era una volta una regina
vanitosa ma di buon cuore. Passava la maggior parte del suo tempo a
farsi bella, ma non si dimenticava di aiutare le persone povere del suo
regno.
Improvvisamente rimase vedova con due figli un maschio e una femmina,
ormai in età da marito, che voleva sistemare.
Nel principato della sorella della regina si stava organizzando una
grande festa per tutti coloro senza anima gemella.
Appena i due principi seppero di questo avvenimento, entusiasti,
chiesero immediatamente alla madre il permesso di andarci.
"Madre, madre, avete saputo della grande festa che si terrà nel
principato vicino ?"
La madre insospettita, chiese: "Perché me ne avete parlato?"
"Ecco madre, se ci volete far sposare questa è l’occasione!
Ma la madre per paura che i figli finissero nelle grinfie della
perfida sorella decise di non farli andare: "Vi ordino di non andare
assolutamente!"
La regina era una madre molto protettiva e sapeva che la sorella era
gelosa di tutte le sue ricchezze e soprattutto del trono. Ma i figli,
volendo andarci, ignorarono le raccomandazioni della madre. Dopo una
lunga discussione tra loro decisero di avviarsi di nascosto, ma i due
ragazzi non conoscevano bene la strada e lungo il cammino si persero nel
folto della foresta.
Impauriti se ne stavano accovacciati sotto un albero quando, ad un
certo punto, intravidero una luce fioca. Si avvicinarono e videro un
vecchio palazzo, bussarono ed ecco che aprì la perfida sorella della
regina che li imprigionò nei sotterranei di un vecchio castello. I
ragazzi chiesero: "Chi siete voi per farci questo? "
"Sono colei che per gelosia della bellezza e del trono di vostra
madre vi condannerà a stare qui per tutta la vita!"
Intanto nella reggia si fece tardi, venne l'ora di cena e i ragazzi
non apparivano. La madre controllò un tutto il castello, ma non
trovandoli immaginò la loro disubbidienza e si incamminò nella foresta
per raggiungere il palazzo dove si teneva la festa. Si fece notte fonda
e la regina, stanca di cercare si addormentò sotto un albero. La mattina
seguente, disperata, continuò la ricerca. Da dietro un albero spuntò un
folletto che le chiese: "Perché piangete o regina?"
La regina, angosciata raccontò tutta la storia.
Il folletto, mosso dalla compassione decise di aiutarla, ma, dato che
aveva un carattere bizzarro, decise anche di metterla alla prova.
"Vi aiuterò se mi batterete in una gara di velocità."
La regina con determinazione vinse la gara e il folletto, come
promesso, regalò alla regina uno specchietto magico dicendo:
"Se un desiderio tu esprimerai, con questo lo realizzerai.
La regina, accompagnata dal folletto, raggiunse il palazzo della
perfida sorella.
La regina guardo lo specchietto e desidero un esercito
che combattesse contro sua sorella per salvare i figli. Era un esercito
di trecento guerrieri che combatté contro quello della sorella con
scudo, cavalli, lance e spade.

Ci fu una battaglia lunga e sanguinosa e la regina
riuscì ad avere la meglio, naturalmente, dopo la vittoria ci fu la
liberazione e la salvezza dei figli.
Grazie allo specchietto magico risuscitarono tutte le
persone morte nella battaglia.
Un principe e una principessa dei regni confinanti
sposarono i due figli della regina, grazie al loro
matrimonio formarono un grande impero, governarono con
saggezza e vissero felici e contenti.