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La prima attestazione del nome di Sinnai

prof. Giuseppe Soru

Un fascino di arcano mistero ha sempre circondato il nome di Sinnai, e tutti coloro che si sono avvicinati ad esso per poterne chiarire l'etimologia, sono rimasti quasi invischiati in questa atmosfera suggestiva.
E' vero, certo, che il nome, a prima lettura, riporta al monte biblico dove Mosé ricevette le tavole delle leggi; se poi si aggiunge il fatto che gruppi di Giudei, secondo quanto riferiscono alcuni storici antichi, furono inviati in Sardegna nel 1° secolo d.·C., il passo sull'origine ebrea di Sinnai è breve.
Anche la tradizione popolare, legata alla cultura pastorale, che vorrebbe la etimologia del nome derivante dalla marchiatura del bestiame (sinài = fare il segno), non è meno affascinante.
Ma qui, data la complessità del tema e le scarse testimonianze a disposizione, non si vuole affrontare questo argomento anche sarà difficile esimersi dal fare qualche considerazione in merito; ci si limiterà pertanto a parlare principalmente del documento che per primo riporta il nome di Sinnai. Si tratta di una carta conservata in Francia negli Archivi Dipartimentali di Marsiglia e pubblicata nel 1874 col titolo "Carta sarda dell'Abbazia di San Vittore di Marsiglia scritta in caratteri greci".
Particolare curioso della carta è che essa non è scritta con caratteri latini, come gli altri atti sardi del tempo, ma greco-bizantini; ma, se i caratteri sono greci il linguaggio è invece sardo e rappresenta una delle più antiche testimonianze di volgare campidanese.
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