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LE CADUTE DI ANGELO

di Pierluigi Simoni

Angelo è un nostro compagno di classe, certe volte è addormentato; figurarsi che venerdì in palestra gli si è tolta una scarpa e si stava per schiantare nel muro, voleva incolpare me della sua caduta, candido come un agnello.
Lunedì in classe è caduto otto volte, ma quelle povere gambe quanti lividi hanno?
Per quanto reggeranno ancora?
Oggi in palestra stavamo facendo  gli esercizi  di controllo, si è fermato, guarda il pallone, lo fissa; io infine tiro e lui non avendo visto arrivare il pallone, prende una pallonata in faccia. E' caduto, stava quasi per andare in coma, quando si è alzato non capiva più nulla.
Sabato Luigi e Angelo stavano per picchiarsi per lo spazio da occupare nel banco, Angelo si dondolava e Luigi gli diceva "Smettila, smettila, smettila". Io gli ho detto : "Attento che cadi".

Dopo trenta secondi si è udito Boooon, era un'altra delle sue cadute, aveva le gambe incastrate nella borsa, nel banco e nella sedia, sembrava un agnello legato. Non sappiamo più cosa fare, vorremmo poterlo legare e cementare la sedia al pavimento perché cade senza che nessuno lo tocchi. In classe cade solo lui, mentre gli altri camminano normalmente.
Un giorno mentre andava a buttare la carta nel cestino si è sentito " patapunfete": sì, era lui , è caduto sopra il cestino e stava per romperlo.

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