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giornAMAT

marzo    2000

wpe1.jpg (23304 byte) I 50 desideri
di Francesca Orrù

Da allora è passato tanto tempo, circa 35 anni.
Ero un bell'uomo di 25 anni affascinato dalle montagne. E' già tanto essere sopravvissuto a quelle vicende terribili perché in quell'estensione ho rischiato di perdere la vita, ma per fortuna mi è rimasta solo un'orribile cicatrice che mi percorre il viso. Ora vi racconto la mia storia anche se non sono sicuro che mi crederete, come del resto hanno fatto tutte le persone a cui l'ho raccontato.
- Dovevo organizzare un'escursione con dei miei amici con cui andavo molto spesso in montagna. La mattina seguente lessi sul giornale che nessun uomo era mai riuscito a scalare la montagna del diavolo, chiamata così perché una leggenda diceva che il diavolo abitasse in quella montagna, perciò il nostro comune decise di dare dei premi e chi fosse riuscito a scalarla e a portare dei frutti con i simboli del diavolo.
L'idea mi piacque tanto, telefonai subito i miei amici per dire di prepararsi e partire fra una settimana. La settimana successiva fummo pronti a partire per la montagna.
Camminando pensavamo che non era poi così difficile scalarla. Dopo molto tempo, quando ormai si era fatto notte, vinti dalla stanchezza decidemmo di fermarci, proprio vicino ad una pianta di fragole selvatiche.

Questa era molto particolare: infatti ogni fragola aveva uno strano disegno che non riuscivo a vedere a causa del buio. Allora un mio amico accese un fiammifero e mi fece luce. Appena vidi il diavolo su un frutto fummo presi da una grande gioia. Poi presi in mano le fragole e vidi che sotto lo stemma c'era scritto qualcosa. Lessi e c'era scritto che se si morsicava un frutto appariva il diavolo, ti portava nel suo palazzo e ti avrebbe esaudito ogni tuo desiderio.
Nonostante avessimo paura del diavolo, accecati dal desiderio di ricchezza, morsicammo le fragole.
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Immediatamente apparve il diavolo in giacca e cravatta, che aperta una porta, ci condusse nel suo palazzo e che palazzo! Era meraviglioso e pieno d'oro dappertutto.
In quel momento il diavolo chiamò un cameriere che ci portò da mangiare un ben di Dio.
Dopo pranzo un diavoletto molto grasso ci venne a trovare e ci disse che potevamo esprimere qualsiasi desiderio. Rimanemmo tutta la sera esprimendo desideri e, alla fine il diavoletto ci mandò a letto. Non riuscii a dormire perché avevo mangiato troppo e pensai di andare in cucina a bere. Feci capolino e vidi che un diavolo si arrabbiò con il diavoletto. Infatti se noi avessimo espresso 50 desideri loro quella notte ci avrebbero ucciso. Ma il diavoletto aveva contato male e ne avevano espressi solo 49. Allora svegliai di colpo i miei amici e cercammo una via di fuga. Per caso toccammo una mattonella e vedemmo una strada. Lungo questa vidi una chiave: era quella che apriva le porte. I diavoli intuirono che stavamo scappando e ci rincorsero trovando la strada e la mattonella spostata. Ci raggiunsero ma era troppo tardi. Ci lanciarono un fulmine, ma aprimmo subito la porta e scappammo via. Per colpa del fulmine ho la cicatrice e sono anche un po' stordito. Da quel momento non sono più andato in montagna.

 

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