LA TRAPPOLA NATURALE

 

Dicono che le cose inverosimili capitino solo nei film di fantascienza, ma quella volta capitò a me.

Un giorno con un mio amico siamo andati a fare una scampagnata nel bosco, abbiamo giocato, mangiato ,stando sempre molto attenti, perché mio nonno ci diceva sempre che quel bosco era una trappola naturale.

Tra giochi, merende e risate il sole stava cominciando a calare e si fece notte, allora avevamo deciso di tornare a casa. A metà strada io e il mio amico, mentre guardavamo la luna e le stelle mettemmo il piede in una buca dove precipitammo.

Dentro c'era di tutto: castelli ,draghi, principesse ecc. Finito il tunnel arrivammo in un paese dove tutto era al contrario: case, auto, e le persone camminavano a testa in giù.

Erano molto accoglienti le persone del villaggio, ci diedero da mangiare e da bere.

Intanto nel nostro paese natale i miei genitori e quelli del mio amico avevano distribuito volantini con le nostre foto e la polizia non si dava tregua perché alle 11 di notte non eravamo ancora rientrati.

Il mattino seguente io e il mio amico ormai ci stavamo preoccupando perché non ci lasciavano andare. Loro, gli abitanti del paese pensavano che io e il mio amico eravamo andati per far loro del male ,e se ci avessero lasciati saremmo tornati con i nostri simili a fargli del male e distruggere il villaggio.

Il loro villaggio era un sconosciuto, abitato da persone che non pagano tasse, non lavoravano; insomma vivevano di quello che la natura offriva loro.

Eravamo riusciti a spiegargli che eravamo lì per caso, e volevamo andare al nostro paese dai nostri genitori.

Passò un altro giorno, ma non ci lasciarono andare. Dopo quattro giorni di ricerche, al nostro paese ormai ci credevano spacciati. Mia mamma era disperata e tanto più la mamma del mio amico.

Era passata una settimana, gli abitanti del paese ci giudicavano alieni per il modo di parlare e noi lo pensavamo di loro. Finalmente ci lasciarono liberi, ci portarono davanti cala lunghissima e ci diedero anche una bussola e una mappa per orientarci nel bosco.

Salite le scale arrivammo al bosco e ci incamminammo per andare a casa.

Io e il mio amico, prima di entrare a casa ci mettemmo d'accordo e ci inventammo una storia.

Dicemmo che ci eravamo persi nel bosco e non avevamo trovato via d'uscita.

Allora mia madre mi diede da mangiare e da bere, poi l'indomani a scuola mi fecero mille domande.

Credo che nel bosco non ci metterò più piede e darò più ascolto al mio vecchio e saggio nonno.

Stefano Serra

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CHI SONO?

 

s_serra.jpg (16634 byte)Ciao, mi chiamo Stefano Serra ho 14 anni e frequento la terza media. Sono un ragazzino a cui piace scherzare spesso e volentieri, anche quando non é il momento opportuno.
Il primo anno di scuola media ero molto studioso ma poi mi sono ritrovato in terza con poca voglia di studiare, perché mi piace fare tante altre cose come giocare moltissimo a calcio e a pallavolo.
Io sono di Maracalagonis, però frequento le scuole a Sinnai (ebreusu), e l'anno scorso ho conosciuto una ragazza di nome Carlotta a cui voglio molto bene.
Adesso cerco un po' di descrivermi: sono alto circa 165 cm, ho gli occhi e i capelli castani e sono abbastanza robusto. Sono molto timido (solo con le ragazze).

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