GiornAmat

VACANZA IN AFRICA

Di Giorgia Aledda 2^ G



Finalmente era arrivata l'estate, la scuola era finita ed ero partita per un viaggio di vacanze…tutto era pronto per la partenza; ci sedemmo in macchina e cominciammo a camminare in direzione sud-est, verso una località balneare. Ma, non avevamo percorso un chilometro, che subito la macchina si guastò: eravamo, io e mia sorella, in una strada isolata dalle altre, alla cui destra si scendeva in un piccolo porto dove c'era soltanto un peschereccio con il suo pescatore. Chiedemmo al pescatore di farci salire e dove fosse diretto; rispose:
"Ok, io vi faccio salire, ma attente: normalmente mi reco in Norvegia, per la pesca dei migliori merluzzi, però oggi devo andare in Tunisia, perché nel porto di Tunisi c'è una fiera.".
Noi invece volevamo andare nella foresta equatoriale dell'Africa; allora gli chiedemmo:
"Senta come si chiama?"
"Ned"
"Ned, senta, facciamo un patto: noi le diamo 2000 € e lei ci porta nella foresta equatoriale africana" "Facciamo 5000 €!"
"Sono troppi, o 2000 € o niente!"
, "Niente, preferisco niente!".
Allora, arrabbiate per l'arroganza di Ned, lo salutammo per sempre, e andammo alla ricerca di un altro mezzo di trasporto che ci portasse nella giungla.
Trovammo un'altra imbarcazione il cui comandante ci disse che ci avrebbe portato in Marocco.
"Quanto sarà lontano il Marocco?" dissi io; "Almeno tre chilometri!", rispose mia sorella; certo non parlavamo nel gergo dei marinai e non avevamo una idea precisa delle distanze.!
Comunque, approdammo nelle coste marocchine ben più di tre ore più tardi e lasciammo lì la nostra imbarcazione.
Ora dovevamo affrontare il Grande Atlante, quella catena montuosa che ci separava dal deserto del Sahara.
Dopo almeno due ore di cammino, non ci sentivamo più le gambe, inoltre si stava facendo notte e quelle zone sono abitate da chissà quali animali feroci! Poi avevamo una sete paurosa!!!….e dovevamo affrontare addirittura il deserto!
Ormai c'era molto buio e quindi dovemmo fermarci e dormire . L'indomani ci svegliammo, verso le cinque del mattino, non eravamo nel Grande Atlante ma sul suolo della foresta equatoriale africana!
"Com'è possibile?! Chi è stato a trasportarci fin qui? Ma è un miraggio?" disse mia sorella, allora io risposi: "Laviamoci con dell'acqua fresca: se è un miraggio tutto questo scomparirà!".
Quindi ci lavammo con dell'acqua fresca, presa da un secchio; però quando ci asciugammo, c'era sempre il coloratissimo paesaggio equatoriale.
Io mi alzai, ma….. una mano mi afferrò una spalla. Subito un brivido freddissimo percorse tutto il mio corpo, ma tuttavia mi voltai…. Era Ned, il pescatore.

vai all'indice
Vai al sommario

21