SINNAI.:

Comincia oggi alle medie un corso di educazione stradale

Il vigile sale in cattedra

E nel compito in classe si parla del casco


Sinnai «Io il casco non lo metto». Timothy Olla, 14 anni, frequenta la 3ª F alla media "Amat". Come molti suoi coetanei, guida lo scooter e non rispetta la legge, perché, dice, non vuole essere l'unico col casco in testa. Insomma, «Se lo faranno anche gli altri mi adeguerò».

Timothy e i suoi compagni di classe iniziano oggi un corso di educazione stradale, indirizzato soprattutto all'uso dei ciclomotori. Un'iniziativa della Polizia municipale che, da quindici anni, in collaborazione con l'autoscuola Santa Barbara, coinvolge i ragazzi delle elementari e della scuola media. Diciassette classi, nella sede centrale e in quella staccata, per un'ora alla settimana seguiranno le lezioni tenute nell'aula magna dai marescialli Gian Piero Marcialis e Bruno Orrù, dal vigile Giuseppe Fiori, dal proprietario dell'autoscuola Tore Podda e dai figli Alessandro e Walter. «È necessario», spiega il maresciallo Marcialis, «che i ragazzi conoscano la segnaletica e il codice stradale prima di poter guidare il motorino». La norma più violata dai giovani è l'uso del casco. «Adesso», continua Marcialis, «è un obbligo anche per i maggiorenni: per questo abbiamo stampato e distribuito volantini e manifesti». I corsi coinvolgono le seconde e le terze classi della scuola: «Ai più giovani insegniamo la segnaletica, agli alunni di terza il corretto utilizzo dei ciclomotori. Il tutto con il materiale che ci è stato messo a disposizione dalla scuola guida».

Anche i genitori, invitati a una riunione la scorsa settimana, sono favorevoli all'insegnamento dell'educazione stradale in orario scolastico. Del resto, racconta Tore Podda, molti genitori, prima di comprare il motorino ai figli, chiedono all'autoscuola di Sinnai di far seguire ai ragazzi le lezioni per adulti. Un servizio gratuito che l'autoscuola Santa Barbara fornisce da anni. «L'impegno nelle scuole», assicura il maresciallo Marcialis, «è stato utile, visto che gli automobilisti qui sono molto disciplinati». I professori della scuola media, però, si sono preoccupati: Mariangela Zedda, insegnante di Lettere, ha fatto svolgere ai suoi alunni un tema sull'utilizzo del casco: «Quasi nessuno», racconta, «rispetta questa legge. I motivi sono i più insignificanti: hanno paura di essere presi in giro dai loro amici o semplicemente non si pongono il problema». Quasi nessuno dei ragazzi della 3ª F ha compiuto quattordici anni, ma molti, soprattutto le ragazze, salgono sui motorini di amici e fratelli più grandi: due passeggeri sullo stesso scooter e senza casco. Le solite violazioni, che però non sono commesse per ignoranza. L'insegnante di Lettere Maria Rosaria Corda, nelle ore di educazione civica, dà ai suoi alunni lezioni di educazione stradale. «È giusto», dice Alessandra Vacca, 13 anni, «che chi guida il motorino conosca le regole della strada. La maggior parte degli incidenti che coinvolgono gli scooter avvengono per colpa dei ragazzi alla guida». Un problema al quale la scuola ha cercato di porre rimedio: «Abbiamo inviato una relazione al Provveditorato», racconta Giuseppe Soru, insegnante di Lettere e coordinatore dei corsi di educazione stradale, «chiedendo di rendere obbligatorio per i minorenni che guidano il motorino, il rilascio di un patentino da conseguire a scuola». Il preside Giuseppe Casu spera che l'iniziativa della sua scuola non resti isolata: «Vorremmo diventare un polo per tutte le scuole che vogliano seguire il nostro esempio».

.Tiziana Cauli


Il maresciallo della Polizia municipale, Gian Piero Marcialis. v>E. M.