GiornAmat

L'anello di smeraldi

Di Mauro Fiori 2^ G

Era il giorno del mio compleanno, eravamo tutti seduti a tavola per festeggiare con una bella torta, quando bussarono alla porta; mi precipitai ad aprire ed era un signore che si present˛ come uno  zio che non vedevamo da molto tempo.
Entr˛, tutti lo accogliemmo con piacere e ospitalitÓ, quando dopo un po' sentii il campanello; andai ad aprire e c'era un biglietto sotto la porta e c'era scritto: "Alle dieci non ci sarÓ pi¨ l'anello di smeraldi", firmato Occhi di ghiaccio .
L'anello di cui si parlava era un vecchio gioiello di famiglia che mio padre aveva ereditato e che per tradizione doveva andare al primo figlio maschio della famiglia.
Tutti conoscevano questa consuetudine e l'informazione doveva essere arrivata anche agli orecchi del ladro.
Tutti attesero le dieci, ma non arrivavano mai; mio padre prese il telefono e cerc˛ di chiamare la polizia, ma la linea era staccata, eravamo tutti in ansia, erano le nove e mezza, prendemmo l'anello e lo nascondemmo dentro la tasca della giacca di mio padre .
Mio zio si mise nella porta, mio padre vicino alla porta del giardino, io sotto il tavolo, mia madre nella camera da letto.
Ad un certo punto manc˛ la luce e tutti eravamo preoccupati; mia madre ed io andammo a vedere se era saltata la corrente, ma i fili erano tutti rotti.
Allora salimmo su a vedere cosa fosse successo e vedemmo nostro padre in terra: era svenuto e dopo cinque minuti svenne anche mia madre. Scopri pi¨ tardi che era stato spruzzato un anestetico.
Rimanemmo io e mio zio .
Mio zio mi disse "Dammi l'anello, io non sono veramente tuo zio, ma sono "Occhi di ghiaccio" . Io incuriosito gli chiesi dove fosse il mio vero zio e lui mi rispose che era nel ripostiglio, anche lui anestetizzato, gli avevo chiesto cosa gli aveva fatto e lui mi rispose: "Stanno bene tua madre, tuo  zio e tuo padre, ma adesso dammi l'anello.
Presi l'anello e fuggii con la bicicletta, andai a casa di mia nonna, suonai il campanello e non risposero; era uscita, saltai e mi nascosi, ma lui era giÓ lÓ.

vai all'indice
Vai al sommario

29
ml>