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Il Tamburino Sardo 3
proff.sse  D. Cannas, C. Corbu, A. Corrias

3° F
a. s. 2002/03


di
Giulia Casula

Io, i miei compagni e alcune nostre professoresse abbiamo allestito uno spettacolo teatrale, per partecipare ad una manifestazione organizzata dall’Associazione dei sardi a Verona con l’obiettivo di far conoscere la Sardegna e il gran valore dimostrato dai suoi combattenti sui campi di battaglia.

Con l’aiuto di tre nostre professoresse e di un esperto del dialetto e della tradizione sarda, abbiamo riprodotto la storia del "tamburino sardo" tratto dal libro Cuore di De Amicis.

In quest’attività ha lavorato quasi tutta la classe. Per quanto riguarda la parte teatrale i ragazzi hanno interpretato le parti recitate mentre le ragazze hanno cantato. Per la realizzazione della scenografia ci ha aiutati la nostra professoressa di artistica suddividendo i vari compiti, mentre gli abiti di scena sono stati realizzati dalle nostre madri.

L’esperto, Bruno Orrù ha tratto, un copione dal racconto e ci ha portato alcuni testi di canzoni della tradizione popolare sarda; mentre per quanto riguarda la scenografia abbiamo utilizzato un telo su cui, con i gessetti, abbiamo disegnato gli scenari che facevano da sfondo alla vicenda.

I ragazzi hanno studiato a memoria le proprie parti e noi ragazze abbiamo imparato a cantare le canzoni, dirette da sig. Orrù. Alcuni ragazzi hanno fatto dei disegni sui soldati in divisa dell’epoca, che poi sono stati esposti a Verona, altri hanno realizzato i fucili da usare in scena le ragazze invece hanno fatto i cappellini dei soldati e la scenografia.

Per imparare il copione e le canzoni ci sono voluti mesi di lavoro, a volte mancava l’impegno, a volte la collaborazione da parte di qualcuno, quindi era difficile lavorare bene. Per alcuni ragazzi è stato molto difficile imparare a recitare bene e con il giusto tono, per alcune ragazze è stato complicato cantare. Le professoresse hanno fatto un lavoro terribile per farci stare calmi durante le prove e per organizzare il viaggio a Verona ma alla fine tutti i ragazzi sapevano bene la propria parte, le ragazze bene le canzoni, la scenografia era pronta e tutto è andato benissimo, quindi l’impegno e la fatica sono serviti ed è stato un bellissimo lavoro.

A Verona siamo stati applauditi tantissimo e abbiamo fatto una bellissima figura, tutto questo grazie alle professoresse e a sig. Orrù che ci hanno aiutato e a noi che ci abbiamo creduto e ci siamo impegnati. Io sono rimasta contentissima del risultato finale in più mi sono divertita molto alle prove. Ridevamo tanto ogni volta che qualcuno sbagliava, ci prendevamo in giro per il modo di recitare, e a volte ci venivano attacchi di stupidità che facevano adirare le professoresse.

Siamo anche riusciti a fare brutta figura di fronte al preside che si è un po’ arrabbiato, ma in ogni caso è un’esperienza che non dimenticherò mai perché l’ho vissuta con i miei compagni.

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