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 Segue LA RICOSTRUZIONE FEDELE DI UN AVVENIMENTO CHE SI RIVIVE OGNI ANNO

 

( a cura  della Redazione sito Internet,  foto Federico Floris)

LE FONTI

Il presepe storico si propone la fedele ricostruzione storica dell’ambiente della Natività. Riportiamo qui di seguito qualche notizia sull’ambiente palestinese ai tempi di Gesù, ricavate da alcune pubblicazioni che abbiamo potuto consultare.

IL PAESAGGIO PALESTINESE DALLE CAMPAGNE ALLE CITTA'

La Palestina è caratterizzata da montagne calcaree contrassegnate da cave, pendii brulli, fenomeni carsici. Il paesaggio è, inoltre, caratterizzato principalmente da ulivi e cipressi. Vi sono anche viti, numerose specialmente nei giardini costruiti a terrazze. Il suolo è ricco di cespugli e di splendidi fiori.

La Palestina è povera di acqua, di conseguenza, in una ricostruzione fedele dell’ambiente, laghi e fiumi devono essere appena accennati. I ponti sono superflui. Fontane d’acqua perenne sono rarissime.

Le case erano a un solo piano, una scala esterna immetteva nell’abitazione. Avevano poche finestre, le porte basse ed era necessario chinarsi per entrare. Dalle terrazze emergevano abitualmente una o più cupole di forma semisferica. La facciata mancava completamente di cornicioni.

Di frequente le case immettevano in una sorta di cortile in comune, dove gli abitanti trascorrevano la maggior parte del giorno. Addossati ai muri delle case si costruivano tettoie o locali accessori che venivano utilizzati come stalle, cortiletti di disimpegno, depositi di legna.

A Gerusalemme gli edifici erano più alti e offrivano un aspetto migliore che nei piccoli centri rurali. Si componevano di pianterreno e uno o più piani, in genere avevano le aperture a forma di doppia finestra. Le case non hanno colori vistosi. Predomina il bianco. Alla fine di ottobre in Palestina comincia generalmente la stagione delle piogge e dappertutto germoglia la vita. Nel presepio quindi vi sarà del verde anche in contrasto col candore della neve, perché anche in Palestina, nei mesi di gennaio e febbraio nevica.

 

L’ABBIGLIAMENTO DEGLI  UOMINI AI TEMPI DI GESU'

Gli uomini del popolo indossavano una lunga veste con maniche dal colore marrone scuro intercalato da righe chiare, stretta ai fianchi da una fascia di differente colore annodata.

Portavano sopra una veste di dimensioni uguali, aperta sul davanti, ma priva di maniche, anche questa in armonia con quella sotto.Sulla testa un quadrato di stoffa bianca o colorata, stretta alle tempie da cordelline i cui pendagli scendevano quasi sino alle tempie.

I più portavano un lungo bastone e ai piedi dei calzari di cuoio con cinghie. Le donne si differenziavano poco dagli uomini: indossavano una veste lunga, a righe intercalate da pochi colori naturali delle lane, bianco, marrone, avorio, nero più o meno intenso. Portavano ai fianchi uno scialle annodato sul ventre. Sul capo un panno bianco scendeva di poco sulle spalle. Calzavano sandali a strisce come gli uomini. I sacerdoti del tempio, dignitari, esponenti delle varie correnti politiche, ricchi indossavano vesti sfarzose confezionate con stoffa di pura lana arricchite da sciarpe, copricapo, pendagli, mantelli, tuniche.

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Federico Floris Emanuela Filia III L

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