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Sette racconti per sette profumi dei sette fratelli (2)

Il ginepro

Tanto tanto tempo fa le rocce intorno ai Sette Fratelli ricoprivano i pendii ripidi e inaccessibili come per impedire all’uomo di arrivare alle cime.

Le rocce vivevano felici sotto la luce del sole; di notte, nei giorni di luna piena, esse provavano paura e si ritiravano lasciando libero il passaggio.

Un uomo, osservato questo strano fenomeno cercò di salire verso le cime.

Mentre tentava di aprirsi un varco, improvvisamente si vide davanti le anime dei Sette Fratelli uscite dalle cime. Nonostante l’aspetto spaventoso le anime cercarono di colmarlo e di comunicare con lui. L’uomo si rese conto che le anime esprimevano una grande tristezza: non sopportavano il deserto delle notti in contrasto con la luce e i colori del giorno.

Volevano delle piante particolari che non facessero più sentire quella sensazione di solitudine.

L’uomo oppresso da tanta tristezza cadde addormentato e iniziò a sognare. In sogno gli apparvero le anime dei Sette Fratelli e gli dissero di salire nella cima più alta e cercare il masso più piccolo con impresso un viso felice e sollevarlo.

Quando si svegliò, si rese conto che il sogno rappresentava per lui quello che avrebbe dovuto fare.

Ormai era giorno e le rocce si erano richiuse impedendo l’accesso, quindi l’uomo ritornò nella sua capanna e aspettò la successiva luna piena.

Quindi, dopo un mese, ritornò nello stesso luogo, salì nella cima più alta e cercò la pietra del sogno.

Dopo molti tentativi trovò la pietra giusta e quando la sollevò trovo sette semi colorati con i colori dell’arcobaleno; vicino ai semi c’era un’anfora piena di liquido che pensò fosse concime per i semi.

Prese semi ed anfora e cercò un luogo adatto per piantarli. Ma non riuscì a trovare una radura in mezzo a tutte quelle rocce.

Scoraggiato e stanco si addormentò ed ecco che apparvero le anime dei Sette Fratelli e gli dissero di piantare un seme nell’ombra proiettata da ogni cima dalla luce della luna.

Sarebbe nato un albero che avrebbe dovuto chiamare ginepro.

L’uomo obbedì e piantò i semi secondo le indicazioni, innaffiandoli con il liquido dell’anfora.

Subito crebbero sette alberi curvi e sinuosi che a un vento improvviso si piegarono seguendone la direzione e i rami e le foglie sembrava carezzassero le rocce. Le rocce rassicurate non impedivano più il passaggio e i sette ginepri, ne generarono altri.

Da allora i ginepri vegliano sull’imponente paesaggio dei Sette Fratelli.

 

 

la lavanda

C'erano una volta due sposi che ebbero una figlia e la chiamarono lavanda. lavanda era molto carina e crebbe in fretta ma aveva una particolarità era nata con con i cappelli viola.

la madre e il padre non capivano quella stranezza e spesso mormoravano si capiva da che cosa dipendeva quello strano colore. vicini e le persone che la incontravano la osservavano in modo strano e la allontanavano quasi fosse "appestata".

lavanda stanca e stufa di tutti quei commenti se ne andò via da casa.

Cammina, cammina vide in lontananza sette cime e incuriosita decise di raggiungerla. arrivata sotto le cime rimase incantata dalla bellezza dei luoghi e decise di stabilirvisi. Rimase li per tutta la vita e la sua scomparsa spuntarono nei sentieri e tra i sassi, nelle radure nascoste tanti fiori profumati, viola lilla come i suoi cappelli, i fiori della lavanda.

 

Il Rosmarino

C'era una volta una bambina che era affezionata al suo piccolo maialino che chiamò Rosmarino.

Rosmarino aveva un piccolo difetto: nella sua piccola testa aveva un ciuffetto che a lui piaceva molto perché rimaneva in aria e niente riusciva a sistemarlo: se lo contemplava e lo teneva e lo teneva sempre ben profumato.

Il maialino però, pur amando molto la sua padrona sognava di trovare un bel posto dove abitare, di ridiventare un bel cinghialetto libero e soprattutto non voleva un giorno finire in pentola o arrosto.

Un giorno di tempesta la bambina non trovò più Rosmarino e cominciò a preoccuparsi ma non lo trovò da nessuna parte.

Rosmarino era fuggito dalla sua casa per andare in giro per le montagne. Era un maiale molto intelligente e dopo tanti giorni di cammino si trovò in un monte con sette vette.

Lì stabili la sua dimora, diventò un bel cinghiale e generò tanti figli vivendo libero e lontano dagli uomini.

Morì dopo tanti anni di vita felice, sognando di lasciare un ricordo per la sua antica padrona.

Intorno alla sua tomba crebbero delle belle piantine tanto simili al suo ciuffetto, con foglie aghiformi, un bel fiore piccolo e azzurrino e un gradevole e forte profumo.

La piccola che aveva tanto cercato Rosmarino senza mai trovarlo, rintracciò un giorno la piantina profumata e la chiamò Rosmarino.

 

La menta

Tanto tempo fa esisteva una ragazza chiamata Menta che viveva felice con la sua famiglia.

Possedevano un grande giardino ricoperto da una pianta verde e profumatissima, conosciuta,cresciuta spontaneamente e curata con amore dalla ragazza. I genitori, però non erano contenti di quest’erba che giudicavano poco appariscente e non bella nonostante il profumo. Di nascosto, decisero di estirparla e di creare un giardino con fiori esotici, bello ma non spontaneo.

La ragazza si disperò ma non ci fu nulla da fare. Riuscì a trovare dei rametti dell’erba che amava tanto,li portò di nascosto nelle montagne dei sette fratelli e li piantò in diversi punti.

Ogni giorno si recava in montagna e curava le sue piantine. Ben presto l’erba si diffuse dappertutto spandendo il suo profumo.

La ragazza decise che quello sarebbe stato il giardino di tutti quelli che amavano la semplicità e la spontaneità.

E quell’erba venne chiamata Menta dal suo nome.

 
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