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giornAMAT

marzo    2000

wpe1.jpg (23304 byte)Dentro un videogioco

di Lorenzo Cappai

Molte cose si dicono sui videogiochi: fanno male, annebbiano la mente, frenano l’immaginazione ecc.
Tutto si può dire tranne queste cose.
Un giorno d’estate che pioveva, mi ero rintanato in camera a giocare con un videogioco di lotta. Mentre selezionavo il gioco vidi un’opzione su cui era scritto: "enter". Non l’avevo mai vista ed ero curioso di sapere che nuovo gioco mi proponeva. Provai a cliccare. Dopo pochi secondi non era successo niente. Presi un’altra opzione e cominciai a giocare con King, uno dei giocatori più forti. Con lui battei ai primi due round Eddy.
Mentre mi stavo avvicinando al secondo avversario, mi sentii strano. Sembrava che qualcosa mi stesse attirando verso il video. Guardai il joistik, era tutto normale.
Ma qualcosa non quadrava, mi sembrava, si, mi sembrava di essere trasparente. Stavo scomparendo, una forte luce mi batteva sugli occhi e qualcosa mi stava attirando verso il video. Cercai di vedere le mie mani: non le vedevo, non esistevo più!
Era incredibile, non avevo più corpo. Però avevo tutte le funzioni sensitive. Ad un tratto mi sembrava tutto più chiaro, mi si stava proponendo davanti un nuovo scenario.
Era pieno di luci scure. Sembrava di essere in un videogioco. Avevo un gran mal di testa e, avendo capito quello che era successo, non credevo di essere sveglio. In qualche modo ero entrato nel videogioco.
Probabilmente cliccando sull’opzione sconosciuta. Mi guardai le mani. Erano quelle del mio giocatore! Mi trovavo di fronte all’avversario che avrei dovuto battere dopo Eddy.

Mi rendevo conto che se avessi perso i round, non avrei avuto la possibilità di restare vivo. Ma in compenso, per fare le mosse più potenti, non dovevo più schiacciare i tasti e le potevo fare in qualsiasi momento. Battei tutti i giocatori. Avevo azzerato il gioco, ma ero disperato perchè non avevo la possibilità di tornare indietro.
Ad un tratto mi ricordai: sarei sparito nuovamente e sarei apparso nella storia del mio giocatore che il videogioco propone quasi per premio per averlo azzerato. Infatti accadde. Quando riapparvi, cominciai a correre, cercando una via d’uscita. Ripercorsi il tragitto inverso rispetto a quello che avevo compiuto quando ero entrato nel videogioco.
Dopo pochi secondi, che mi sembrarono interminabili, mi trovai con il jioistik in mano nella mia stanza e con un gran mal di testa.
Meno male che mia madre era uscita, altrimenti avrebbe potuto scoprire che ero scomparso e avrebbe addiritura potuto chiamare la polizia!

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