scegli una sezione

pag. 14

giornAMAT

marzo    2000

CONCORSO wpe1.jpg (23304 byte) LETTERARIO
finalmente i primi racconti

Gli strani poteri degli uomini

di Barbara Atzeni

Una volta, molto tempo fa, gli uomini erano dotati di strani poteri, che ora non posseggono più: potevano volare, persino trasformarsi in animali e piante, se lo volevano...

Erano, però, anche molto migliori e onesti degli uomini d' oggi. Il furto, per esempio, era completamente sconosciuto; nessuno avrebbe pensato di portar via qualcosa al vicino.
Quindi ognuno lasciava aperta la casa ed incustoditi i suoi beni, sicurissimo che niente sarebbe stato toccato. Tutto ciò durò finchè, un brutto giorno, due bambini, fratello e sorella,si introdussero in una casa.
Essi trovarono, nella casa deserta, una pelle secca di renna ed un bel pezzo d' acciaio nuovo. E tale fu la tentazione e la voglia di possedere quegli oggetti, che i due ragazzi fecero ciò che nessuno, fino a quel momento, aveva osato fare:
rubarono i due oggetti, e fuggirono con le cose rubate.
Quando giunsero in un posto sicuro, certi di non essere visti, si misero a giocare con gli oggetti rubati, provocando con il pezzo d' acciaio scintille simili ai fulmini. Ad un certo punto, però, rendendosi conto del male che avevano commesso, furono colti da una grande paura.
Bisognava fuggire, nascondersi, per evitare il castigo che, certamente, sarebbe stato durissimo.
Ma dove fuggire, e come nascondersi?
Gli uomini del paese li avrebbero raggiunti in ogni modo.

Img_p15_03_00.gif (42879 byte)

"Trasformiamoci in renne!", propose il bambino.
"No: ci inseguirebbero e riuscirebbero a raggiungerci", obiettò la bambina.
"E’ vero! Allora trasformiamoci in lupi!"
"Ci ucciderebbero ugualmente"
Ma non era possibile un animale o un oggetto, che mettesse i due piccoli colpevoli al sicuro dalla punizione degli uomini.
Dopo aver molto pensato, uno dei due, ebbe un’idea: "Andiamo a vivere in cielo così non ci raggiungeranno più!"
L’idea era buona davvero e, spinti dal terrore, i due bambini la attuarono immediatamente.
Detto, fatto: salirono in cielo trasformandosi in tuono e in fulmine.
Da quel giorno il tuono e il fulmine vagano sempre insieme fra le nuvolene in realtà essi sono ancora ragazzi, amano giocare, come avevano giocato in terra: il bambino provoca il tuono, e la bambina i fulmini.
L’uno infatti, batte sopra la pelle secca di renna, l’altra sprigiona luci e scintille col pezzo d’acciaio.

vai alla pagina precedente vai alla home page vai alla pagina successiva
Scuola Media Statale "L. Amat" (c)1998 Sinnai (CA)
web-apprentice: G. Cogoni