.

Sulla mozione d'ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.

Sull'accoglimento della mozione si pronuncia l’Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese.

L'accoglimento della mozione d'ordine determina la sospensione immediata della discussione dell'argomento all'OdG al quale si riferisce.

Art. 5
Diritto di intervento

Tutti i membri dell’Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l'ordine di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione.

Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento.

Art. 6
Dichiarazione di voto

Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.

Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d'ordine.

Art. 7
Votazioni

Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo richiedono il Presidente o uno dei componenti.

La votazione è segreta quando riguarda determinate o determinabili persone.

Le sole votazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto mediante il sistema delle schede segrete.

La votazione non può validamente avere luogo se i consiglieri non si trovano in numero legale.

I consiglieri che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza, ma non nel numero dei votanti.

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del Presidente.

La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.

Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità.

Art. 8
Risoluzioni

I componenti gli Organi Collegiali possono proporre risoluzioni dirette a manifestare orientamenti o a definire indirizzi dell'organo su specifici argomenti.

Per dette risoluzioni valgono, in quanto applicabili, le norme relative alle mozioni di cui all'art. 4.

Art. 9
Processo verbale

Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell'adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l'avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l'OdG).

Per ogni punto all'OdG si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell'esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli).

Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito.

Un membro dell’Organo Collegiale può chiedere che a verbale risulti la volontà espressa da ogni singolo membro sulla materia oggetto della deliberazione.

I membri dell' Organo Collegiale hanno facoltà di produrre il testo di una loro dichiarazione da trascrivere a cura del segretario sul verbale.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell'ambito dello stesso anno scolastico.

I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono:

essere redatti direttamente sul registro;

se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da Segretario e Presidente in ogni pagina;

se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente Scolastico.

Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo, detto verbale dovrà essere predisposto non oltre il sesto giorno lavorativo dalla data di svolgimento dell’ultima seduta ed approvato prima dell'inizio della seduta immediatamente successiva.

Art. 10
Surroga di membri cessati

Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell'art. 22 del D.P.R. 416/74.

Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico.

I membri subentranti cessano anch'essi dalla carica allo scadere del periodo di durata del Consiglio.

Art. 11
Programmazione

Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date, prestabilite in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri.

Art. 12
Decadenza

I membri dell’Organo Collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti richiesti per l'eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.

Spetta all’Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.

Art. 13
Dimissioni

I componenti eletti dell’Organo Collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per iscritto. E' ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all’Organo Collegiale.

L’Organo Collegiale prende atto delle dimissioni.

In prima istanza, l’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito.

Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili.

Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell’Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’Organo Collegiale medesimo.

Art. 14
Norme di funzionamento del Consiglio d’Istituto

La prima convocazione del C.d.I., immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente Scolastico.

Nella prima seduta, il C.d.I. è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del C.d.I. E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del C.d.I.

Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).

Il C.d.I. può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.

Il C.d.I è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art.1.

Il Presidente del C.d.I. è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva.

L'ordine del giorno è formulato dal Presidente del C.d.I. su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva.

A conclusione di ogni seduta del C.d.I., singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell'ordine del giorno della riunione successiva.

Il C.d.I. può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni.

Il C.d.I., al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.

Delle commissioni nominate dal C.d.I. possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola.

Le commissioni svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall'Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.

Le sedute del C.d.I., ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l'idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge.

Ove il comportamento del pubblico, che comunque non ha diritto di parola, non sia corretto il Presidente ha il potere di disporre la sospensione della seduta e la sua prosecuzione in forma non pubblica.

La pubblicità degli atti del C.d.I. avviene mediante affissione in apposito albo della scuola, della copia integrale, sottoscritta dal segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio.

L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni.

I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell'ufficio di segreteria della scuola e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta, da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, va redatta in forma scritta e motivata. Per quanto attiene agli atti preparatori delle sedute, i componenti del C.d. I. possono accedervi tramite richiesta verbale al D.S.

Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

Il consigliere, assente per 3 volte consecutive senza giustificato motivo, sarà dichiarato decaduto.

Art. 15
Norme di funzionamento
della Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto

Il C.d.I. nella prima seduta, dopo l'elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta esecutiva composta da un docente, un componente degli ATA, un genitore e uno studente, secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto.

Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza della scuola, ed il DSGA, che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa.

La Giunta esecutiva prepara i lavori del C.d.I., predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno due giorni prima della seduta del Consiglio.

Art. 16
Norme di funzionamento del Collegio dei docenti

Il CD si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle Riunioni concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni.

Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.

Il CD, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.

Delle commissioni nominate dal CD possono far parte i membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all'oggetto per il quale sono state nominate.

Art. 17
Norme di funzionamento del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti

Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti,istituito presso ogni istituzione scolastica , è convocato dal DS che ne è presidente.

Il Comitato di valutazione è formato, oltre che dal DS, da quattro docenti i quali membri effettivi e da due docenti quali membri supplenti.

Il comitato dura in carica un anno.

I membri del comitato sono eletti dal collegio dei docenti nel suo seno.

Le funzioni di segretario del comitato sono attribuite dal presidente (il D.S.) ad uno dei docenti membro del comitato stesso.

La valutazione del servizio, di cui all’art 448 del D.Lvo 297/94, ha luogo:

su richiesta dell’interessato per un periodo non superiore all’ultimo triennio, previa relazione del Dirigente Scolastico;

alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di formazione degli insegnanti, ai sensi degli artt. 438, 439 e 440 del D.L.vo n° 297/94;

ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

Art. 18
Norme di funzionamento dei Consigli di Classe

Il Consiglio di Classe è composto dai docenti di classe, ne fanno parte altresì quattro rappresentati eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe.

Il Consiglio di classe è presieduto dal D.S. o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato, in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti.

Il Consiglio di Classe si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano delle Riunioni concordato ed approvato prima dell'inizio delle lezioni.

Il Consiglio di Classe ha il compito di formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione a di agevolare ed estendere i rapporti tra docenti,genitori ed alunni.

CAPO II
DOCENTI

Art. 19

A) L’etica verso gli allievi

L’insegnante rispetta i diritti fondamentali dell’allievo praticando i valori della "Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia" e della Costituzione italiana.

Evita ogni forma di discriminazione per razza, sesso, credo politico e religioso, provenienza familiare, condizioni sociali e culturali, orientamento sessuale, infermità; e si adopera per valorizzare le differenze.

Si impegna a far conoscere agli allievi i diversi punti di vista sulle questioni trattate, nel rispetto del pluralismo delle idee.

Favorisce la realizzazione della personalità dell’allievo, promuove la sua autostima e si adopera perché raggiunga significativi traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia e alle competenze.

Si sforza di capire le inclinazioni dell’allievo, ne favorisce l’orientamento verso quei settori dello scibile e della vita pratica che più corrispondono ad esse e ne valorizza le capacità creative e ideative.

Contribuisce alla sua socializzazione e alla sua integrazione nel gruppo-classe e nella collettività.

Lo coinvolge nell’elaborazione delle regole necessarie alla vita in comune e le fa rispettare.

Si adopera per sviluppare sia lo spirito di collaborazione che il valore del merito, considera la solidarietà e la competizione come valori non contrapposti.

Ascolta l’allievo ed è attento a tutte le informazioni che lo concernono; mantiene riservatezza su ciò che apprende e non rivela ad altri fatti o episodi che possano violare la sua sfera privata.

Assiste l’allievo se la sua integrità, fisica o morale, è minacciata.

Valuta ciascun allievo con regolarità, equanimità e trasparenza; si astiene dal giudicare in maniera definitiva, valorizza gli aspetti che possono offrire prospettive di sviluppo, presta attenzione alle componenti emotive ed affettive dell’apprendimento; aggiusta la propria azione educativa in relazione ai risultati.

In sede di valutazione certificativa, giudica con obiettività ed imparzialità le conoscenze e competenze acquisite da ciascun allievo in base agli standard concordati, prescindendo da qualsiasi condizionamento di tipo psicologico, ambientale, sociale o economico.

Considera il rendimento medio degli allievi un obiettivo importante, ma non trascura né il recupero di quelli con difficoltà né la valorizzazione dei più dotati.

 

B) L’etica verso l’istituzione scolastica

Contribuisce a creare nella propria scuola un clima collaborativo, impegnato ed accogliente, si oppone ad eventuali atteggiamenti autoritari, discriminatori o lassisti.

Concorre a costruire una buona immagine della scuola e a farla apprezzare dalla collettività.

Partecipa all’elaborazione delle regole della propria istituzione e si adopera per farle rispettare.

C) L’etica nelle relazioni con i genitori e il contesto esterno

L’insegnante collabora il più strettamente possibile con i genitori sul piano educativo, s’impegna a favorire una varietà di comunicazioni formali ed informali al fine di sviluppare un clima costruttivo tra famiglia e scuola e creare un virtuoso circuito relazionale.

Si astiene da ogni forma di discriminazione nei confronti della loro nazionalità, appartenenza etnica,livello sociale e culturale, religione, opinione politica, infermità o altro.

Espone chiaramente ai genitori i suoi obiettivi educativi e culturali, rende conto dei risultati, favorisce il confronto, considera attentamente i problemi che gli vengono presentati, ma respinge imposizioni attinenti alla specifica sfera di competenza tecnico-professionale della docenza.

L’insegnante collabora con altri professionisti (psicologi, medici ecc…) per affrontare situazioni particolari di malessere degli allievi che richiedono l’intervento di diverse competenze professionali.

Partecipa, per quanto possibile, al miglioramento dell’ambiente e all’integrazione della scuola nel territorio, attraverso l’utilizzo delle istituzioni culturali, ricreative e sportive.

Approfondisce, per quanto di propria competenza, la conoscenza e il collegamento con le scuole secondarie di secondo grado tenendone conto ai fini della preparazione e dell’orientamento scolastico degli allievi.

 

Doveri dei docenti

I docenti che accolgono gli alunni devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni.

Il docente della prima ora deve segnare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnare sul registro di classe l'avvenuta o la mancata giustificazione, se l'assenza è superiore a cinque giorni, deve accertare la presenza del certificato medico. Il docente, qualora un alunno dopo due giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, procederà come indicato all’art. 22 c. 5 ovvero esigerà che al terzo giorno l’alunno venga a scuola accompagnato da un genitore.

In caso di ritardo di un alunno il docente della 1^ ora segnerà l'orario di entrata, previa verifica della autorizzazione all’ingresso da parte del D.S. o di chi ne fa le veci quando il ritardo superi i 10 minuti. Tutti i ritardi dovranno essere giustificati con nota scritta e firmata dai genitori. In caso di ritardo abituale, cioè almeno dopo 3 volte, verrà convocato il genitore.

Le uscite anticipate sono autorizzate dal docente solo in presenza del genitore o di un suo delegato (la delega dovrà essere compilata presso la segreteria della scuola negli appositi stampati allegando le fotocopie dei documenti di identità dei delegati). Prima di consegnare l’alunno al genitore (o al delegato), il docente segnerà sul registro di classe la nota con l’orario e la motivazione dell’uscita. La nota dovrà essere controfirmata dal genitore.

I docenti indicano sempre sul registro di classe gli argomenti svolti.

I docenti hanno cura di non lasciare gli alunni da soli; qualora un docente dovesse per pochi minuti allontanarsi dalla propria classe, dovrà avvisare un collaboratore scolastico o un collega affinché vigili sulla classe.

Durante l'intervallo i docenti vigilano sugli alunni secondo le disposizioni stabilite dal Dirigente Scolastico.

Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati.

Al termine delle lezioni i docenti accertano che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine ed i materiali siano riposti negli appositi spazi.

I docenti devono prendere visione dei piani di sfollamento dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza.

I docenti sono tenuti al rispetto di tutte le norme di sicurezza ai sensi della legge 626/94.

I docenti, ove accertino situazioni di pericolo, devono prontamente comunicarlo al D.S.

Eventuali danni riscontrati devono essere segnalati in Presidenza. I danni riscontrati vengono risarciti dal responsabile. Qualora questi non venga individuato, gli insegnanti della o delle classi interessate ne discuteranno in C.d.C. con i genitori ed il risarcimento sarà effettuato in modo collettivo.

I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui e/o approfondimenti telefonici con le famiglie nell'ottica di un rapporto scuola/famiglia più trasparente e fattivo.

Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nell'apposito registro si intendono regolarmente notificati.

I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro.

I docenti devono avvisare le famiglie, tramite comunicazione da far trascrivere sul diario delle le attività didattiche, diverse dalle curricolari.

I registri personali devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto personale a disposizione del Dirigente Scolastico.

 

CAPO III
PERSONALE AMMINISTRATIVO

Art. 20
Doveri del personale amministrativo

Il Personale Amministrativo, indispensabile supporto all'azione didattica, garantisce l'efficienza e l'efficacia del servizio e concorre al conseguimento delle finalità educative.

Il Personale amministrativo al telefono risponde con la denominazione dell'Istituzione Scolastica e il proprio nome.

Non può utilizzare i telefoni cellulari durante l'orario di lavoro e non può utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali.

Cura i rapporti con l'utenza, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa prevista dalla legge.

Collabora con i docenti e garantisce la qualità del rapporto col pubblico e col personale.

Contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il processo comunicativo tra le diverse componenti interne o esterne alla scuola.

Il Personale amministrativo è tenuto al rispetto dell’orario di servizio. Della presenza in servizio fa fede la firma apposta sul registro apposito.

CAPO IV
COLLABORATORI SCOLASTICI

Art. 21
Norme di comportamento e doveri dei collaboratori scolastici

I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di competenza secondo le mansioni loro assegnate.

In ogni turno di lavoro i collaboratori scolastici devono accertare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza, individuali e collettivi, e la possibilità di utilizzarli con facilità.

I collaboratori scolastici:

devono essere presenti all’ingresso e all'uscita degli alunni;

sono facilmente reperibili da parte degli Insegnanti, per qualsiasi evenienza;

collaborano al complessivo funzionamento didattico e formativo;

comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l'eventuale assenza dell'Insegnante dall'aula, per evitare che la classe resti incustodita;

favoriscono l'integrazione degli alunni portatori di handicap;

vigilano sulla sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli, negli spostamenti e nelle uscite degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali;

possono svolgere funzione di accompagnatore durante i viaggi e le visite d'istruzione nel caso in cui se ne avesse la necessità;

riaccompagnano nelle loro classi gli alunni che, al di fuori dell'intervallo e senza seri motivi, sostano nei corridoi;

sorvegliano gli alunni in caso di: 
- uscita dalle classi,
- ritardo, assenza o allontanamento momentaneo dell'insegnante;

impediscono che alunni possano svolgere azioni di disturbo nel corridoio di propria pertinenza, riconducendoli alle loro classi;

adottano un atteggiamento tollerante e disponibile con gli alunni, specialmente con quegli allievi che ne hanno più bisogno;

tengono i servizi igienici sempre decorosi, puliti e accessibili;

provvedono, al termine delle lezioni, alla quotidiana pulizia con acqua e detersivi disinfettanti dei servizi e degli spazi di pertinenza, nonché delle suppellettili delle aule affidate;

non si allontanano dal posto di servizio, tranne che per motivi autorizzati dal D.S.G.A. o dal Dirigente Scolastico;

invitano tutte le persone estranee che non siano espressamente autorizzate dal Dirigente Scolastico a uscire dalla Scuola. A tale proposito si terranno informati sugli orari di ricevimento dei genitori, collocati sempre in ore libere da insegnamento;

prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe, dei collegi dei docenti o dei consigli di istituto, tenendosi aggiornati circa l'effettuazione del necessario servizio;

sorvegliano l'uscita dalle classi prima di dare inizio alle pulizie.

Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione o di pericolo, devono prontamente comunicarlo in segreteria. Segnalano, sempre in segreteria, l'eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi prima di procedere alla sostituzione.

Accolgono il genitore che vuol richiedere l'autorizzazione all'uscita anticipata per il proprio figlio.

Al termine del servizio tutti i collaboratori scolastici, di qualunque turno e a qualsiasi spazio addetti dovranno controllare, dopo aver fatto le pulizie, quanto segue:

che tutte le luci siano spente;

che tutti i rubinetti dei servizi igienici siano ben chiusi;

che siano chiuse le porte delle aule, le finestre e le serrande delle aule e della scuola;

che ogni cosa sia al proprio posto e in perfetto ordine;

che vengano chiuse le porte e i cancelli della scuola;

l’addetto agli uffici controllerà che siano chiuse tutte le porte degli uffici.

Devono apporre la propria firma, per presa visione, sulle circolari e sugli avvisi; in ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all'albo della scuola o inseriti nel registro degli avvisi della scuola si intendono regolarmente notificati al personale tutto.

E' fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere visione delle mappe di sfollamento dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza delle vie di esodo.

 

CAPO V
ALUNNI

Art. 22

Diritti e doveri degli alunni

Il comportamento degli alunni deve ispirarsi alla conoscenza dei diritti, che sono loro riconosciuti nello Statuto delle studentesse e degli studenti della Scuola Secondaria, e al rispetto delle norme che regolano l’istituzione scolastica.

DIRITTI

alla scuola come ambiente formativo sul piano culturale, civico e professionale.

alla libertà di apprendimento e alla libera espressione del pensiero nel rispetto delle opinioni di tutti.

alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.

alla correttezza e alla trasparenza delle procedure di valutazione.

alla continuità didattica.

di conoscere gli obiettivi didattici ed educativi del "curriculum scolastico".

DOVERI

di rispettare l’ambiente scolastico e il personale dell’Istituto.

di rifiutare ogni discriminazione riguardante razza, religione, lingua, opinioni politiche, condizioni psicofisiche.

di rispettare gli orari scolastici e di frequentare le lezioni con regolarità.

di tenere un comportamento corretto all’entrata, all’uscita, nell’intervallo e nei scambi delle lezioni.

di impegnarsi con continuità nello studio e di distribuire razionalmente gli impegni scolastici.

di collaborare con i compagni e gli insegnanti.

di rispettare le apparecchiature didattiche e l’arredamento.

 

Art. 23 

Regolamento disciplinare
attuativo dello Statuto delle studentesse e degli studenti

La Scuola Secondaria Statale di primo grado "Luigi Amat" di Sinnai fa propri i diritti e doveri come esposti nello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria e per una migliore organizzazione interna elabora il seguente

REGOLAMENTO DISCIPLINARE DEGLI ALUNNI

In ogni momento della vita scolastica, compreso il tempo trascorso nelle adiacenze della scuola in attesa dell’entrata, e all’uscita, gli alunni debbono tenere un comportamento corretto e rispettoso nei riguardi degli insegnanti, del personale ausiliario e dei compagni di scuola.

Gli alunni devono presentarsi a Scuola puntualmente, devono indossare un abbigliamento decoroso e adeguato al luogo ed essere forniti dell’occorrente per tutte le lezioni.

Al suono della prima campana gli alunni, in ordine e in silenzio, raggiungeranno le rispettive aule dove troveranno ad attenderli gli insegnanti. Lo stesso silenzio ed ordine dovrà essere mantenuto quando, accompagnati dal docente, gli alunni usciranno dalla Scuola al termine delle lezioni, evitando di trattenersi nell’atrio e nel cortile della scuola.

Gli alunni che arriveranno a scuola con un ritardo fino a 10 minuti, saranno ammessi ugualmente in classe, ma il loro ritardo sarà annotato nel registro di classe. Tutti i ritardi dovranno essere giustificati con nota scritta e firmata dai genitori. In caso di ritardo abituale, cioè almeno dopo 3 volte, verrà convocato il genitore.

Le assenze dovranno essere giustificate di persona da un genitore (o da chi ne fa le veci) o con nota scritta, purché i genitori abbiano preventivamente depositato la firma sul libretto delle giustificazioni alla presenza del Dirigente o di un suo delegato. Per le assenze che superano i 5 giorni la giustificazione del genitore dovrà essere accompagnata dal certificato sanitario rilasciato dal medico curante o dal medico scolastico. Nel caso in cui l’alunno non giustifichi l’assenza per due giorni di seguito, al terzo giorno dovrà venire a scuola accompagnato da un genitore.
Le assenze collettive degli alunni saranno valutate dalla Dirigenza per eventuali provvedimenti disciplinari. Per la giustificazione di tali assenze, gli alunni dovranno essere necessariamente accompagnati da un genitore.

L’alunno può uscire anticipatamente dalla scuola solamente alla presenza di un genitore o di un adulto debitamente delegato.

Tra la 2a e la 3a ora di lezione avrà luogo la ricreazione, della durata di 15 minuti (10.25 – 10.40). Non è previsto alcun intervallo, quando le ore di lezione sono inferiori a quattro. Durante la ricreazione, gli alunni consumeranno la merenda in classe.

Tra una lezione e l’altra gli alunni dovranno stare nelle rispettive aule. E’ assolutamente vietato affacciarsi alle finestre, entrare da soli in bidelleria, abbandonare le aule senza l’autorizzazione degli insegnanti.

I telefoni cellulari non devono essere attivati o usati in nessun modo all’interno della scuola anche al di fuori dei momenti di attività didattica. L’insegnante che si accorgesse della trasgressione sequestrerà il cellulare, come qualunque altro oggetto improprio portato a scuola, consegnandolo in presidenza dove sarà riconsegnato ai genitori in giorni ed ore stabilite. E’ inoltre fatto assoluto divieto di utilizzare qualunque mezzo possa essere lesivo della privacy come, ad esempio, videotelefonini o registratori. Per esigenze reali ed imprescindibili gli alunni potranno utilizzare il telefono della scuola.

Tutti gli alunni sono tenuti a portare a scuola esclusivamente oggetti di stretta pertinenza scolastica.

E’ fatto assoluto divieto di fumare nella scuola e nelle aree adiacenti.

Il decoro delle aule e dei servizi è affidato al senso di responsabilità degli alunni. Nel caso in cui prima dell’uscita, l’aula risulti particolarmente sporca gli alunni, verranno trattenuti dall’insegnante, fino a 10 minuti dal suono della campana, per ripristinare lo stato di decoro.

La famiglia dell’alunno è tenuta al risarcimento dei danni arrecati ai locali e alle attrezzature della scuola.

L’organo collegiale che infligge le eventuali sanzioni disciplinari è il Consiglio di classe, all’interno del quale meglio si può valutare la storia dell’alunno e che meglio può agire anche nei confronti della famiglia perché la stessa collabori nell’opera di educazione e di sensibilizzazione all’assunzione di responsabilità.

La Scuola individua alcune sanzioni disciplinari alternative di natura sociale, culturale e in generale a vantaggio della comunità scolastica che potrebbero meglio di una ammonizione o di un allontanamento incidere nell’opera educativa quali:

il trattenimento al termine delle lezioni fino ad un massimo di dieci minuti per il ripristino dello stato di decoro dell’aula;

il limitare la ricreazione al consumo della merenda o all’uscita in bagno;

l’esclusione dalle uscite didattiche e dai viaggi di istruzione;

l’assegnazione di compiti suppletivi nelle singole discipline;

il far provvedere a pulizie o semplici interventi di manutenzione durante la ricreazione.

Ogni alunno che riceva una sanzione disciplinare può fare ricorso entro 15 giorni dall’inflizione della sanzione stessa all’Organo di Garanzia. Tale organismo, presieduto dal Dirigente Scolastico, è composto da un insegnante e da due rappresentanti dei genitori designati dal Consiglio d’Istituto.

Gli alunni che non osserveranno quanto previsto dal presente regolamento applicativo dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria e delle successive modifiche e integrazioni (D.P.R. 24.06.98 n°249; D.P.R. n.235 21.11.07; D.M. n.30 15.03.) e che turberanno il regolare andamento delle lezioni e/o il regolare funzionamento della scuola incorreranno in adeguate sanzioni disciplinari, secondo quanto previsto dal presente Schema riassuntivo:

 

SANZIONI DISCIPLINARI EROGABILI

Ai sensi del D.P.R. 24.06.1998 n. 249 (Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria) e dell'art. 328 del D.L.vo 16/04/1994, n. 297 e successive modifiche e integrazioni (D.P.R. n.235 21.11.07; D.M. n.30 15.03.)

Prima di sottoporre un allievo a sanzioni disciplinari lo stesso verrà invitato sempre ad esporre le proprie ragioni; la contestazione della mancanza verrà annotata nel diario di classe dal docente o dal dirigente scolastico.

Natura delle
mancanze

Organo
competente

Sanzioni disciplinari

Ritardi frequenti non giustificati.

Insegnante

·1 Ammonizione scritta sul diario dello studente.

·2 Ammonizione scritta sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·3 Al terzo episodio della stessa natura, annotazione sul registro di classe e convocazione dei genitori.

Assenze non giustificate.

Insegnante

·4 Dopo il terzo giorno convocazione dei genitori.

Ripetute assenze saltuarie
o periodiche.

Insegnante

·5 Richiamo verbale da parte del docente.

·6 Comunicazione alla famiglia

Mancanza dei doveri scolastici.

Insegnante

·7 Ammonizione verbale.

·8 Comunicazione scritta ai genitori sul diario dello studente.

·9 Alla terza mancanza della stessa natura, annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·10 Convocazione dei genitori.

Offesa alla dignità personale dei compagni o del personale della scuola. (aggressioni verbali o fisiche, linguaggio irriguardoso e offensivo verso gli altri, …)

Insegnante,
Dirigente,
Consiglio di classe.

·11 Annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·12 Ammonizione scritta da parte del Dirigente Scolastico e comunicazione ai genitori.

·13 Convocazione dei genitori e, in caso di particolare gravità, convocazione del Consiglio di classe con procedura d’urgenza (1) per eventuale provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica sino a 15 giorni e possibile esclusione dalla partecipazione a visite guidate e viaggi d’istruzione.(2)

Disturbo al regolare svolgimento delle attività didattiche.

Insegnante,
Dirigente,
Consiglio di classe.

·14 Annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·15 Ammonizione scritta da parte del Dirigente Scolastico e comunicazione ai genitori.

·16 Convocazione dei genitori e, in caso di particolare gravità, convocazione del Consiglio di classe con procedura d’urgenza (1) per eventuale provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica sino a 10 giorni e possibile esclusione dalla partecipazione a visite guidate e viaggi d’istruzione.(2)

Comportamento che possa essere lesivo della propria e/o altrui incolumità.

Insegnante,
Dirigente,
Consiglio di classe.

·17 Annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·18 Ammonizione scritta da parte del Dirigente Scolastico e comunicazione ai genitori.

·19 Convocazione dei genitori e, in caso di particolare gravità, convocazione del Consiglio di classe con procedura d’urgenza (1) per eventuale provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica sino a 15 giorni e possibile esclusione dalla partecipazione a visite guidate e viaggi d’istruzione.(2)

Mancanze di particolare gravità.

Insegnante,
Dirigente,
Consiglio di classe.

·20 Annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·21 Ammonizione scritta da parte del Dirigente Scolastico e comunicazione ai genitori.

·22 Convocazione dei genitori e, in caso di particolare gravità, convocazione del Consiglio di classe con procedura d’urgenza (1) per eventuale provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica per una durata commisurata alla gravità della mancanza ovvero al permanere della situazione di pericolo.

Danneggiamento a strutture e attrezzature scolastiche.

Insegnante,
Dirigente, Consiglio di classe

·23 Annotazione sul registro di classe e comunicazione ai genitori.

·24 Convocazione dei genitori e, in caso di particolare gravità, convocazione del Consiglio di classe con procedura d’urgenza (1) per eventuale provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica sino a 15 giorni e possibile esclusione dalla partecipazione a visite guidate e viaggi d’istruzione.(2).

·25 Risarcimento economico e, se possibile, riparazione materiale del danno.

(1) Il Consiglio di Classe, in caso di urgenza, può essere convocato con un preavviso non inferiore a 24 ore. La convocazione è effettuata su iniziativa del dirigente scolastico o su richiesta scritta e motivata di almeno 1/3 dei componenti. La convocazione potrà avvenire mediante avviso scritto o telefonico.

(2) Trasformabile in attività a favore della comunità scolastica o in una delle sanzioni alternative indicate nel successivo schema.

 

 

CAPO VI
GENITORI

Art. 24
Responsabilità educative

1. I genitori sono i responsabili più diretti dell'educazione e dell'istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.

2. E’ fondamentale che i genitori si impegnino a:

trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale;

stabilire rapporti corretti con gli insegnanti, collaborando a costruire un clima di reciproca fiducia e di fattivo sostegno;

controllare, leggere e firmare tempestivamente le comunicazioni, inviate dalle scuola, sul libretto personale e sul diario;

partecipare con regolarità alle riunioni previste;

favorire la partecipazione dei figli a tutte le attività programmate dalla scuola;

osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;

sostenere gli insegnanti controllando l'esecuzione dei compiti a casa.

Art. 25
Diritto di Assemblea

I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n° 297.

Le Assemblee si svolgono fuori dall'orario delle lezioni.

L'Assemblea dei genitori può essere di classe, di sezione, di indirizzo.

Art. 26
Assemblea di classe

L'Assemblea di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Classe.

E' convocata dal genitore che la presiede con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta:

a) dagli insegnanti;

b) da un quinto delle famiglie degli alunni della classe.

Il genitore che la presiede richiede per scritto l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno, alle famiglie.

L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.

Dei lavori dell'Assemblea viene redatto il verbale, a cura di uno dei componenti.

Copia del verbale viene inviata al Dirigente Scolastico.

Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe.

Art. 27
Assemblea di sede

L'Assemblea di sede è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di Classe, eletto dall'assemblea.

L'Assemblea è convocata dal genitore che la presiede, con preavviso di almeno cinque giorni.

La convocazione può essere richiesta:

a) da un terzo dei genitori componenti i Consigli di Classe;

b) dalla metà degli insegnanti della sede;

c) da un quinto delle famiglie degli alunni della sede;

d) dai rappresentanti di classe.

Il Presidente richiede per scritto l'autorizzazione a tenere l'assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno, alle famiglie.

L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.

Dei lavori dell'Assemblea viene redattoli verbale, a cura di uno dei docenti eventualmente presenti o da un genitore designato dal Presidente dell'Assemblea.

Copia del verbale viene inviata alla Scuola.

Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Capo d'Istituto e gli insegnanti della sede.

Art. 28
Assemblea dell'Istituzione Scolastica

L'Assemblea è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio d'Istituto, o di Classe, eletto dall'assemblea.

L'Assemblea è convocata dal genitore che la presiede con preavviso di almeno sette giorni.

La convocazione dell'Assemblea può essere richiesta:

a) da 50 genitori;

b) da un quinto dei genitori eletti nei Consigli di Classe;

c) dal Consiglio d'Istituto;

d) dal Dirigente Scolastico.

Il Presidente richiede per scritto l'autorizzazione a tenere l'Assemblea e provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, contenenti l'ordine del giorno, alle famiglie.

L'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori della Assemblea viene redatto verbale a cura di uno dei partecipanti incaricato dal Presidente.

Copia del verbale viene consegnata alla Presidenza.

Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente scolastico e i docenti.

Art. 29
Accesso dei genitori nei locali scolastici

Non è consentita per nessun motivo la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi all'inizio delle attività didattiche.

L'ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche, è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata del figlio. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall'intrattenersi con i genitori durante l'attività didattica anche per colloqui individuali riguardanti l'alunno.

I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento dei docenti.

 

Art. 30
Patto di Corresponsabilità Educativa

Visti i D.P.R. n.249 del 24.6.98 e D.P.R. n.235 del 21.11.07, recante modifiche e integrazioni allo "Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria"

Visto il D.M. n.30 del 15 marzo 2007 "Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti"

Si stipula con la famiglia dell’alunno/a il seguente

PATTO DI CORRESPONSABILITÀ EDUCATIVA

finalizzato a definire in maniera puntuale e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, famiglie e studenti.

Il rispetto di tale Patto costituisce la condizione indispensabile per costruire un rapporto di fiducia reciproca, per potenziare le finalità dell’Offerta Formativa e per guidare gli studenti al successo scolastico.

LA SCUOLA SI IMPEGNA A:

fornire una formazione culturale qualificata, aperta alla pluralità delle idee, nel rispetto dell’identità di ciascuno studente;

offrire un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona, garantendo un servizio didattico di qualità in un ambiente educativo sereno;

favorire il processo di formazione di ciascuno studente, nel rispetto dei suoi ritmi e tempi di apprendimento;

offrire iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, al fine di favorire il successo formativo e abbattere la dispersione scolastica oltre a promuovere il merito e di incentivare le situazioni di eccellenza;

favorire la piena integrazione degli studenti diversamente abili;

promuovere iniziative di accoglienza e integrazione degli studenti stranieri, tutelandone la lingua e la cultura, anche attraverso la realizzazione di iniziative interculturali;

stimolare riflessioni e attivare percorsi volti al benessere e alla tutela della salute degli studenti;

garantire la massima trasparenza nelle valutazioni e nelle comunicazioni mantenendo un costante rapporto con le famiglie, anche attraverso strumenti tecnologicamente avanzati, nel rispetto della privacy;

comunicare alle famiglie l’andamento didattico e disciplinare (valutazioni, assenze, ritardi, …) allo scopo di ricercare ogni possibile sinergia.

I DOCENTI SI IMPEGNANO A:

rispettare, nella dinamica insegnamento/apprendimento, le modalità, i tempi e i ritmi propri di ciascuna persona intesa nella sua irripetibilità, singolarità e unicità;

rispettare la vita culturale e religiosa degli studenti all’interno di un ambiente educativo di apprendimento sereno e partecipativo;

sostenere un rapporto di relazione aperto al dialogo e alla collaborazione;

promuovere la formazione di una maturità orientativa in grado di porre lo studente nelle condizioni di operare scelte autonome e responsabili;

favorire un rapporto costruttivo tra scuola e famiglia attraverso un atteggiamento di dialogo e di collaborazione educative finalizzate a favorire il pieno sviluppo dell’alunno.

 

LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A:

valorizzare l’istituzione scolastica, instaurando un positivo clima di dialogo, nel rispetto delle scelte educative e didattiche condivise, oltre ad un atteggiamento di reciproca collaborazione con i docenti;

conoscere l’Offerta Formativa della scuola e partecipare al dialogo educativo, collaborando con i docenti;

tenersi costantemente informati sull’andamento didattico e disciplinare dei propri figli ;

vietare ai propri figli l’uso del cellulare in classe o di altri dispositivi elettronici o audiovisivi;

intervenire tempestivamente e collaborare con l’ufficio di Presidenza e con il Consiglio di classe, nei casi di scarso profitto;

risarcire la scuola per i danneggiamenti arrecati dall’uso improprio dei servizi, per i danni agli arredi e alle attrezzature e per ogni altro danneggiamento provocato da cattivo comportamento e in concorso con altri risarcire il danno quando l’autore del fatto non dovesse essere identificato;

informare la scuola su eventuali problematiche che possono avere ripercussioni sull’andamento scolastico dello studente;

sostenere e controllare i propri figli nel rispetto degli impegni scolastici;

vigilare sulla puntualità di ingresso a scuola e sull’assidua frequenza dello studente;

discutere, presentare e condividere con i propri figli il patto educativo sottoscritto con l’istituzione scolastica.

L’ALUNNO SI IMPEGNA A:

condividere l’impegno di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola;

rispettare il regolamento vigente;

presentarsi con puntualità alle lezioni;

rispettare le persone, le cose, gli ambienti e le attrezzature;

usare un linguaggio adeguato ad un ambiente educativo nei confronti dei docenti, dei compagni e di tutto il personale della scuola;

non fare uso del cellulare a scuola o di altri dispositivi elettronici o audiovisivi che possano essere lesivi della privacy;

collaborare con le altre componenti della comunità scolastica;

studiare e partecipare in modo costruttivo a tutte le attività scolastiche, nel rispetto di sé e degli altri;

svolgere con regolarità i compiti assegnati;

portare sempre gli strumenti di lavoro previsti per ogni disciplina;

osservare scrupolosamente le disposizioni e le istruzioni impartite ai fini della sicurezza collettiva ed individuale;

utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le altre attrezzature della scuola, nonché i dispositivi di sicurezza.

 

CAPO VII
LABORATORI

Art. 31
Uso dei laboratori e delle aule speciali
Norme generali

I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che ha il compito di mantenere una lista dei materiali presenti (attrezzature, manuali, licenze d’uso,…), curata dal D.S.G.A., curare e affiggere il regolamento specifico sull’uso del laboratorio, tenere il registro del laboratorio e i moduli di postazione nelle aule d’informatica, proporre nuovi acquisti e interventi di aggiornamento, manutenzione e riparazione delle attrezzature, curare il calendario delle lezioni in laboratorio, concordare con il Dirigente Scolastico e con i docenti interessati i tempi di utilizzo del laboratorio nelle attività scolastiche ed extrascolastiche.

Ogni laboratorio o aula speciale è affidato dal Dirigente Scolastico ad un docente responsabile nella cura degli strumenti e dei materiali, aiuta i docenti d’aula nella preparazione e nello svolgimento delle attività didattiche di laboratorio, accerta il riordino della strumentazione e dei materiali usati alla fine delle attività.

Le chiavi dei laboratori e aule speciali sono affidate al personale ausiliario del piano che è tenuto a consegnarle soltanto al Dirigente Scolastico, al D.S.G.A., ai docenti.

I docenti che accompagnano la classe nel laboratorio/aula speciale, se non già inseriti nell'orario, devono effettuare la prenotazione sull’apposito calendario settimanale, affisso a cura del responsabile ed affidato ai collaboratori scolastici.

I docenti devono sorvegliare e assistere gli alunni nelle attività didattiche nei laboratori e aule speciali. In caso di danni, manomissioni, furti i docenti sono tenuti a interrompere le attività avvertendo immediatamente il docente responsabile.

I docenti alla fine delle lezioni devono assicurandosi che le attrezzature e i materiali siano lasciate in ordine e compilare il registro del laboratorio annotando le attività svolte.

Gli alunni non possono accedere ai laboratori se non in presenza di un docente o dell’assistente tecnico.

L’accesso al laboratorio deve essere silenzioso ed ordinato.

Eventuali indumenti, zaini o qualsiasi altro oggetto ritenuto inutile per lo svolgimento della lezione devono essere tenuti lontani dalla propria postazione di lavoro, onde evitare intralci allo svolgimento della stessa e ad un’eventuale evacuazione d’emergenza.

Nei laboratori e aule speciali è vietato consumare cibi o bevande, lasciare carte, fogli o qualsiasi altro oggetto che possano sporcare o danneggiare gli strumenti presenti.

Gli alunni dovranno occupare le postazioni indicate dagli insegnanti presenti nelle ore di laboratorio e sono direttamente responsabili di eventuali danni o manomissioni delle apparecchiature o di qualsiasi altro oggetto in dotazione al laboratorio.

Alla fine della lezione l’alunno è tenuto a riporre il materiale utilizzato in modo ordinato, lasciando la propria postazione nella condizione in cui gli è stata consegnata.

In particolare nelle aule d’informatica:

· i docenti devono compilare il registro delle presenze/segnalazioni indicando il proprio nominativo, la classe, la data e l’ora di utilizzo;

· gli alunni possono utilizzare floppy disk, CD, DVD, penne USB personali solo previa autorizzazione del docente d’aula;

· l’uso delle stampanti va effettuato in modo oculato e solo previa autorizzazione del docente d’aula, per evitare spreco di carta e inchiostro o toner;

· per motivi di manutenzione i PC possono essere riformattati dal responsabile senza alcun preavviso, quindi è opportuno salvare i dati importanti in supporti di memoria esterni personali;

· è vietato cancellare o alterare i file presenti nell’hard disk e i dati di altri utenti;

· è vietato installare e/o utilizzare software diverso da quello per cui la scuola è regolarmente dotata di licenza d’uso;

· è vietato aggiornare i programmi o installare nuovi software; chiunque ne abbia bisogno deve farne richiesta al docente responsabile;

· è vietato fare copie del software presente nelle postazioni, salvo autorizzazione del docente responsabile e solo nel caso si tratti di "free software";

· gli alunni possono usare le postazioni per accedere alla rete Internet solo per scopi didattici autorizzati dal docente;

· si possono scaricare materiali da Internet solo previa autorizzazione del docente;

· è vietato usare tutti i servizi della rete Internet (posta elettronica, chat, forum, blog, …) per scopi personali non collegati alle attività didattiche;

· il responsabile del laboratorio curerà la gestione e la configurazione della rete LAN del laboratorio d’informatica;

· il responsabile del laboratorio effettuerà periodicamente l’aggiornamento del software antivirus e il corretto funzionamento del firewall.

Art. 32
Sussidi didattici

La scuola è fornita di sussidi per il lavoro educativo-didattico e di materiale il cui elenco è esposto e consultabile presso ogni sede scolastica. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi.

Art. 33
Diritto d'autore

Il materiale cartaceo, audiovisivo ed informatico è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore.

Art. 34
Aula magna e strutture audiovisive

L’utilizzo dell'aula magna della sede centrale e delle attrezzature mobili audiovisive delle due sedi dovrà avvenire con prenotazione tramite registro affidato ai collaboratori scolastici.

Art. 35
Uso esterno della strumentazione tecnica
(macchine fotografiche, telecamere, portatili, sussidi vari, ecc...)

L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal D.S.G.A.; va segnalato nell'apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell'attrezzatura, l'incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull'apposito registro la data dell'avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.

Art. 36
Biblioteca

1. La biblioteca costituisce uno strumento didattico di primaria importanza per la vita della scuola; è accessibile a tutte le componenti della scuola: docenti, studenti, genitori, personale A.T.A.

2. Il Dirigente Scolastico nomina uno o più Responsabili della Biblioteca con il compito di sovraintendere al suo funzionamento e verificare periodicamente la consistenza delle dotazioni.

3. Alla Biblioteca della scuola si accede secondo un calendario settimanale prestabilito e opportunamente pubblicizzato.

4. I docenti promuovono l'aggiornamento del patrimonio librario, documentario, audiovisivo ed informatico, secondo le esigenze didattiche e culturali dell'Istituzione, recependo i suggerimenti specifici anche espressi dalle altre componenti scolastiche per quanto di loro competenza.

5. Gli studenti, per il tramite dei docenti, possono proporre l'acquisto di materiale librario, audiovisivo e/o informatico.

6. Non possono essere date in prestito opere di particolare valore, dizionari, enciclopedie, VHS, salvo autorizzazione scritta dei Responsabili.

7. I libri possono essere dati in prestito per un periodo di 15 giorni, prorogabili di altri 15 se nessun altro ha richiesto lo stesso materiale; il materiale audiovisivo può essere dato in prestito per non più di due giorni, compatibilmente con la programmazione dei docenti.

8. Il materiale concesso in prestito viene annotato negli appositi registri.

9. Chi non restituisce il materiale avuto in prestito nei tempi previsti è escluso dal prestito per un periodo di sei mesi. Chi ottiene il libro o altro materiale in consultazione o in prestito è responsabile dei danni eventualmente arrecati e, nel caso di smarrimento o grave deterioramento, è tenuto alla reintegrazione o al risarcimento.

Art. 37
Utilizzo delle infrastrutture sportive della scuola

La palestra e le sue attrezzature sono riservate, durante le ore di lezione, agli alunni. Per ragioni di tipo igienico in palestra si dovrà entrare solamente con le scarpe da ginnastica.

Art. 38
Uso degli strumenti di scrittura e duplicazione

1. Le attrezzature della scuola per la stampa e la riproduzione (fax, fotocopiatrice, computer), oltre al primario uso didattico ed amministrativo, possono essere utilizzate da tutte le componenti scolastiche per attività di esclusivo interesse della scuola. É escluso l'utilizzo degli strumenti della scuola per scopi personali.

2. L’uso dei fotocopiatori è riservato ai collaboratori scolastici ai quali i docenti richiederanno le fotocopie con anticipo di almeno un giorno.

Art. 39
Il sito web della scuola

L’Istituzione Scolastica possiede un sito web per il quale viene nominato dal Dirigente Scolastico un docente referente, che ha il compito di curare l’aggiornamento del sito e delle informazioni in esso contenute.

É possibile suggerire la pubblicazione sul sito di rubriche o pagine, facendone richiesta al referente che deciderà insieme al Dirigente Scolastico se accogliere la domanda.

La pubblicazione nel sito di foto o dati personali degli alunni è possibile solo dopo aver ottenuto la liberatoria da parte dei genitori.

 

CAPO VIII
SICUREZZA

Art. 40
Norme di comportamento

Alunni:

Tenere un contegno corretto astenendosi da qualsiasi genere di atti che possano arrecare danno agli altri studenti e al personale presente nella scuola;

Osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni in materia di sicurezza richiamate da specifici cartelli o indicate dai responsabili;

Non rimuovere gli estintori dalla posizione segnalata;

Non accedere nelle zone o nei locali in cui vige il divieto di ingresso ai non autorizzati.

Personale docente:

Osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni in materia di sicurezza richiamate da specifici cartelli o indicate dai responsabili;

Segnalare tempestivamente ai responsabili ogni eventuale anomalia o condizione di pericolo rilevata;

Non circolare né sostare nei sottopiani, cavedi, ecc., degli edifici salvo giustificato motivo di lavoro e previa autorizzazione dei superiori;

Non accedere nelle zone o nei locali in cui vige il divieto di ingresso ai non autorizzati.

ATA:

Osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni in materia di sicurezza richiamate da specifici cartelli o indicate dai responsabili;

Ogni contenitore (prodotti per la pulizia) deve riportare l'etichetta con l'indicazione ben leggibile del contenuto;

Non utilizzare bottiglie di bevande per il contenimento di altri liquidi, né abbandonare i contenitori vuoti nei locali della scuola;

Depositare i materiali nelle zone prestabilite e comunque in modo da non ingombrare, ostacolare e/o impedire, anche solo parzialmente l'accesso alle uscite di sicurezza, al transito sulle vie di fuga (corridoi, scale di sicurezza, ecc...), in prossimità di mezzi ed impianti atti ad intervenire sugli incendi, ed in generale la normale circolazione;

Non rimuovere gli estintori dalla posizione segnalata;

Se viene usato il materiale della cassetta di pronto soccorso ripristinare la scorta;

Disporre in modo ordinato, stabile e razionale gli attrezzi di uso comune;

Non accedere nelle zone o nei locali in cui vige il divieto di ingresso ai non autorizzati;

Adoperare gli attrezzi solamente per l'uso cui sono destinati e nel modo più idoneo evitando l'uso di mezzi di fortuna o di attrezzi diversi da quelli predisposti o di apportare agli stessi modifiche di qualsiasi genere;

Mantenere i videoterminali nella posizione definita secondo i principi dell'ergonomia delle norme di legge e di buona tecnica. Qualsiasi variazione che si rendesse necessaria deve essere concordata con il proprio responsabile;

Usare i DPT (dispositivi di protezione individuale) secondo le indicazioni;

Negli armadi o negli scaffali disporre in basso i materiali più pesanti;

Non dare in uso scale, utensili e attrezzi al personale di ditte esterne che si trovino a lavorare nella scuola;

Riporre le chiavi nelle apposite bacheche, dopo l'uso;

Le uscite di sicurezza debbono essere agibili prima dell'inizio delle lezioni;

In caso di infortunio, riferire al più presto ed esattamente ai responsabili della scuola sulle circostanze dell'evento.

 

CAPO IX
COMUNICAZIONI

Art. 41
Distribuzione materiale informativo e pubblicitario

1. Nessun tipo di materiale informativo o di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque nell'area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico.

2. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo.

Art. 42
Comunicazioni docenti - genitori

Saranno programmati annualmente incontri pomeridiani delle famiglie con gli insegnanti della scuola. Inoltre, qualora se ne ravvisi la necessità, verranno inviate alle famiglie tempestive informazioni scritte relative, secondo i casi, alla frequenza, al profitto, al comportamento dell'alunno: in particolare, saranno comunque comunicate alle famiglie le valutazioni quadrimestrali e, su delibera del Collegio, anche quelle interperiodali, accompagnate dalla eventuale segnalazione degli interventi di sostegno e di recupero che l'alunno deve sostenere e l'esito di tali interventi.

Gli insegnanti, di norma, sono disponibili ad incontri individuali quando venga fatta esplicita richiesta in tal senso dalla famiglia. In questi casi si concorda, tramite il diario degli alunni, l'orario di ricevimento. La scuola, in casi urgenti o per segnalare situazioni particolari, invierà alle famiglie degli alunni una lettera di convocazione.

In caso di sciopero del personale la scuola avvertirà le famiglie con apposito comunicato e con congruo anticipo. Non sempre sarà possibile garantire il normale svolgimento delle lezioni. In situazioni di emergenza verranno comunque impartite opportune disposizioni.

Allo scopo di mantenere vivo e proficua collaborazione tra le famiglie e la scuola i genitori sono invitati ad utilizzare al massimo le occasioni offerte partecipando alle assemblee di classe ed ai colloqui individuali con i docenti nelle occasioni di ricevimento. Sono consentite proposte e altre forme di collaborazione con gli Organi collegiali tendenti al miglioramento della funzionalità complessiva della struttura scolastica.

Art. 43
Informazione sul Piano dell'offerta formativa

Una copia del POF viene fornita a ciascun alunno all’atto dell’iscrizione. All'inizio dell'anno scolastico il coordinatore del consiglio di classe illustra agli studenti ed alle famiglie le opportunità offerte dal piano dell'offerta formativa, comprensivo di tutte le attività e iniziative didattiche e formative facoltative e/o opzionali.

Le attività didattiche aggiuntive facoltative saranno organizzate secondo i tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.

Le comunicazioni agli alunni ed ai genitori sono fatte normalmente con circolari scritte inviate in lettura nelle classi. In forma ufficiale viene adottata anche la pubblicazione in bacheca, in particolare per gli atti che devono essere riportati a conoscenza di tutti.

Una copia del P.O.F. deve essere facilmente reperibile ad ogni piano di ogni sede.

CAPO X
ACCESSO DEL PUBBLICO

Art. 44
Accesso di estranei ai locali scolastici

Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di "esperti" a supporto dell'attività didattica chiederanno, di volta in volta, l'autorizzazione al Dirigente Scolastico. Gli "esperti" permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente.

Nessun altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell'edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.

Dopo l'entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso, esclusa quella in cui presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto.

Chiunque ha libero accesso, durante le ore di apertura della scuola, al locale dove si trova l'albo d'istituto per prendere visione degli atti esposti e può accedere all'Ufficio di Presidenza e di segreteria durante l'orario di apertura dei medesimi.

I tecnici che operano alle dipendenze della Amministrazione Comunale, Provinciale o Regionale possono accedere ai locali scolastici per l'espletamento delle loro funzioni.

I signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi esibendo tesserino di riconoscimento.

 

CAPO XI
CIRCOLAZIONE MEZZI ALL'INTERNO
DELL'AREA SCOLASTICA

Art. 45
Accesso e sosta

1. E' consentito l'accesso con la macchina nei cortili dei plessi scolastici ai genitori, o chi ne fa le veci, di alunni portatori di handicap per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani dal flusso degli altri alunni.

2. L'accesso ed il parcheggio delle autovetture negli spazi di pertinenza della scuola è riservato.

3. I genitori degli alunni minorenni per il parcheggio dei motorini devono inoltrare formale richiesta di autorizzazione alla Presidenza. In esso sono riportate le dichiarazioni di responsabilità e gli obblighi d'uso che i genitori, per i minorenni, devono sottoscrivere per ottenere l'autorizzazione.

4. Moto, motorini e biciclette devono essere sistemati in modo ordinato solo ed esclusivamente nelle aree destinate a raccogliere tali mezzi.

5. I parcheggi di cui sopra sono incustoditi e pertanto la scuola, non potendo garantire la custodia dei mezzi di cui trattasi, non assume responsabilità di alcun genere per eventuali danni o furti a carico dei mezzi medesimi.

6. I mezzi devono procedere a passo d'uomo e con prudenza allorché transitano su aree interne di pertinenza della scuola.

7. In casi di emergenza, per comportamenti non prudenti o quando si ravvisano difficoltà di funzionamento e di uso degli spazi interessati, il Dirigente Scolastico può adottare i provvedimenti opportuni, anche di carattere restrittivo.

8. I veicoli degli operatori che devono effettuare interventi di manutenzione nella struttura scolastica ed i veicoli per il trasporto sono autorizzati ad entrare nelle aree procedendo a passo d'uomo e con prudenza.

 

APPENDICE A

Statuto delle studentesse e degli studenti

(D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 modificato dal D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235)

Art. 1 (Vita della Comunità scolastica)

La scuola è luogo di formazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della conoscenza critica .

La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca e di esperienza sociale, informata ai valori democratici, nella quale ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e con i principi generali dell'ordinamento italiano.

La comunità scolastica, interagendo con la più vasta comunità civile e sociale di cui è parte, fonda la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva.

La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di opinione ed espressione, sulla libertà religiosa, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Art. 2 (Diritti)

Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso la possibilità di formulare richieste e di sviluppare temi liberamente scelti.

La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.

Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle scelte che regolano la vita della scuola.

Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.

Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione.

Gli studenti esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività opzionali e tra le attività facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche, integrative e complementari sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e di vita degli studenti.

La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

a) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
b) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;
c) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica;
d) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni.

La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.

I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione e del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.

Art. 3 (Doveri)

Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.

Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.

Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti ad mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all'art.1.

Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti.

Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.

Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.

Art. 4 (Disciplina)

L'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, è sostituito dal seguente:

I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell’art. 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati.

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino dei rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica.

La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.

Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all’infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano.

Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.

Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal consiglio di classe. Le sanzioni che comportano l'allontanamento superiore a quindici giorni e quelle che implicano l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto.

Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni.

Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essere previsto un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinamento con la famiglia e, ove necessario, anche con i servizi sociali e l'autorità' giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo che miri all'inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la durata dell'allontanamento é commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8.

9-bis Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave, o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità scolastica con l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell'anno scolastico.

9-ter. Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l'infrazione disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato.

Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente é consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.

Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.

 

 

Art. 5 (Impugnazioni)

L'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, è sostituito dal seguente:

Contro le sanzioni disciplinari é ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante eletto dagli studenti nella scuola secondaria superiore e dai genitori nella scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli studenti e da un rappresentante eletto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da due rappresentanti eletti dai genitori, ed é presieduto dal dirigente scolastico.

L'organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento.

Il Direttore dell'ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione é assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell'ambito della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell'ufficio scolastico regionale o da un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.

L'organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell'esame della documentazione acquisita o di eventuali memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall'Amministrazione.

Il parere di cui al comma 4 é reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l'organo di cui al comma 3 abbia rappresentato esigenze istruttorie, il direttore dell'ufficio scolastico regionale può decidere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all'articolo 16, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità più idonee di designazione delle componenti dei docenti e dei genitori all'interno dell'organo di garanzia regionale al fine di garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso.

L'organo di garanzia di cui al comma 3 resta in carica per due anni scolastici.

Art. 5-bis (Patto educativo di corresponsabilità)

Contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, é richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.

I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1.

Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.

Art. 6. (disposizioni finali)

I regolamenti delle scuole e la Carta dei Servizi previsti dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.

Del presente Regolamento e dei documenti fondamentali di ogni singola istituzione scolastica è fornita copia agli studenti all’atto dell’iscrizione.

È abrogato il capo III del titolo I del Regio Decreto 4 maggio 1925, n. 653.

 

APPENDICE B

Regolamento dell'Organo di Garanzia

 

Art. 1

L'Organo di Garanzia interno all'Istituto, previsto dall'art. 5, commi 2 e 3 dello Statuto delle studentesse e degli studenti (modificato e integrato dall’art. 2 del DPR n. 235 del 21.11.2007), è istituito e disciplinato dal presente regolamento.

Art. 2

L'Organo di Garanzia interno della scuola è composto dal Dirigente Scolastico, che ne assume la presidenza, da un docente e da due genitori indicati dal Consiglio di Istituto.

Art. 3

Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, entro 15 giorni dalla notifica della sanzione disciplinare, da parte dei genitori all'Organo di Garanzia interno che decide in via definitiva entro dieci giorni dalla notifica del ricorso.

Art. 4

L'Organo di Garanzia decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, anche nei conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento, e dello Statuto delle Studentesse e degli studenti.

Art. 5

La convocazione dell'Organo di garanzia spetta al Presidente, che provvede a designare, di volta in volta, il segretario verbalizzante. L'avviso di convocazione va fatto pervenire ai membri dell'Organo, per iscritto, almeno 5 giorni prima della seduta.

Art. 6

Per la validità della seduta è richiesta la presenza della metà più uno dei componenti. Il membro, impedito ad intervenire, deve far pervenire al Presidente dell'Organo di Garanzia, possibilmente per iscritto, prima della seduta la motivazione giustificativa dell'assenza.

Art. 7

Ciascun membro dell'Organo di garanzia ha diritto di parola e di voto; l'espressione del voto è palese. Non è prevista l'astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Art. 8

Qualora l'avente diritto avanzi ricorso (che deve essere presentato per iscritto), il Presidente dell'Organo di garanzia, preso atto dell'istanza inoltrata, dovrà convocare mediante lettera i componenti l'Organo non oltre 5 giorni dalla presentazione del ricorso medesimo.

Art. 9

Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili allo svolgimento dell'attività dell'Organo, finalizzata alla puntuale considerazione dell'oggetto all'ordine del giorno.

Art. 10

L'esito del ricorso va comunicato per iscritto all'interessato.

 

APPENDICE C

Schema di regolamento dei viaggi d’istruzione e delle visite guidate

I viaggi d’istruzione costituiscono iniziative complementari delle attività curricolari della scuola; pertanto non possono avere finalità meramente ricreative o di evasione dagli impegni scolastici, ma devono tendere a precisi scopi sul piano sia didattico culturale, sia su quello dell’educazione alla salute e allo sport.

I viaggi d’istruzione devono contribuire a migliorare il livello di socializzazione tra studenti e tra studenti e docenti, in una dimensione di vita diversa dalla normale routine scolastica.

Al fine di ridurre i costi del viaggio, è opportuno accorpare le classi che viaggiano con identica meta ed analogo mezzo di trasporto.

Art. 1

Ad inizio anno il Collegio dei docenti stabilisce il periodo di attuazione dei viaggi.

Art. 2

I viaggi d’istruzione vanno progettati ed approvati dal Consiglio di Classe ad integrazione della normale programmazione didattico-culturale di inizio anno, sulla base degli obiettivi didattici ed educativi ivi prefissati ed approvati dal Collegio dei docenti.

Per raggiungere tali obiettivi è necessario che gli alunni siano preventivamente forniti di tutti gli elementi conoscitivi e didattici idonei a documentarli ed orientarli sul contenuto del viaggio al fine di promuovere una vera e propria esperienza di apprendimento.

L’indispensabile preparazione preliminare finalizzata a trasmettere le necessarie informazioni può richiedere la predisposizione di materiale didattico adeguato e va integrata con la opportuna programmazione di momenti di rielaborazione e verifica delle esperienze vissute.

Art. 3

Il Consiglio di Classe nella programmazione di inizio anno propone le mete del viaggio ed indica due accompagnatori di cui uno può essere sostituito con una unità di Personale Ata.

E’ necessario, inoltre, che le classi partecipino per i due terzi al viaggio di istruzione.

Art. 4

Gli insegnanti accompagnatori, scelti fra i docenti della classe, che hanno la priorità, devono essere uno ogni 15 alunni. Nel caso di impedimento di un accompagnatore, il Dirigente provvederà alla sua sostituzione In ogni caso, di norma, ciascuna classe deve avere un proprio insegnante come accompagnatore.

Art. 5

La richiesta di autorizzazione ai genitori alla partecipazione al viaggio del figlio/a va corredata dal programma del viaggio, con le scadenze relative ai versamenti della quota del viaggio.

Art. 6

Per i viaggi d’istruzione nel corso dell’anno scolastico, non possono essere utilizzati più di sei giorni di lezione ( esclusi i giorni festivi). Solo nel caso di progetti particolari e documentati (Settimana sulla neve, gemellaggi, scambi nell’ambito del Comenius,ecc…) connessi con la programmazione didattica verranno autorizzati periodi di maggiore durata.

Art. 7

Le quote di partecipazione previste per ogni viaggio non dovranno essere tali da creare discriminazione.

I costi del viaggio d’istruzione saranno a totale carico degli studenti. La scuola potrà partecipare alle spese, accertata la disponibilità di fondi, per quegli alunni meritevoli che si trovassero in condizioni economiche svantaggiate da documentare.

Ciascun allievo provvederà a versare la propria quota di partecipazione tramite modulo di c.c.p. della scuola secondo la modalità comunicata alla famiglia. L’Istituto pagherà ai docenti la sola indennità di missione, soltanto nel caso di viaggi all’estero.

Al termine di ogni viaggio di istruzione, l’Insegnante referente dovrà fare una relazione del viaggio.

 

Art. 8

Le visite guidate di una sola giornata si effettueranno presso complessi aziendali, mostre, monumenti, musei, gallerie, località d’interesse storico-artistico, parchi naturali e saranno in numero di due o tre per ciascuna classe nell’arco dell’anno scolastico. L’organizzazione deve essere progettata possibilmente all’inizio dell’anno dal Consiglio di Classe.

Il Referente della visita avrà cura di compilare gli stampati predisposti e di consegnarli entro il 30 gennaio. Ultimata la visita, il Referente avrà cura di completare il modulo con la relazione finale e riconsegnarlo al Dirigente scolastico.

APPENDICE D

Procedura per la denuncia degli infortuni

1. Infortuni nei laboratori o nelle palestre

1.1 Obblighi da parte dell'infortunato

Dare immediata notizia di qualsiasi infortunio accada, anche lieve al Dirigente Scolastico o, in sua assenza, a chi ne fa le veci;

Far pervenire, con urgenza, in segreteria il referto medico originale relativo all'infortunio.

1.2 Obblighi da parte del docente

Prestare assistenza all'alunno e avvisare il Dirigente Scolastico o, in sua assenza, chi ne fa le veci;

Far intervenire l'autoambulanza ove necessario;

Avvisare i familiari;

Accertare la dinamica dell'incidente;

Stilare urgentemente il rapporto sul modulo interno appositamente predisposto e disponibile in segreteria o presso i collaboratori scolastici che avranno cura di consegnarlo al Dirigente Scolastico.

1.3 Obblighi da parte della segreteria

Registrare l'infortunio sull'apposito Registro Infortuni (devono essere annotati cronologicamente gli infortuni che comportano un'assenza di almeno un giorno);

Assumere a protocollo la dichiarazione (modello interno) del docente o di chi ha assistito all'infortunio e inviarlo in allegato a I.N.A.I.L., ad autorità di P.S. ed all'assicurazione (vedi art. 1.3.c);

Assumere a protocollo, non appena se ne viene in possesso e facendo compilare il modello interno dal quale è rilevabile l'orario di consegna, la documentazione medica prodotta: 1 copia nel fascicolo personale, la copia originale all'I.N.A.I.L (la documentazione va inviata all’INAIL tassativamente entro 2 giorni dal ricevimento della documentazione medica), 1 copia conforme all'autorità di P.S., 1 copia conforme agli atti;

In caso di prognosi inferiore o uguale a tre giorni decade l'obbligo della denuncia all'I.N.A.I.L. e all'autorità di P.S.;

In caso di prognosi superiore a tre giorni compilare l'apposita modulistica per la denuncia d'infortunio (le prime 3 copie da inviare, tramite raccomandata, con lettera di accompagnamento entro 48 ore all'I.N.A.I.L., la quarta copia da inviare all'autorità di P.S. del luogo dove è avvenuto l'infortunio o in mancanza al Sindaco del Comune con lettera di accompagnamento entro 48 ore tramite raccomandata o fax o a mano con richiesta di ricevuta, la quinta copia in originale nel fascicolo personale e la fotocopia agli atti);

In caso di morte o pericolo di morte far precedere la denuncia diretta all'I.N.A.I.L. da comunicazione telegrafica entro 24 ore dall'evento;

Quando l'inabilità per infortunio pronosticato guaribile entro tre giorni si prolunghi al quarto o oltre, il termine della denuncia decorre dal giorno di assunzione a protocollo del certificato medico attestante il prolungamento e seguire i punti sopra esposti;

Compilare la denuncia per l'assicurazione secondo il modello predisposto dalla stessa e spedirlo entro 3 giorni con lettera di accompagnamento corredata di tutta la documentazione utile;

Informare l'infortunato delle condizioni di assicurazione e ricordargli di provvedere entro i termini previsti per richiedere il rimborso, tramite la scuola, delle eventuali spese sostenute.

2. Infortuni durante le visite guidate o i viaggi d'istruzione

2.1 Obblighi da parte dell'infortunato

Dare immediata notizia di qualsiasi infortunio accada, anche lieve al Dirigente Scolastico o, in sua assenza, a chi ne fa le veci;

Far pervenire, con urgenza, in segreteria il referto medico originale relativo all'infortunio;

Obblighi da parte del docente;

Portare con sé il modello di relazione d'infortunio;

Prestare assistenza all'alunno;

Far intervenire l'autoambulanza ove necessario o provvedere ad accompagnare l'alunno in ospedale e richiedere la certificazione medica con prognosi;

Avvisare il Dirigente Scolastico o, in sua assenza, chi ne fa le veci;

Trasmettere con la massima urgenza e via fax all'ufficio della segreteria della scuola la relazione ed il certificato medico con prognosi;

Consegnare, al rientro, in segreteria ed in originale la relazione ed il certificato medico con prognosi ed eventuali ricevute di spese sostenute.

2.3 Obblighi da parte della segreteria

Quanto previsto al punto 1.3 con la precisazione che se l'evento è accaduto in territorio estero l'autorità di P.S. da considerare è quella del primo luogo di fermata in territorio italiano.

3. Infortuni occorsi in servizio a tutto il personale dentro l'istituto o nelle immediate vicinanze o durante le visite guidate o i viaggi d'istruzione

3.1 Obblighi da parte dell'infortunato

Dare immediata notizia di qualsiasi infortunio gli accada al Dirigente Scolastico o, in sua assenza, a chi ne fa le veci;

Stilare urgentemente, se ne è in grado, il rapporto sul modulo interno prima di lasciare la scuola;

Se l'infortunio avviene durante le visite guidate e i viaggi d'istruzione:

recarsi in ospedale e richiedere la certificazione medica con prognosi;

trasmettere con la massima urgenza e via fax all'ufficio della segreteria della scuola la relazione ed il certificato medico con prognosi;

consegnare, al rientro, in segreteria ed in originale la relazione ed il certificato medico con prognosi ed eventuali ricevute di spese sostenute.

3.2 Obblighi da parte della segreteria

Quanto previsto al punto 1.3 con le opportune integrazioni e/o modifiche.

APPENDICE E

Schema di regolamento per la disciplina degli incarichi di agli esperti esterni ai sensi dell’art. 40 D.I. n. 44 del 1/02/2001

 

Art.1
Finalità e ambito di applicazione

Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell'art.40 del Decreto interministeriale n.44 del 1/2/2001, le modalità ed i criteri per il conferimento di contratti di prestazione d'opera per attività ed insegnamenti che richiedano specifiche e peculiari competenze professionali, nell'ambito della programmazione didattica annuale, al fine di sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche deliberate nel POF.

Art. 2
Requisiti professionali

Con riferimento all’art. 46 del D. L.vo 112/2008 per ciascuna attività o progetto deliberati nel POF per lo svolgimento delle quali si renda necessario il ricorso alla collaborazione di docenti esperti, la scuola conferirà incarichi individuali, di natura occasionale, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione.

Art. 3
Pubblicazione degli avvisi di selezione

1. All'inizio dell'anno scolastico, il Dirigente, sulla base del piano dell'offerta formativa (POF) e alla previsione dei progetti che saranno deliberati nel programma annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali possono essere conferiti contratti ad esperti esterni e ne dà informazione con uno o più avvisi da pubblicare all'albo ufficiale della scuola e sul proprio sito web o altra forma di pubblicità ritenuta più opportuna.

2. Gli avvisi dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, i titoli che saranno valutati, la documentazione da produrre, nonché l'elenco dei contratti che s'intendono stipulare. Per ciascun contratto deve essere specificato:

l'oggetto della prestazione;

la durata del contratto: termini di inizio e conclusione della prestazione;

il corrispettivo proposto per la prestazione.

3. I candidati devono essere in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego.

4. Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente scolastico, può presentare domanda alla scuola ai fini dell'individuazione dei contraenti cui conferire il contratto.

Art. 4
Determinazione del compenso

I criteri riguardanti la determinazione dei corrispettivi per i contratti di cui al presente regolamento saranno annualmente determinati dal Consiglio d'istituto.

Il compenso massimo da corrispondere all'esperto per ogni ora di lezione, tenuto conto del tipo di attività e dell'impegno professionale richiesto, è stabilito nella misura di seguito specificata a fianco dei relativi insegnamenti:

corsi di formazione docenti max € 50,00

gestione laboratori artistici/espressivi/tecnico pratici (teatro, arte, ed. motoria ...) max € 40,00

docenza rivolta agli alunni max € 45,00

Art. 5
Individuazione dei contraenti

I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente Scolastico mediante valutazione comparativa.

La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:

curriculum complessivo del candidato;

contenuti e continuità dell'attività professionale e scientifica individuale o svolta presso studi professionali, enti pubblici o privati;

pubblicazioni e altri titoli.

Per la valutazione comparativa dei candidati il Dirigente scolastico farà riferimento almeno ai seguenti criteri:

livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;

congruenza dell'attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obiettivi formativi dell'insegnamento o dell'attività formativa per i quali è bandita la selezione;

eventuali precedenti esperienze didattiche.

Il Dirigente scolastico per le valutazioni di cui al presente articolo può nominare una apposita commissione, composta dai docenti, a cui affidare compiti di istruzione, ai fini della scelta dei contraenti con cui stipulare i contratti.

Art.6
Stipula del contratto

Nei confronti dei candidati selezionati, il Dirigente provvede, con determinazione motivata in relazione ai criteri definiti con il presente regolamento e nei limiti di spesa del progetto, alla stipula del contratto e alla copertura assicurativa.

Nel contratto devono essere specificati:

l'oggetto della prestazione;

i termini di inizio e conclusione della prestazione;

il corrispettivo della prestazione indicato al netto della imposta sul valore aggiunto, se dovuta, e del contributo previdenziale e fiscale limitatamente alla percentuale a carico dell'amministrazione;

le modalità di pagamento del corrispettivo;

le cause che danno luogo a risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1456 del C.C. e le condizioni per il ricorso delle parti al recesso unilaterale.

Per i titolari dei contratti deve essere previsto l'obbligo di svolgere l'attività verifica del profitto, se prevista, e l'obbligo ad assolvere a tutti i doveri didattici in conformità alle vigenti disposizioni.

La natura giuridica del rapporto che s'instaura con l'incarico di collaborazione esterna è quello di rapporto privatistico qualificato come prestazione d'opera intellettuale. La disciplina che lo regola è, pertanto, quella stabilita dall'art.2222 e seguenti del codice civile.

I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore all'anno scolastico e sono rinnovabili.

Non sono rinnovabili i contratti oggetto di risoluzione o di recesso.

E' istituito presso la segretaria della scuola un registro degli incarichi esterni in cui dovranno essere indicati i nominativi dei professionisti incaricati, l'importo dei compensi corrisposti e l'oggetto dell'incarico.

Art. 7
Impedimenti alla stipula del contratto

I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell'art.32, comma 4, del Decreto Interministeriale n.44 del 01.02.2001, soltanto per le prestazioni e le attività:

che non possono essere assegnate al personale dipendente per inesistenza di specifiche competenze professionali;

che non possono essere espletate dal personale dipendente per indisponibilità o coincidenza di altri impegni di lavoro;

di cui sia comunque opportuno il ricorso a specifica professionalità esterna.

Art. 8
Autorizzazione dipendenti pubblici e comunicazione alla funzione pubblica

Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con i dipendenti di altra amministrazione pubblica è richiesta obbligatoriamente la preventiva autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza di cui all'art. 53 del D.L.vo 30/3/2001, n.165.

L'elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente al dipartimento della funzione pubblica entro i termini previsti dall'art. 53, commi da 12 a 16 del citato D.L.vo n.165/2001.