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LA REGINA E IL FOLLETTO
1°M
prof.ssa Lucian Piras

a. scol. 2000/2001
 

[Scheda metodologica]

C'era una volta una regina vanitosa ma di buon cuore. Passava la maggior parte del suo tempo a farsi bella, ma non si dimenticava di aiutare le persone povere del suo regno.

Improvvisamente rimase vedova con due figli un maschio e una femmina, ormai in età da marito, che voleva sistemare.

Nel principato della sorella della regina si stava organizzando una grande festa per tutti coloro senza anima gemella.

Appena i due principi seppero di questo avvenimento, entusiasti, chiesero immediatamente alla madre il permesso di andarci.

"Madre, madre, avete saputo della grande festa che si terrà nel principato vicino ?"

La madre insospettita, chiese: "Perché me ne avete parlato?"

"Ecco madre, se ci volete far sposare questa è l’occasione!

Ma la madre per paura che i figli finissero nelle grinfie della perfida sorella decise di non farli andare: "Vi ordino di non andare assolutamente!"

La regina era una madre molto protettiva e sapeva che la sorella era gelosa di tutte le sue ricchezze e soprattutto del trono. Ma i figli, volendo andarci, ignorarono le raccomandazioni della madre. Dopo una lunga discussione tra loro decisero di avviarsi di nascosto, ma i due ragazzi non conoscevano bene la strada e lungo il cammino si persero nel folto della foresta.

Impauriti se ne stavano accovacciati sotto un albero quando, ad un certo punto, intravidero una luce fioca. Si avvicinarono e videro un vecchio palazzo, bussarono ed ecco che aprì la perfida sorella della regina che li imprigionò nei sotterranei di un vecchio castello. I ragazzi chiesero: "Chi siete voi per farci questo? "

"Sono colei che per gelosia della bellezza e del trono di vostra madre vi condannerà a stare qui per tutta la vita!"

Intanto nella reggia si fece tardi, venne l'ora di cena e i ragazzi non apparivano. La madre controllò un tutto il castello, ma non trovandoli immaginò la loro disubbidienza e si incamminò nella foresta per raggiungere il palazzo dove si teneva la festa. Si fece notte fonda e la regina, stanca di cercare si addormentò sotto un albero. La mattina seguente, disperata, continuò la ricerca. Da dietro un albero spuntò un folletto che le chiese: "Perché piangete o regina?"

La regina, angosciata raccontò tutta la storia.

Il folletto, mosso dalla compassione decise di aiutarla, ma, dato che aveva un carattere bizzarro, decise anche di metterla alla prova.

"Vi aiuterò se mi batterete in una gara di velocità."

La regina con determinazione vinse la gara e il folletto, come promesso, regalò alla regina uno specchietto magico dicendo:

"Se un desiderio tu esprimerai, con questo lo realizzerai.

La regina, accompagnata dal folletto, raggiunse il palazzo della perfida sorella.

La regina guardo lo specchietto e desidero un esercito che combattesse contro sua sorella per salvare i figli. Era un esercito di trecento guerrieri che combatté contro quello della sorella con scudo, cavalli, lance e spade.

 

Ci fu una battaglia lunga e sanguinosa e la regina riuscì ad avere la meglio, naturalmente, dopo la vittoria ci fu la liberazione e la salvezza dei figli.

Grazie allo specchietto magico risuscitarono tutte le persone morte nella battaglia.

Un principe e una principessa dei regni confinanti sposarono i due figli della regina, grazie al loro

matrimonio formarono un grande impero, governarono con saggezza e vissero felici e contenti.

Lunga la strada, stretta la via,
dite la vostra che ho detto la mia.

 

 

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