GiornAmat

IL TESORO DELLA VALLE OSCURA

Di Tiziana Diguardi 2^ G



Finalmente avevo finito quei lunghissimi e noiosissimi compiti delle vacanze. Era una giornata molto soleggiata e c'era un leggero filo di vento, insomma era una bellissima giornata. Ma la cosa che fu sicuramente più bella, fu di trovare lungo la strada quel pezzo di carta, un po' rovinato. Comunque non sapevo proprio che cosa potesse essere, ma aveva l'aspetto di un qualcosa di….antico! Lo presi in mano e….non ci crederete era una mappa di un tesoro! Beh a dire il vero a prima vista non ci credevo neanche io ma poi capii che era proprio così! Sopra a caratteri ben visibili c'era scritto "IL TESORO DELLA VALLE OSCURA", insomma un po' inquietante, ma lo spirito d'avventura e la curiosità mi convinsero che quel tesoro….doveva essere mio! Mi incamminai a casa di Sara e di Fabio che erano i miei amici più fidati. Dopo aver parlato per un po', e dopo aver loro mostrato la mappa decidemmo di partire….verso la Valle Oscura. A quanto si vedeva dalla cartina si trovava in una delle verdi e sconfinate foreste amazzoniche.
Ci volle un bel po' di tempo per organizzare il viaggio e soprattutto per ottenere il permesso dei miei genitori a partire, comunque alla fine, una bella mattina partimmo.
Ci accompagnò all'aeroporto la madre di Sara che era una donna molto allegra e gioviale con tutti specialmente con….gli animali, infatti io possedevo un cucciolo di dalmata che si chiamava Sheila e che non trovò niente di strano, nell'accucciarsi nel sedile anteriore dell'auto.
Il viaggio in aereo era stato relativamente tranquillo a parte per….Sheila che …soffriva di mal d'aereo.
Il nostro aereo atterrò in una piccola città nei pressi della foresta.
Scendemmo l'ultimo scalino….quando un pensiero terribile ci sfiorò il cervello….non avevamo fatto la prenotazione dell'albergo! E ora? Come potevamo fare? Non avevamo un solo euro! E anche se ce lo avevamo, lì non valeva perché si usavano altre monete! Eravamo perduti. I cellulari non prendevano neanche a pagarli  e….L'aereo era appena ripartito.
Decidemmo di chiedere a qualcuno di ospitarci, ma parlavano tutti un'altra lingua. Rimaneva l'ultima e la più ovvia possibilità, addentrarci nella foresta e ricavare il cibo e una capanna dalle innumerevoli cose che la natura poteva offrirci!
La foresta era immensa, intricata: certo era una foresta pluviale dal clima

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