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GiornAmat

Le farfalle

Di Monica Kostova 2° G


Come tutti i giorni ero uscita per andare a fare delle commissioni; ero sola e camminavo per la strada, quando una farfallina mi passò davanti al viso e mi si appoggiò su una spalla.

Poi riprese il volo.

Allora decisi di seguirla.

Camminai per molto tempo; vedevo che mi stava portando fuori città, ma io continuavo a seguirla.

Era più forte di me.

Si fece notte, ma io continuai a camminare dentro il bosco buio e freddo; ad un certo punto la farfalla si posò su un ramo di un albero incredibilmente grande.

Lo osservai bene e vidi che nel fusto c'erano scritti dei strani simboli.

Ne toccai uno a caso e così si aprì una porta che portava dentro l'albero dove c'erano centinaia di farfalle tutte colorate a cui ad un certo punto si illuminarono gli occhi di rosso fuoco e mi attaccarono, ma io con un pezzo di legno le scacciai via.

Mi misi a correre velocemente, ma poi mi girai e le farfalle "assassine" non c'erano più.

Cercai di trovare il sentiero che mi aveva portato lì per tornare a casa, ma le stradine sembravano essere tutti uguali!

Camminai forse per ore, ma tornavo sempre allo stesso punto.

Vidi una persona della mia età, forse, che camminava disorientata.

Corsi per raggiungerla e la colsi di sorpresa.

Lui si spaventò, fece un balzo e poi mi guardò stupito: "Una farfalla ti ha portato qui?" disse.

"Si" rispose.

"Allora è meglio che ci troviamo un posto sicuro per la notte, perchè potrebbero tornare le farfalle"

Ci mettemmo in cammino, con il passo un po' affrettato, quando vedemmo una specie di grotta, allora senza pensarci due volte ci intrufolammo là dentro.
Dopo un po' di tempo che eravamo seduti, cominciò:"Come ti chiami?"

"Jenny" risposi "E tu?" "David".

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