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SCUOLA O PRIGIONE?

di Sara Vistosu e Veronica Mascia



G
iornata come tante qui a scuola. Le prime due ore passano come sempre tra sgridate e spiegazioni ma al suono della campanella della ricreazione nessun ragazzo esce dall'aula e i corridoi sono vuoti e silenziosi. Da oggi nei corridoi non ci saranno più pettegolezzi fra le ragazze e i ragazzi non potranno più correre o far finta di picchiarsi, perché la ricreazione da oggi si farà in classe e nessuno potrà uscire se non per estrema urgenza.
E sapete perché è successo tutto questo?
Perché alcuni ragazzi/e durante quest'ora fumavano in bagno e i bidelli non riuscivano mai a capire chi fosse. Non è però giusto privarci di quest'unico spazio di tempo disponibile per parlare e svagarsi. Continuando di questo passo, la scuola diventerà una prigione. E hanno il coraggio di chiamarla "scuola pubblica"! Cioè scuola dove tutti devono avere un proprio spazio? Non è giusto che per colpa di un gruppetto ci debbano passare tutti. Noi chiediamo solo di riavere la libera uscita durante l'ora di ricreazione.
Ci basta questo. Per favore ascoltateci!

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