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La carta riguarda una ricca donazione, consistente in terre aratorie, in vigne, in boschi, in corsi d'acqua, in poderi con al centro degli aggregati rurali (donnicalìe e domestie) oltre ai servi ed alle ancelle che vi lavoravano, fatta dal Giudice Costantino Salusio III, che regnò nel Giudicato dl Cagliari alla fine del IX secolo, alla Chiesa di San Saturno dì Cagliari e agli ecclesiastici che l'amministravano. Tra questi beni figurano anche una vasta estensione di terra coltivabile,"semita de canali de Sinnai", che aveva fatto parte del patrimonio privato del Giudice Mariano, avo di Costantino, individuabile nella regione di Baccu Narbonis e il "paniliu de Sinnai".
Il "paniliu" era il diritto che il signore, sia civile che ecclesiastico esercitava sulle persone che vi erano soggette, ossia i "liberos de paniliu", i quali erano degli uomini semiliberi, soggetti a delle prestazioni gratuite (corvées) rispetto al "rennu" (governo del giudice) o all'autorità ecclesiastica o monastica a cui il rennu avesse ceduto i propri diritti.
Esse consistevano in lavori agricoli come l'aratura, la mietitura e la trebbiatura o lavori di manovalanza come riparare gli edifici, tagliare gli alberi e fare legna, cogliere la frutta ed effettuare trasporti.
In questo documento, che può essere datato intorno al 1080, compare per la prima volta il nome di Sinnai e, grazie al fatto che è scritto con lettere greche, nelle quali è presente l'accento, se ne può ricavare anche l'esatta pronuncia. Si constata così che il nome della villa medievale è identico nella grafia come nella pronuncia a quello attuale, ossia Sìnnai, con l'accento sulla prima i, la doppia n e la finale in -ai.
Ciò fa inevitabilmente crollare la tradizione locale che vorrebbe il nome di Sinnai derivato dal verbo sardo "sinài", perché linguisticamente una vocale forte, come la a accentata, difficilmente perde nella sua evoluzione l'accento. Circa poi la teoria secondo cui Sinnai sarebbe stata fondata da una colonia di Ebrei, essa è poco credibile in quanto tale affermazione non è suffragata da alcuna prova o testimonianza storica.
Certamente l'attestazione dell'esistenza di Sinnai come villa fin dall' XI secolo, porterebbe a pensare che la sua nascita sia avvenuta durante il periodo bizantino. Di ciò potrebbe essere una prova il fatto che i santi venerati in loco siano in prevalenza santi del menologio greco-bizantino: Santa Vittoria, Santa Barbara, Sant'Elena, SS Cosma e Damiano, S.Damiano, S.Bartolomeo, S.Gregorio, S.Basilio.
Ed è pertanto in questo periodo, e in questo contesto che vanno ricercate e la nascita e l'etimologia del nome del paese.
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Scuola Media Statale "L. Amat" (c)1998 Sinnai (CA)
web-apprentice: G. Cogoni