L’allestimento di uno spettacolo
teatrale è stata una piccola grande avventura per me e per la mia
classe. Un’avventura che è cominciata all’inizio dell’anno scolastico,
quando le professoresse ci hanno comunicato e presentato il loro
progetto di quest’anno.

Inizialmente abbiamo letto il libro Cuore di Edmondo De Amicis e in
particolare il racconto mensile del Tamburino Sardo, su cui è basata la
nostra rappresentazione teatrale. Per questo abbiamo dovuto chiamare un
"esperto" che ha scritto un copione molto bello che trattava la vicenda
del Tamburino Sardo e in cui erano inserite anche delle canzoni sarde.
Questo lavoro ha visto impegnata tutta la classe che si è divisa i
compiti: alcuni costruivano oggetti per la rappresentazione, altri
realizzavano cartelloni, altri ancora gli scenari per la recita e
soprattutto le ricerche, svolte principalmente dalle professoresse, che
in luoghi come biblioteche, archivi militari e altri testi, come quelli
della Curia Arcivescovile, cercavano di scoprire se il Tamburino fosse
esistito o no.

Le ricerche non hanno dato esito positivo ma noi ragazzi
abbiamo continuato a mettercela tutta (o quasi!) per concludere il
lavoro al meglio. Inizialmente avevamo un po’ paura del piccolo
palcoscenico della scuola, ma questa è stata vinta quasi subito da noi
ragazzi. Le ragazze hanno svolto un compito molto importante nella
rappresentazione: quello di cantare canzoni sarde sotto la guida
dell’esperto. Imparavamo le nostre parti molto lentamente, ma, alla
fine, le sapevamo molto bene.

Personalmente, ho cercato di dare il
meglio di me in questo lavoro, che non è risultato affatto semplice ma
piuttosto divertente sotto certi punti di vista. Recitavamo ogni lunedì
sera e ci piaceva sempre di più, anche perché si aggiungevano sempre
nuovi particolari: una specie di puzzle umano. Abbiamo cominciato
semplicemente recitando, poi a muoverci nel piccolo palco, a imparare a
usare i fucili finti, costruiti da alcuni miei compagni nel laboratorio
di artistica e infine a recitare tutto con vestiti fucili movimenti e
espressioni che si addicessero il più possibile allo stile di vita
dell’epoca.
