Sinnai: passato e presente
prof.ssa
M. Meloni
classe 2°G
a. scol. 2002\03
(trascrizioni ed impaginazione html a cura della redazione Internet)
La
classe 2°G ha realizzato nelle ore di Educazione Tecnica alcuni
tabelloni sulla storia e sulle caratteristiche attuali di Sinnai.
Successivamente, fotografandoli ed ricopiandone i testi, i
tabelloni sono stati in qualche modo "tradotti" in forma elettronica per
trovar spazio nel sito della scuola.
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Briciole di storia di Sinnai
La Sardegna rimase sotto la dominazione bizantina dal 534 fino
al 900 (secondo il Solmi) o fino al 1000 (secondo il Besta).
Importanti testimonianze materiali della presenza greca sono
state ritrovate a Cagliari.
A Sinnai la lunga presenza bizantina è testimoniata dal culto
dei santi della tradizione religiosa greca, fortemente radicato
nella cultura locale.
La patrona della Cittadina è Santa Barbara di Nicodemia, nella
Bitinia.
Ai Santi Cosma e Damiano, a San Basilio ed a San Gregorio
Nazianzeno furono dedicate tantissime chiese che, restaurate o
rifate, continuano ad essere importanti luoghi di culto.
A Sant’Elena è dedicata una delle chiesette campestri più
antiche del territorio del Comune: la Santa, madre
dell’Imperatore Costantino, era venerata, fino a poco tempo fa,
secondo l’usanza greca, il 14 settembre dedicato all’Esaltazione
della Croce. |
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Il periodo giudicale e pisano Sinnai appartenne al Giudicato di
Cagliari, ed in particolare alla vasta Curatoria del Campidano
insieme ai paesi di Selargius, Palmas, Geremeas, Sinnuri,
Septimo, Sestu, Seperas, Villanova S. Basili, Quartucciu e
Quartodonnico, Quartojoso, Sepollu, Sovertrano Pirri, Cituxi,
Santa Maria de Clara, Setzali, Villamarra, Sicci, Calagonis,
Sibilia, Fomennale, Santa Maria di Paradiso, Corongiu, Sesanno
Carbonara, Solanas, Nizzas. IL villaggio fu uno dei tanti
presenti nel vasto territorio ad est di Cagliari che intorno al
mille divideva le terre coltivabili, oltre che con i centri che
ancora vi esistono, con le numerose ville in seguito scomparse
di cui si sa solo che furono particolarmente attive fino al
1400, quando fattori storici e politici e le conseguenti
carestie ed epidemie intervennero a modificare la geografia
socio- economica dell’isola. |
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Con
l’affacciarsi di Pisa e Genova (dopo la spedizione congiunta nel
1016 in soccorso dei sardi contro la minaccia araba) sullo
scenario prima economico e poi politico e militare dell’Isola,
la Sardegna fu sempre più attratta nella sfera culturale
italiana e perse progressivamente il suo secolare isolamento e,
con esso, l’indipendenza di tre dei suoi quattro regni.
L’apertura alla cultura continentale portò, per iniziativa degli
stessi giudici, a generose concessioni in favore di molti ordini
monastici.Ai
monaci benedettini, chiamati nel giudicato di Torres nel 1063,
seguirono i Vittorini di Marsiglia, inviati dal Papa Gregorio 7
con l’intento di prevenire nell’Isola le conseguenze dello
scisma del 1054 che determinò la definitiva separazione tra
Chiesa d’Oriente e chiesa d’Occidente. Successivamente
giunsero in Sardegna i Camaldolesi ed i Valombrosani.
La presenza dei Vittorini ebbe inizio con la fondazione del
Priorato di Gallura e, dopo alcuni anni ( nel 1089) del Priorato
di San Saturno in Cagliari. Sostenuti dai giudici con numerose
donazioni i monaci diffusero rapidamente i loro possedimenti in
tutto il territorio circostante la città, suscitando ovunque un
profondo risveglio culturale e incrementando il benessere
materiale delle popolazioni grazie alle innovazioni apportate
nell’organizzazione dello sfruttamento agricolo delle terre.
L’arrivo dei Vittorini a Sinnai determina la prima attestazione
dell’esistenza del villaggio. La più antica citazione di Sinnai
compare, infatti, nella Carta sarda dell’Abbazia di san Vittore
di Marsiglia che documenta la donazione del giudice di Cagliari,
Costantino Salusio 3, alla chiesa di san Saturno di Cagliari di
terre coltivabili e poderi con aggregati rurali, tra cui le
terre e il “paniliu de Sinnai”. |
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Il
termine “paniliu”indica il diritto esercitato dal proprietario
“liberos de paniliu” che, affrancati dal servaggio e pur potendo
svolgere anche altrove la propria attività, rimanevano legati al
fondo di appartenenza. Il villaggio sorgeva probabilmente nei
pressi del quartiere attuale di Funtana Olia dove restano ancora
tracce dell’antica chiesetta di Santu Sadurru (San Saturno). La
carta risale agli anni 1089/1100 ed è scritta in caratteri greci
ma in lingua volgare sardo- campidanese.Non
sempre il possesso dei beni era pacifico. Una seconda carta di
San Vittore di Marsiglia del 1190 riporta la conclusione di una
controversia tra i monaci e gli abitanti di Mara per l’uso dei
salti di Siruxi appartenenti alla villa di Murgia (oggi “is
campus de Maxia”). |
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La
causa fu decisa in favore del priore di San Saturno di Cagliari,
Raimondo, ed il giudice Guglielmo di Massa, con la giudicessa
Adelasia Malaspina, autorizza la redazione dell’atto che
sancisce l’accordo raggiunto. Tra i numerosi testimoni figura un
Comita de Solanas, grazie al quale quell’atto rappresenta la
prima citazione documentaria della villa, ora frazione di Sinnai.
Oltre che per la prima citazione di Solanas, la carta
rappresenta un importante testimonianza di altri fatti storici. |
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