scegli una sezione

Il Tamburino Sardo

proff.sse  D. Cannas, C. Corbu, A.M. Corrias

3° F
a. s. 2002/03

di
Nicola Cocco

L’allestimento di uno spettacolo teatrale è stata una piccola grande avventura per me e per la mia classe. Un’avventura che è cominciata all’inizio dell’anno scolastico, quando le professoresse ci hanno comunicato e presentato il loro progetto di quest’anno.

Inizialmente abbiamo letto il libro Cuore di Edmondo De Amicis e in particolare il racconto mensile del Tamburino Sardo, su cui è basata la nostra rappresentazione teatrale. Per questo abbiamo dovuto chiamare un "esperto" che ha scritto un copione molto bello che trattava la vicenda del Tamburino Sardo e in cui erano inserite anche delle canzoni sarde.
Questo lavoro ha visto impegnata tutta la classe che si è divisa i compiti: alcuni costruivano oggetti per la rappresentazione, altri realizzavano cartelloni, altri ancora gli scenari per la recita e soprattutto le ricerche, svolte principalmente dalle professoresse, che in luoghi come biblioteche, archivi militari e altri testi, come quelli della Curia Arcivescovile, cercavano di scoprire se il Tamburino fosse esistito o no.

Le ricerche non hanno dato esito positivo ma noi ragazzi abbiamo continuato a mettercela tutta (o quasi!) per concludere il lavoro al meglio. Inizialmente avevamo un po’ paura del piccolo palcoscenico della scuola, ma questa è stata vinta quasi subito da noi ragazzi. Le ragazze hanno svolto un compito molto importante nella rappresentazione: quello di cantare canzoni sarde sotto la guida dell’esperto. Imparavamo le nostre parti molto lentamente, ma, alla fine, le sapevamo molto bene.

Personalmente, ho cercato di dare il meglio di me in questo lavoro, che non è risultato affatto semplice ma piuttosto divertente sotto certi punti di vista. Recitavamo ogni lunedì sera e ci piaceva sempre di più, anche perché si aggiungevano sempre nuovi particolari: una specie di puzzle umano. Abbiamo cominciato semplicemente recitando, poi a muoverci nel piccolo palco, a imparare a usare i fucili finti, costruiti da alcuni miei compagni nel laboratorio di artistica e infine a recitare tutto con vestiti fucili movimenti e espressioni che si addicessero il più possibile allo stile di vita dell’epoca.

 fre-des.gif (1145 byte)

  vai alla home page  
Scuola Media Statale "L. Amat" © 1998 Sinnai (CA)
web-apprentice: G. Cogoni