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GiornAmat

Il vagabondo

di Simon Serra 2° G


Un giorno ero a casa che facevo i compiti, sentii bussare alla porta, io aprii e c'era un signore vecchio ferito; mi chiese aiuto, io lo curai  poi gli chiesi come si chiamava. Lui mi disse che non aveva nome e io gli dissi: " Non è possibile".

E  lui disse "Invece è così. Io non ho un nome ma mi chiamano il vagabondo disperso". Io gli dissi: "Ma una casa c'è l'hai?"

Lui mi rispose "No, non ho neanche una casa. Io vivo nella strada, è per questo che mi chiamano il vagabondo disperso".

Io lo invitai a dormire a casa mia, lui accettò subito, e così dormì a casa mia e poi lo invitai anche un altro giorno. Lui rimase anche un altro giorno e poi per una settimana!

Mi disse che la ferita se l'era fatta proteggendo una bambina che volevano ammazzare, ma quegli stessi mal viventi avevano colpito anche lui, poi erano scappati in macchina con la bambina, poi mi disse:

" Io avevo provato a fermarli, ma non ci sono riuscito, poi ho bussato a casa

tua e ti ho chiesto aiuto e tu mi hai curato e adesso ti ringrazio".

E così gli dissi se voleva venire a vivere con me, lui venne a vivere con me, ma durò per poco. Circa una settimana, perché morì di infarto.

Io da quel giorno ero triste, la mia vita non aveva più senso, ormai stavo passando dei giorni grigi, mi sembrava sempre di vederlo di fronte alla porta, e così decisi di comprare un cane per farmi compagnia, era un cane di razza mastino napoletano, era femmina e io gli misi di nome Margò. Lei resto con me per due anni, quando un giorno mi arrestarono per sbaglio, mi sbatterono in cella per 10 anni, così, quando rientrai a casa mia c'era  Margò e un altro bambino che lo manteneva,

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